Donato Bilancia, la morte corre sul treno

La follia omicida e la cronologia dei delitti ad opera di Donato Bilancia, uno dei serial killer più famosi in Italia per brutalità e continuità 

 




donato bilanciaÈ il 16 ottobre 1997 quando Giorgio Centanaro viene ritrovato morto in casa. È la lui la prima vittima di Donato Bilancia, passato alla cronaca nazionale come uno dei più spietati serial killer. Lo stesso Donato Bilancia, dopo la sua cattura, spiega le motivazioni di questo suo primo omicidio: la vittima, che egli considerava un suo grande amico, aveva osato prendersi gioco di lui, raggirandolo in una bisca di Genova che i due erano soliti frequentare.

 

Quella notte Bilancia, dopo aver scoperto il luogo della sua abitazione lo raggiunge alle 4:00 del mattino e senza esitare lo fa spogliare e lo lega con del nastro adesivo tappandogli naso e bocca. Donato Bilancia afferma inoltre che poco prima di ucciderlo, ha spiegato all’uomo i motivi del suo gesto.

Sorte simile è quella che spetta a Maurizio Parenti, ucciso da Donato Bilancia una settimana dopo, per lo stesso motivo di Centanaro, ma con modalità diverse. Parenti viene imbavagliato e legato ad una sedia, successivamente condotto in camera da letto con la moglie, colpevole solo di essersi accorta di ciò che stava accadendo. Donato Bilancia copre i due coniugi con un piumone e con tre colpi della sua calibro .38, li uccide.

donato bilanciaLe due vittime successive sono i coniugi Bruno Solari e Maria Luigia Pitto, orefici, deceduti per mano di Donato Bilancia, dopo una tentata rapina il 27 ottobre 1997. Dopo alcuni giorni, il 13 novembre 1997, arriva il turno del cambiavalute Luciano Marro: rapinò e uccise l’uomo per evitare che potesse testimoniare contro. Siamo davanti, a questo punto, ad una furia omicida, come lo stesso Donato Bilancia affermerà allo psichiatra Vittorino Andreoli, dopo il suo arresto: «Penso che in me convivano due personaggi, che chiamerò B1 e B2. Fino al giorno del mio primo delitto fortunatamente, B1 è sempre riuscito a controllare, anche se parzialmente, B2 quello più trasgressivo. Nei mesi in cui ho commesso gli omicidi era B2 a dominare su B1». La violenza ormai è parte integrante nella vita di Donato Bilancia e non è più controllabile.

 




 

 

Il 25 gennaio 1998 individua la sua nuova vittima: è un guardiano notturno Giangiorgio Canu, lo segue per alcuni giorni, poi una sera lo aspetta sotto il portone di casa e una volta uscito dall’ascensore gli copre il capo con il giubbino e lo spara. Appena due mesi dopo, Donato Bilancia ha un incontro sessuale con una prostituta, Stella Truya: dopo il rapporto la fa scendere vicino una piazzola dicendole di guardare il mare. Le copre la testa con un asciugamano dicendo alla ragazza che non vuole che veda la targa della sua auto, ma prima di andare via, la fredda con un colpo alla nuca, raccoglie l’asciugamano e lascia lì il corpo.

 

donato bilanciaSolo pochi giorni dopo viene ritrovato il cadavere di una prostituta 23enne, Ljudmila Zubskova, il modus operandi è lo stesso: un colpo sparato alla nuca e sul maglione vengono ritrovate tracce di bruciature, come se fosse stato usato da silenziatore, o a riparare da eventuali schizzi di sangue. Non sono stati rilevati segni di violenza sessuale o resistenza fisica. L’arma è sempre la calibro .38 con proiettili scamiciati. Due giorni dopo, Donato Bilancia uccide un altro metronotte, Enzo Gorni. Il procedimento è sempre lo stesso: rapina il blindato e poi spara un colpo di pistola.

 

Poi ancora un duplice omicidio ai danni di due metronotte: Candido Randò e Massimiliano Gualillo, uccisi perché gli impediscono l’intrusione in una casa al mare dove Donato Bilancia vuole appartarsi con un transessuale: il transessuale accortosi che Donato Bilancia porta con sé una pistola allerta i due sorveglianti anch’essi poi uccisi. È proprio grazie a Juli Castro detto “Lorena”, il transessuale sopravvissuto, che si ottiene un primo identikit del killer che sta terrorizzando l’intera Liguria. Pochi giorni dopo uccide un’altra prostituta, Terry Asodo, di 27 anni: dopo aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza le intima di scendere dall’auto, ma qualcosa va storto, forse si accorge che Bilancia è armato, così si ribella. L’uomo le spara più colpi, uccidendola.
donato bilanciaSpunta così un nuovo testimone, Luisa Cimminelli, prostituta italiana risparmiata da Donato Bilancia per pietà. È madre di un bambino piccolo e un momento prima dello sparo scoppia in lacrime supplicando l’uomo di non ucciderla. Si salva. Siamo ora nel mese di aprile e il serial killer decide di cambiare scenario: il treno. È sull’intercity La Spezia-Venezia, all’altezza di Ventimiglia, che individua una donna, Elisabetta Zoppetti, infermiera di 32 anni, la segue nel corridoio fino in bagno, apre la porta con una chiave falsa e con il solito rituale, giacca in testa e colpo alla nuca, la uccide.

