Disabilità, l’altra faccia della conoscenza

Ecco la mappa degli istituti italiani per studenti affetti da disabilità per non trascurare l’altro volto dell’istruzione in Italia





La Legge 104/92 afferma: «Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa vigente, attraverso l’integrazione scolastica, che prevede l’obbligo dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, anche gli Enti Locali e il Servizio Sanitario Nazionale». Insomma, lo Stato italiano riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, in particolare negli ambiti scolastico e lavorativo.

Restando sul tema dell’educazione, in Italia esiste un organo consultivo che si occupa di integrazione scolastica, ovvero l’Osservatorio per l’integrazione delle persone con disabilità, il quale è spesso affiancato in ambito territoriale da altri organismi chiamati Glip (Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali) formati da rappresentanti degli enti locali, delle Asl e delle associazioni dei disabili.

Il 16 giugno scorso si è tenuta una riunione del comitato tecnico dell’Osservatorio del ministero dell’Istruzione sull’inclusione degli alunni con disabilità, dalla quale è emerso che esiste ancora una  inadeguata assistenza didattica. A partire dall’inizio di settembre si avvierà la formazione dei docenti di classe dei singoli alunni con handicap, anche per evitare la delega didattica ai soli docenti per il sostegno.


Ma quali sono le esigenze di uno studente disabile? Oltre alle barriere architettoniche, bisogna pensare ai problemi cognitivi, a quelli di apprendimento e di inserimento. Pertanto è indispensabile saper ascoltare le loro necessità per individuare i problemi che possono riscontrare e cercare di risolverli. Tuttavia, nel mondo scolastico della prima infanzia e delle scuole dell’obbligo si notano enormi carenze per quanto riguarda l’appoggio e l’eventuale aiuto per uno studente disabile. Al contrario, nascono (e si sviluppano) diversi centri di ascolto e supporto nell’ambito universitario.




 

Per esempio, all’ateneo di Modena e Reggio Emilia troviamo un centro di accoglienza per studenti disabili che li segue dal momento dell’iscrizione fino alla fine degli studi, li aiuta nell’integrazione nell’ateneo stesso, offre strumenti e servizi vari e predispone interventi mirati in funzione delle problematiche connesse alla tipologia, al grado di disabilità e agli specifici bisogni formativi dello studente.

Un altro centro servizi per studenti disabili è attivo all’Università di Verona dal 2000, dove esiste un supporto didattico realizzato mediante appositi servizi di tutorato, un trattamento individualizzato per il superamento degli esami universitari – previa intesa con il docente della materia – e con l’ausilio del servizio di tutorato e l’ impiego di specifici mezzi tecnici in relazione alla tipologia di handicap.

Dal 2002 l’Università degli Studi del Molise offre servizi agli studenti con disabilità: sportello di ascolto, tutorato alla pari, ausili per lo studio e documentazione, cosa che accade anche all’Università degli studi di Firenze.

Tutto questo è lodevole, ma ricordiamo una cosa: che tutti gli alunni con handicap hanno diritto a frequentare la scuola senza alcuna discriminazione o mancanza.

Pertanto la famosa Legge 104/92 andrebbe applicata anche alle scuole dell’obbligo, dove l’età dei ragazzi che la frequentano è inferiore. Proprio in quei luoghi servirebbe un centro ascolto per studenti disabili e probabilmente l’intero sistema di istruzione nel nostro Paese ne gioverebbe.

 

di Dora Millaci @DoraMillaci




 

Disabilità, l’altra faccia della conoscenza ultima modifica: 2016-01-12T17:41:58+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!