Disabilità uguale povertà, non solo in Italia

Viaggio nella vita di un invalido totale in Europa, la fragile economia che non ti aspetti dove la disabilità è spesso non solo difficoltà fisica

 

Edvard Munch, The Sick Child, 1885–86
Edvard Munch, The Sick Child, 1885–86

Un invalido totale è un disabile che non è più in grado di svolgere alcuna attività lavorativa, pertanto percepisce un assegno mensile che dovrebbe essere il suo sostentamento. Il condizionale è d’obbligo perché, come tutti sappiamo, la cifra erogata dagli Enti preposti per un invalido al 100% non supera i 280€ mensili. Nel caso la persona avesse bisogno di assistenza, la suddetta cifra sarà integrata con l’indennità di accompagnamento, che ammonta a circa 510€. Pertanto, con meno di 800€, un malato non autosufficiente dovrà vivere per un mese. Questo accade in Italia.

Secondo un’indagine ISTAT effettuata alla fine del 2015, nel nostro Paese oltre tre milioni di persone sono affette da grave disabilità, e di queste solo un milione e cento ha anche l’accompagnamento. Questa condizione porta inevitabilmente ad uno stato di povertà. Dobbiamo difatti anche mettere in conto che non tutti i farmaci al disabile vengono passati dalla ASL, ma solo quelli inerenti la patologia. Tutti gli altri, per esempio da banco o non direttamente collegati alla malattia, vanno pagati. Se non totalmente almeno in parte con il ticket.

 

medicineSempre secondo una stima fatta dall’ISTAT, l’Italia rispetto ad altri paesi europei va molto male in termini di spesa destinata alle persone con disabilità. Inoltre i dati, rapportati con l’Europa, si sommano a quelli drammatici sull’impoverimento e sulla fortissima differenza fra Nord e Sud del Paese. Vediamo adesso che cosa offre la Francia ad un disabile. Per prima cosa, possono beneficiare di un sussidio di base detto Allocation adulte handicapé (AAH), questo se viene raggiunto un certo “tasso di disabilità” stabilito da una commissione medica. L’AAH più il complément de ressources arriva a circa 990€ mensili. Inoltre, per chi non può lavorare, viene integrato da un complément de ressources (complemento di risorse) che compensa la mancanza di reddito.

 

voltoLa prestazione di compensazione dell’handicap (prestation de compensation du handicap, PCH) prende in carico le spese sostenute nella vita quotidiana per avere una condizione di vita adeguata al massimo delle proprie limitazioni fisiche (secondo ICF, Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute). La pensione di invalidità può essere attribuita se il suo ammontare è inferiore a quello dell’AAH. Esistono inoltre delle assicurazioni che possono fornire un complemento di reddito, tra queste troviamo la rente-survie. Passiamo al Regno Unito, che pian piano inizierà a separarsi dall’UE. Sembra assurdo, eppure anche nella pianeggiante Inghilterra disabilità va a braccetto con povertà. Difatti il 28% circa delle persone bisognose sono anche invalide. Girando ancora per i vari Stati, che cosa accede nella grande Germania?

 

Non è oro tutto ciò che luccica recitava un proverbio e così, anche nel bel Paese Teutonico dove dal di fuori sembra tutto perfetto, i disabili hanno i loro problemi. Tra l’altro se un disabile italiano, con regolare pensione d’invalidità civile, volesse trasferirsi laggiù definitivamente, non si vedrebbe accreditato l’assegno pensionistico in banca. Questo perché, per quanto riguarda l’Italia, non sono esportabili prestazioni speciali a carattere non contributivo, come quella sopra citata, e pertanto le banche estere non li convalidano. Guadiamo la situazione della vicina Spagna. Intanto non esistono contributi specifici per le prestazioni d’invalidità. Questi sono inclusi nella contribuzione globale e, da premettere, che lo Stato finanzia gli importi minimi garantiti delle pensioni minime (pensión mínima).

 

Tra l’altro esiste un sistema di assicurazione sociale obbligatoria, finanziato attraverso i contributi, a copertura dei lavoratori dipendenti e assimilati, con indennità legate ai redditi in caso di incapacità permanente (incapacidad permanente). Questi gli importi erogati (pensione minima) 14 versamenti in un anno. Per incapacità totale permanente: 467€ circa o 570€ circa in caso di coniuge a carico. Invece con invalidità al 100% si ottengono 700€, oppure 850€ con coniuge a carico. Alla fine si può arrivare ad un tetto pensionistico massimo di 2.200€ circa al mese. Tutti i farmaci saranno gratuiti.

Facendo una rapida analisi dei dati raccolti, la vita di un invalido, per quanto riguarda la parte economica, pare comunque davvero precaria. L’Italia è uno degli Stati europei che non brilla e nella classifica si posiziona verso gli ultimi posti. In un Paese in cui ci sono così tanti disabili, che purtroppo non arrivano a fine mese e molte volte non riescono neppure a curarsi, sarebbe forse il caso di rivedere il bilancio, perché c’è qualcosa che proprio non quadra.

 

articolo di Dora Millaci

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Disabilità uguale povertà, non solo in Italia ultima modifica: 2016-10-15T14:54:06+00:00 da info@cronacaedossier.it

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