Edoardo Agnelli, una morte che si incrocia con l’Islam?   

Torna d’attualità una ferita tutta italiana: la morte di Edoardo Agnelli, inchiesta nella quale spuntò anche una pista che porta al mondo islamico

 




 

cavalcaviaEdoardo Agnelli fu trovato morto la mattina del 15 novembre del 2000, ai piedi del trentacinquesimo pilone del ponte autostradale “Generale Franco Romano”, sulla Torino–Savona. Edoardo era un Agnelli atipico: 46 anni, non sposato, era sempre stato attratto dagli studi storico-religiosi. Pare anche che ad un certo punto della sua vita, in seguito all’incontro con l’ayatollah Khomeini, avesse deciso di convertirsi all’Islam. Simpatizzante delle teorie marxiste, in ambito economico era un profondo critico del capitalismo.  Secondo la verità ufficiale Edoardo uscì da Villa Frescot di primo mattino, attraversò i caselli di Fossano e Marene due volte tra le 9:00 e le 9:30 – come se stesse cercando il punto giusto. Parcheggiò l’auto a lato della carreggiata lasciando acceso il motore, si arrampicò sul parapetto e si lanciò per un volo di circa 80 metri che pose fine alla sua vita. Però, quando venne ritrovato cadavere, Edoardo portava ancora i mocassini ai piedi e le bretelle allacciate, particolari insoliti per un corpo che è caduto per 80 metri.

 

ungiallotroppocomplicatoGiuseppe Puppo, giornalista e scrittore, sottolinea questi ed altri dubbi nel libro Un giallo troppo complicato (Tabula Fati Edizioni, 2015), prosecuzione del suo precedente Ottanta metri di mistero – La tragica morte di Edoardo Agnelli (Koinè Nuove Edizioni, 2009). Puppo evidenzia come sia inverosimile che nessuno abbia visto il giovane buttarsi, in un’autostrada in cui transitano otto veicoli al minuto.

Edoardo inoltre in quel periodo era claudicante e si serviva di un bastone per camminare: secondo i calcoli di Puppo avrebbe avuto bisogno di almeno due minuti per scavalcare il parapetto. Altrettanto strano è che sul cadavere non sia stata fatta alcuna autopsia. E i testimoni? Puppo non è il solo a parlare della tragica fine di Edoardo.





 

 

Cavalcavia zona Fossano.
Cavalcavia zona Fossano

Antonio Parisi ha scritto nel 2011 I misteri di casa Agnelli (Aliberti Editore) nel quale evidenzia, oltre ai dubbi già sottolineati da Puppo, la difficoltà di reperire informazioni tra gli abitanti di Fossano, paragonandola a Corleone e dichiarando che, durante un sopralluogo da lui compiuto in quei luoghi, la gente si mostrava ben poco disposta a concedere interviste.
Secondo Parisi – e anche secondo Puppo – Edoardo sarebbe stato ucciso poiché non avrebbe rinunciato all’eredità di famiglia. Tutti i tentativi di inserirlo in qualche attività erano stati fallimentari, compreso un breve periodo nel Consiglio d’Amministrazione della Juventus, nel 1986. Così la famiglia aveva deciso di estrometterlo. Nelle settimane precedenti la morte, secondo ben tre diverse testimonianze raccolte da Puppo, qualcuno cercò di fargli firmare un documento in cui, in cambio di ingenti somme di denaro e diverse proprietà immobiliari, avrebbe dovuto rinunciare ai suoi diritti di gestione della FIAT. Edoardo rifiutò sempre di firmare, forse siglando la sua condanna a morte.

 

stradaIl caso di Edoardo non è l’unico poco chiaro nella storia della famiglia. Parisi nel suo libro paragona gli Agnelli ad una monarchia. Piemontesi come i Savoia, hanno almeno altrettanti scheletri nell’armadio, come le misteriose morti dei genitori dell’Avvocato: il padre morì decapitato dall’elica di un aereo il 14 luglio 1935, esattamente 146 anni dopo l’inizio della Rivoluzione francese, mentre la madre morì in un incidente poco chiaro mentre pare si stesse recando in tutta fretta dal proprio amante, Curzio Malaparte. Anche Giorgio Agnelli, fratello di Gianni, morì in seguito ad un oscuro suicidio che richiama alla memoria il gesto di Edoardo.

 




 

In realtà, afferma Parisi, una testimonianza riuscì a trovarla: era quella di un pastore di mucche, che dichiarò di aver visto il cadavere di Edoardo già alle 8:00 del mattino. Una dichiarazione che avrebbe dovuto far scalpore e che invece è stata smentita dall’ex capo del RIS di Parma, Luciano Garofano, ritenendo la testimonianza «un tipico caso di auto-inganno della memoria». Le fonti di queste ultime dichiarazioni? Vengono da un articolo intitolato Edoardo Agnelli, la verità sulla fine, pubblicato da La Stampa nel settembre del 2010. Proprio dal prestigioso giornale torinese sarebbe quindi giunta la “verità” sulla morte di Edoardo Agnelli. Evidentemente qualcosa non quadra, in una strana commistione di interessi che non lascia dormire sonni tranquilli chi continua ad essere alla ricerca di quanto accaduto in questa strana storia.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Edoardo Agnelli, una morte che si incrocia con l’Islam?    ultima modifica: 2016-03-30T16:24:35+00:00 da info@cronacaedossier.it

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