Duilio Fanali, l’eroico “Pun” delle mazzette

Dal tentato golpe Borghese allo scandalo Lockheed la storia di Duilio Fanali, controverso eroe dei cieli italiani

Definire in poche parole Sergio Duilio Fanali è compito arduo anche per il più grande esperto di Twitter: forse nemmeno una calcolata perifrasi riuscirebbe a cogliere tutte le sfaccettature di un personaggio che per diversi anni è stato dietro le quinte della politica italiana. Sono i successi ottenuti durante la Seconda guerra mondiale che portano Fanali sotto le luci della ribalta: il tenente colonnello racimola 7 medaglie (5 d’argento e 2 di bronzo), una Croce al merito e altri riconoscimenti. Chiude il conflitto mondiale con 15 abbattimenti: se dovessimo abbozzare una definizione, appena passati i trent’anni il generale dell’aviazione Duilio Fanali può definirsi un eroe.




Il generale Duilio Fanali
Il generale Duilio Fanali

I tempi di guerra però finiscono e con essi lo spirito patriottico e il coraggio sul campo di battaglia. Fanali prosegue la sua brillante carriera dietro qualche scrivania: prima all’Ambasciata a Londra, poi passa alla scuole dell’aeronautica. Da menzionare il suo ruolo nella NATO: dal 1965 al 1966 è Comandante del NATO Defense College, dal 1966 al 1968 è presidente del Centro Studi Alta Difesa. Nel 1968 diventa Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, titolo che manterrà fino al 1971, quando si ritirerà per la pensione. Una serie di cariche importanti, una carriera esemplare, ma con più di una macchia. Partiamo dal tentato golpe Borghese. La vicenda è arcinota: tra il 7 e l’8 dicembre del 1970 in Italia è previsto un colpo di Stato ad opera di Junio Valerio Borghese, comandante della X° Flottiglia MAS. È tutto pronto per il Golpe, i militari hanno praticamente le armi in mano, quando tutto salta improvvisamente. Varie inchieste porteranno alla luce una serie di documenti che evidenziano in quegli anni la presenza di un’opposizione “nazional-rivoluzionaria”. Fanali, all’epoca già Capo di Stato maggiore dell’Aeronauta, non poteva non sapere: basta poco infatti affinché il suo nome venga legato al tentato Golpe.




Junio Valerio Borghese
Junio Valerio Borghese

È Remo Orlandini braccio destro di Borghese a fare il nome di Fanali, descritto come «cosciente e volente» come colui che avrebbe dovuto prendere parte al colpo di Stato quella notte. In cambio, nel nuovo governo, sarebbe diventato Ministro della Difesa. Nonostante ciò, in seguito alle inchieste della giustizia, Fanali riceve solo un avviso di garanzia ma viene poi prosciolto in istruttoria. Scampa alla giustizia, ma l’appuntamento è solo rimandato. È il 1976 quando il passato torna per presentare il proprio conto. Fanali viene colpito in pieno nello scandalo Lockheed: l’inchiesta punta l’obiettivo sull’acquisto di aerei dalla Lockheed Corporation da parte dell’Italia. Uno dei massimi sostenitori dell’acquisto (avvenuto nel 1968, quasi dieci anni prima) è proprio il generale Fanali, che poi si scoprirà essere stato corrotto: dai documenti ritrovati si scoprirà che il nome in codice “Pun”, indicato come uno dei personaggi da corrompere per vendere aerei all’Italia, era proprio quello di Duilio Fanali. Ritenuto colpevole, viene condannato a pagare una multa di un miliardo e 300 milioni di lire come risarcimento allo Stato per la somma pagata in più, pena che viene sospesa in quanto Fanali non risulta in grado di pagarla.




Villa Fanali a Minturno ScauriLa lunga battaglia giudiziaria si chiude come sempre in Italia con un nulla di fatto: Fanali viene degradato ad aviere ma la sua pensione rimane intatta. Il nome di Duilio Fanali compare anche in una controinchiesta dedicata al caso della morte di Luigi Tenco dal titolo Le ombre del silenzio. La nipote del Generale avrebbe avuto una storia d’amore con Tenco e per questo motivo il cantautore avrebbe ottenuto “aiuti militari” per bypassare il servizio di leva alla volta di una tournée in Argentina. Questa sarebbe stata la fonte di tutti i mali per Tenco che per tale motivo, secondo la controinchiesta, avrebbe dovuto corrispondere favori a sua volta, utilizzato per un trasporto di informazioni dall’Italia all’Argentina proprio per mano di quanti organizzeranno da lì a poco il golpe Borghese in Italia. Una pista venuta alla luce solo negli ultimi anni ma senza trovare seguito in indagini della magistratura.
La vita terrena di Duilio Fanali finirà a 76 anni: morirà nel 1987, colpito da un arresto cardiocircolatorio sulla propria barca durante una vacanza con la moglie nella sua villa a Scauri (Formia). Sì, sulla propria barca durante una vacanza nella sua villa.

 

di Nicola Guarneri @SpecialGuarns

Segui Cronaca&Dossier con un Mi Piace su Facebook e Twitter

 

Duilio Fanali, l’eroico “Pun” delle mazzette ultima modifica: 2016-02-15T18:20:59+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!