Delitto Ventura, cold case risolto dopo 20 anni

Ucciso perché aveva fatto il suo dovere: la storia particolare del delitto Ventura, ex carabiniere e poi fotografo assassinato a soli ventotto anni

 




 

salvatore incorvaiaTalvolta storie all’apparenza “banali” conservano invece invece qualcosa di straordinario. È il caso del delitto Ventura avvenuto nel 1996 e di cui soltanto oggi si conoscono le sfumature. Quando ritrovarono il corpo di Gennaro Ventura nel 2008, che da dodici anni sembrava svanito nel nulla, nessuno aveva idea perché un ragazzo di ventotto anni avesse trovato la morte quando ormai non vestiva neanche più la divisa dell’Arma dei Carabinieri. Se lo sono chiesti in tanti ma la risposta sul delitto Ventura arriva solo grazie alla collaborazione del pentito Gennaro Pulice: uno sgarbo al clan di Domenico Cannizzaro è la chiave dell’enigma durato così tanti anni.

 

 
arresto manettePer capire la storia particolare del delitto Ventura bisogna andare indietro fino al 15 luglio 1991. All’epoca il giovane era un carabiniere in servizio a Tivoli e la sua terra, la Calabria, sembrava troppo lontana per rendere quel mestiere ancora più pericoloso di quanto già fosse. Ma il destino aveva “programmi” diversi e quel giorno un suo compaesano incrociava la sua strada.
Si trattava di Raffaele Rao, ma non era un giovane che fuggiva dalle pericolose terre natie: Rao scapppava per non essere preso dopo la rapina appena compiuta ai danni di un perito chimico del Tribunale di Roma. Nella borsa del rapinato c’era un interessante quantitativo di eroina e cocaina.

 

Il contenuto serviva al clan dei Cannizzaro che aveva il suo fortino nella zona di Lamezia Terme, in Calabria. Una pura casualità che oggi si scopre essere stata tragica. Da buon carabiniere Gennaro Ventura aveva avuto un ruolo importante per la cattura e la condanna di Raffaele Rao e tutto questo non era andato giù al boss dei Cannizzaro.

 




 

donato bilanciaPoi la vita cambia e Gennaro Ventura decide di prendere un’altra strada: non più carabiniere ma fotografo. Una vocazione irrinunciabile per lui, figlio di un importante fotografo di Lamezia Terme. Ecco allora che il delitto Ventura inizia a prendere forma, maturando per via delle carte che continuamente il destino mescola. Passano cinque anni prima che la vendetta dei Cannizzaro possa realizzarsi. Un appuntamento con la scusa della fotografia, un ragazzo di soli ventotto anni svestito dell’arma che portava nel 1991, ed ecco che tutto diventa facile.

 

Ventura aveva anche rimandato un appuntamento con un’amica il pomeriggio del 16 dicembre 1996, con la promessa di incontrarsi in un’altra occasione. Ma giunto nel luogo prestabilito Gennaro Pulice estrae l’arma e spara: Ventura è colpito alla fronte senza nessuna possibilità di salvarsi. Il corpo del ragazzo viene poi gettato in una cisterna di un casolare e lì rimarrà fino a quando nel 2008 sarà ritrovato.

 

downloadDell’ex carabiniere non erano rimaste che le ossa, considerando il tempo trascorso, con le chiavi, il cellulare e la sua macchina professionale a tenergli tristemente compagnia. Ma neanche il ritrovamento aveva permesso di individuare i responsabili. Solo oggi, grazie all’uomo che gli sparò diventato pentito di ‘ndrangheta, si è saputa la verità sul delitto Ventura incrociando le sue dichiarazioni con dettagli dell’omicidio mai resi noti dagli inquirenti. «Ho ammazzato io il fotografo Ventura ‒ sono state le sue parole proferite davanti al procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri ‒ […] perché aveva arrestato una persona facente parte dei Cannizzaro».

Una verità “piccola”, forse scontata per certi versi ma che nella sua semplicità diventa particolare e degna di essere raccontata proprio a vent’anni dalla scomparsa di Gennaro Ventura, un ragazzo che aveva cercato di allontanarsi dalle ingiustizie della sua terra ma che la vita ha messo tragicamente di nuovo sulla sua strada.

 

articolo di Giulio Bini

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Delitto Ventura, cold case risolto dopo 20 anni ultima modifica: 2016-06-23T18:51:23+00:00 da info@cronacaedossier.it

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