Delitto Varani, le parole di Alex: «Marc e Manuel volevano ammazzarmi»

Parla Alex, rimasto 15 ore in casa prima del delitto Varani: «Telefonate e un sms: vieni alla festa. Ci sono tante caramelle»

 

luca varani
Luca Varani

Appaiono ancora più sconcertanti, alla luce dei fatti capitati nelle notti del 3 e 4 marzo scorso, le recenti parole di Alex, ascoltato dagli inquirenti in merito al delitto Varani. «Questi me volevano ammazzà» ha dichiarato il 35enne romano, apparso ancora sotto shock una settimana dopo essere scappato dal luogo del massacro. Pugile dilettante in una palestra nella periferia est romana, Alex è padre di una bambina che non gli è permesso di vedere, e sopravvive con piccoli lavori saltuari.

 

Durante quattro ore consecutive di interrogatorio, il ragazzo ha risposto a tutte le domande degli inquirenti, fornendo particolari agghiaccianti sulla folle sete di sangue di Marc Prato e Manuel Foffo. I due, infatti, prima di attirare con l’inganno il 23enne Luca per compiere il tremendo delitto Varani, avevano invitato proprio Alex a casa di Foffo, trascorrendo insieme ben 15 ore.

Da sinistra, Manuel Foffo e Marc PratoDi fronte agli inquirenti, con la consapevolezza di essere scampato alla fine orribile toccata a Luca Varani, Alex ha ricostruito con voce tremante i momenti passati con loro: «Sono un ragazzo che lavora, non ho una casa e sono andato là solo per cercare di dormire» ha dichiarato, aggiungendo: «Mi hanno inviato un messaggio con scritto “Vieni, c’è una festa. Ci sono tante caramelle”, ma poi ho capito che mi volevano ammazzare». Riguardo al suo rapporto con gli assassini di Luca varani, Alex ha spiegato: «Ho conosciuto Manuel Foffo a settembre. Ero in una pizzeria a taglio dove abitavo e per pagare mi mancavano 50 centesimi, un euro, non di più. Lui era lì, deve aver capito il mio imbarazzo e si è immediatamente offerto di pagare per me quanto mancava». Questa versione coincide con quella data proprio da Manuel Foffo, che durante il suo primo interrogatorio aveva spiegato: «Ho conosciuto Alex mesi fa, all’interno di una pizzeria sulla Tiburtina. Quando gli pagai un pezzo di pizza, ci scambiammo il numero di telefono. Lo stesso è registrato con il nome “Alex Tiburtina” nella mia rubrica telefonica».

Giunto nell’appartamento di Foffo, Alex ha raccontato di avere trovato Marc e Manuel in evidente stato di alterazione. «Appena sono entrato mi hanno offerto due volte un bicchiere con un superalcolico e poi anche cocaina, ma io ho rifiutato: bevo solo birra». Proprio in quel momento il 35enne ha capito di trovarsi in pericolo, sentendoli confabulare: «Tanto con lui non dovevamo farci nulla».

Varani
La vittima: Luca Varani

In base al racconto fornito durante l’interrogatorio, i due non erano travestiti da donna, ma era comunque presente una parrucca all’interno dell’abitazione. Intorno alle 8:30 di mattina Alex sarebbe andato via, assicurando agli inquirenti di non aver avuto rapporti sessuali con gli arrestati. Dopo l’interrogatorio il 35enne romano è uscito velocemente dalla caserma di piazza Dante insieme al suo avvocato, Gianluca Nicoletti.

Nel frattempo emergono ulteriori particolari dall’autopsia sul cadavere di Luca Varani. La vittima sarebbe infatti deceduta per dissanguamento e non per la singola coltellata al torace. Secondo le indiscrezioni emerse, la lama trovata ancora conficcata sul petto del ragazzo non avrebbe raggiunto direttamente il cuore ma avrebbe perforato il polmone sinistro.

Sul corpo di Luca sono state rinvenute più di trenta ferite da arma da taglio, da punta e martellate, colpi per la maggior parte concentrati sulle zone dell’addome e del collo, probabilmente con lo scopo di far soffrire il giovane.

 

articolo di Gianmarco Soldi

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Delitto Varani, le parole di Alex: «Marc e Manuel volevano ammazzarmi» ultima modifica: 2016-03-12T11:39:18+00:00 da info@cronacaedossier.it

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