Donne assassine, serial killer altrettanto feroci

Le tipologie di serial killer femminili e le differenze rispetto ai delitti compiuti dagli uomini: ecco come cambia l’omicidio se compiuto dalle donne






Erzsébet BáthoryIl fenomeno dell’omicidio seriale non ha sesso. Quando immaginiamo un serial killer proiettiamo immediatamente la figura dell’uomo, raramente pensiamo a una donna affascinante dai lunghi capelli corvini e dai modi affabili. La verità è che dalla notte dei tempi gli uomini uccidono e anche le donne. Cambiano le prospettive ma sono le statistiche a delinearne nel corso dei secoli proporzioni, confini e prerogative. Era il 21 agosto 1641 quando Erzsébet Báthory, soprannominata la contessa sanguinaria, veniva condannata a essere murata viva in una torre del suo castello in Ungheria come pena per aver ucciso più di 600 giovani fanciulle al fine di conservare la propria giovinezza bagnando il corpo nel loro sangue. Nonostante la netta prevalenza di reati seriali compiuti da uomini, anche la donna delinque e uccide. Si è soliti ritenere che la criminalità seriale sia da ricondurre esclusivamente alla sfera delle pulsioni sessuali presenti con una carica maggiore nell’uomo ma sebbene quest’affermazione sia vera, non è possibile escludere tale carica anche nella donna (come dimostrato dalla psicanalisi) seppur con connotazioni differenti. A fronte di ciò è importante non ricondurre ogni forma di criminalità seriale alla sfera sessuale; sono molte le dinamiche psichiche che possono sfociare nell’omicidio seriale (desiderio di onnipotenza, devianze non sessuali, sino ad alcune patologie psichiatriche).

 

velenoI risultati degli studi condotti nell’ultimo secolo hanno permesso di evidenziare delle connotazioni simili tra uomo e donna serial killer, soprattutto in relazione alla prima infanzia. Anche le donne, d’intelligenza solitamente superiore alla media, in questa fase della vita presentano una spiccata attitudine a compiere atti di violenza verso gli animali domestici e vivono la paura del buio e i conseguenti stati di angoscia legati al timore di essere abbandonata. Spesso i problemi legati al sonno conducono a un’alterazione del ciclo sonno-veglia. Le tappe della crescita sono molto più veloci delle rispettive coetanee, nonostante il periodo di maggior turbamento resti l’adolescenza, caratterizzata dalla totale assenza di disciplina, di rispetto delle regole e da una contestuale forma d’introspezioni confusa di sovente collegata al desiderio di scrivere (spesso questi soggetti conservano un diario segreto su cui annotano tutti i pensieri in cui prendono forma scene di violenze).




donnaUno degli studi più completi in materia di serial killer femminili è quello di Kelleher&Kelleher (1998), la cui classificazione è a oggi la più esaustiva e utilizzata in ambito scientifico. La donna serial killer solitaria, similmente al suo omologo maschile, privilegerebbe un modus operandi pianificato e accurato. Si tratterebbe di donne dalla personalità forte predisposte all’utilizzo di “armi” quali gli avvelenamenti, soffocamenti, iniezioni letali. Per ciò che attiene alle tempistiche, solitamente la donna comincia a uccidere dieci anni dopo rispetto al primo evento che caratterizza la carriera criminale dell’uomo (30/40 anni per la donna, 20/30 per gli uomini) ma a fronte di ciò la carriera è più lunga (in media trascorrono circa otto anni prima di essere arrestate a differenza dei quattro anni per gli uomini). Le motivazioni sono radicalmente differenti rispetto a quelle maschili, così come diversa è la tipologia delle vittime. In generale, gli uomini sono più variegati nella scelta delle vittime in quanto predatori sessuali; le donne, invece, non scelgono le vittime in base al sesso e sono quasi esclusivamente stabili dal punto di vista geografico, cioè portano a termine gli atti omicidiari sempre nello stesso luogo, probabilmente per il tipo di vita che spesso ruota attorno alla casa e alla famiglia. Mancando l’elemento preponderante della pulsione sessuale è assente la ricerca della gratificazione sessuale e dunque non sarebbero predisposte alla tortura delle vittime (stordite o narcotizzate) prima o dopo l’omicidio (overkilling). Spesso il movente è esclusivamente di natura economica.

 

 

bambola bambinaNel 65% circa dei casi le donne utilizzano metodiche come il veleno da somministrare con diabolica perizia tanto da riuscire a far passare casi di omicidio per possibili morti naturali attraverso una sintomatologia riconducibile a malattie comuni. Soltanto il 13% uccide attraverso lo strangolamento (come nel caso dell’infanticidio) e il 12% con arma da fuoco. L’efferatezza e la crudeltà apparentemente mitigate rispetto al corrispettivo maschile in realtà sono altrettanto presenti nelle azioni intrise di sadismo, come l’osservare lentamente morire una persona in preda a sofferenze prolungate derivanti dall’utilizzo dei veleni. La classificazione femminile delle serial killer annovera diverse tipologie di profili: la Vedova nera, caratterizzata dal fatto di scegliere le sue vittime principalmente tra amanti, coniugi, amici, persone con le quali intrattiene comunque un qualche genere di relazione sentimentale; l’Angelo della morte inizia solitamente la propria carriera criminale intorno ai 21 anni e opera in luoghi ove la morte delle sue vittime possa in qualche modo passare inosservata (ospedali, case di cura, sanatori). Colpisce persone che non conosce, a volte già affette da malattie, prediligendo l’uso di sostanze tossiche o medicinali in dosi letali; la Predatrice sessuale (ipotesi molto rara) è spinta al delitto seriale unicamente da pulsioni sessuali.

È astuta, seducente, manipolatrice, solitamente di mezza età, compie i suoi delitti in aree geografiche molto distanti tra loro; la Vendicativa uccide spinta da un’ira incontrollabile, talvolta originata o accentuata da disturbi psichici. Le vittime, di solito, sono uccise in un periodo molto breve. L’Assassina per profitto uccide per finalità puramente economiche e a fini di lucro; l’Assassina psicotica colpisce sotto la spinta di una patologia o comunque un disturbo di matrice psicotica, che la determina a omicidi disorganizzati e violenti, nei quali le vittime sono scelte a caso, senza una ragione apparente. Insomma, l’universo femminile sa bene come ritagliarsi uno spazio nel mondo dei serial killer.

 

articolo di Alberto Bonomo

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Tratto dalla rivista di Cronaca&Dossier:


Donne assassine, serial killer altrettanto feroci ultima modifica: 2016-04-15T16:20:09+00:00 da info@cronacaedossier.it

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