Difesa italiana, ecco quanto costa importare armi

Un settore che non conosce crisi: ecco quanto costa alla Difesa italiana e dunque a tutti i cittadini l’acquisto di armi dall’estero

 




 

0 (2)Tra le numerose voci di spesa che figurano nei bilanci dello Stato Italiano c’è n’è una particolarmente importante che riguarda i costi delle armi. L’Italia spende ogni anno miliardi di euro per l’acquisto di nuovi armamenti: aerei, carrarmati, missili, fucili e altri strumenti da guerra. Negli ultimi anni, i costi sono aumentati e a tal riguardo, dai dati SIPRI, emerge che la nostra penisola si trova al dodicesimo posto mondiale per quanto riguarda la spesa militare.

 

 

0000Tranne per gli F35, che rientrano nel budget della Difesa, i programmi militari più costosi, invece, risultano finanziati dal Mise come la nuova flotta da guerra della Marina (176 milioni di euro), gli elicotteri Hh101 (170 milioni di euro), i caccia da addestramento M346 (138 milioni di euro), i cacciabombardieri Eurofighter (768 milioni di euro su 781), i carrarmati ruotati Freccia (317 milioni di euro su 335), gli elicotteri Nh90 (77 milioni di euro su 265) e l’ammodernamento dei cacciabombardieri Tornado (80 milioni di euro su 88).

 

A tal riguardo, dal Documento Programmatico Pluriennale della Difesa (DPP 2015/2017), emerge che il Ministero non intende ridurre le spese militari e, per il triennio 2015/2017, conferma l’acquisto di altri aerei. La spesa complessiva del programma militare è quindi in aumento e supera i 13 miliardi di euro.

 




 

 

000È evidente: il mercato delle armi raggiunge cifre sempre più alte. L’Italia, però, oltre ad acquistare mezzi e strumenti bellici, risulta anche tra i maggiori venditori a livello globale di armi cosiddette civili piccole e leggere. Il mercato delle armi non ha risentito della crisi economica. Tali dati, emersi dal Rapporto 2015 Armi leggere, guerre pesanti, dell’Istituto Archivio Disarmi, mettono in evidenza una situazione abbastanza inquietante. Il problema di fondo è che, dietro tutto ciò, c’è un business difficile da sconfiggere.

 

D’altra parte come tutte le commercializzazioni, quella delle armi ha lati positivi ma ne ha anche tanti negativi. La produzione e l’esportazione di queste armamenti favorisce da un lato la ricchezza di alcune aree perché le industrie offrono lavoro a migliaia di persone del posto, distinguendosi anche a livello internazionale per la performance e per l’alta tecnologia.
Il problema maggiore, però, è che le armi prodotte vengono spesso impiegate con poca attenzione e scarso rispetto umano in quanto fautrici di morte, sebbene nel rispetto delle leggi. L’Italia non è avulsa da queste logiche, gioca la sua parte in un mondo che vede sempre più guerre nascere in giro per il mondo e con migliaia di morti. Il dramma più grande è proprio che questi materiali vengono esportati nei Paesi di guerra e vanno ad annullare tutte le possibilità di ristabilire una pace che a molti non conviene per il semplice fatto che non contribuisce ad alimentare un commercio illimitato.

 

di Gelsomina Napolitano

 

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Difesa italiana, ecco quanto costa importare armi ultima modifica: 2016-02-17T18:36:48+00:00 da info@cronacaedossier.it

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