 




 

 

donato bilanciaResta chiuso in bagno con il cadavere della donna per venti minuti, fino a Voghera, dove scende tranquillamente e prende un altro treno per ritornare a Genova. È la sua 14a vittima ma la prima fuori dallo “schema”: non è una prostituta, né un cambiavalute, né un metronotte, bensì una donna comune. A questo punto chiunque potrebbe diventare una vittima del serial killer. Il 14 aprile muore Kristina Walla, 22 anni, albanese. La giovane viene uccisa perché per Donato Bilancia le vittime devono essere di nazionalità diversa. Solo quattro giorni dopo però l’incubo dei pendolari liguri ritorna: c’è un nuovo omicidio su un treno, nella tratta Genova-Ventimiglia e ancora una volta la vittima è scelta a caso. Si tratta stavolta di Mariangela Rubino, cameriera di 29 anni, la quale, come Elisabetta Zoppetti, commette l’errore di andare in bagno. Il killer, seguendo ormai lo stesso modus operandi, la costringe ad inginocchiarsi di spalle a lui e coprendole il capo le spara un colpo alla nuca. In questo delitto però, Donato Bilancia lascia un segno.

 

Dopo aver ucciso la donna si masturba sul suo corpo, lasciando inevitabilmente il suo DNA. Appena una settimana dopo Bilancia uccide la sua ultima vittima. Dopo una cena non pagata Bilancia va in un’area di servizio per fare rifornimento. Non avendo soldi, chiede al benzinaio di fargli credito. Giuseppe Mileto, 50 anni, insiste per avere i suoi soldi, e quando chiede alla barista di chiamare la polizia, Donato Bilancia lo uccide e ruba i due milioni dalla cassa. Con una parte di quei soldi, torna presso il ristorante dove ha cenato per saldare il suo conto. Grazie al DNA lasciato nel penultimo delitto, il 6 maggio 1998 dei poliziotti in borghese fermano Donato Bilancia. Egli non oppone resistenza. Pochi giorni dopo confessa tutti gli omicidi affermando: «Uscivo di casa per uccidere, come avrei potuto andare al ristorante».

 

di Francesca De Rinaldis

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Approfondimento
SERIAL KILLER ATIPICO

 

Dott.ssa Francesca De Rinaldis
Dott.ssa Francesca De Rinaldis

Quello che colpisce, andando a ritroso nella storia di Donato Bilancia è soprattutto
la sua infanzia infelice, costellata di umiliazioni, abbandoni e vuoti affettivi, a determinare la genesi della sua personalità futura. I crescenti conflitti tra i genitori sono causa dei suoi primi disagi come ad esempio la sua enuresi notturna. La reazione stessa dei genitori alla comparsa di questo problema fu alquanto inappropriata, infatti, usavano esibire puntualmente il materasso bagnato del figlio su un poggiolo in modo che i dirimpettai potessero vederlo.

 

Veniva spesso preso in giro dal padre anche davanti alle cuginette. Donato Bilancia era impotente e non riusciva ad avere rapporti sessuali. Era infatti solito osservare le coppiette appartate e sosteneva: «Tutte le donne dovrebbero essere ammazzate, dovrebbero inginocchiarsi perché io sono il re». Ben si dimostra da tale affermazione quanto sia un  uomo che non ha fiducia in se stesso e dunque, uccidere per lui diventa uccidersi.

 

donato bilanciaIn Donato Bilancia riscontriamo elementi atipici rispetto ad altri assassini seriali, prima tra tutti l’età: Bilancia inizia a colpire a 47 anni, ben più tardi rispetto agli standard, che considera una media di 29 anni. Inoltre, al contrario di altri serial killer, egli uccide inizialmente persone a lui vicine, i suoi amici, passando poi ad una serie di categorie di persone che non hanno un collegamento diretto né con lui, né tra di loro. Evita un contatto fisico con le vittime, infatti prima di sparare con la sua calibro .38, copre le vittime con i loro indumenti «per non vedere cosa succede» e molto probabilmente per distanziarsene emotivamente prelevando effetti personali con una pinza.

Certamente poi, per altri aspetti caratteristici della sua serie omicidiaria, Donato Bilancia può essere considerato un serial killer tipico, come  per la scelta di uccidere le prostitute, seguendo un rituale proprio come nei casi dei treni. Sono proprio gli omicidi sui tremi ad avere il maggiore valore simbolico, in ragione di un forte trauma subito in passato: la morte del fratello Michele, suicidatosi sotto un treno nel 1987, con in braccio il figlioletto Davide di 4 anni.

 

 

 

Donato Bilancia, la morte corre sul treno ultima modifica: 2016-02-18T23:35:22+00:00 da info@cronacaedossier.it

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