Delitto Stival, la Procura starebbe indagando sul nonno paterno

Da un tweet del programma Chi l’ha visto? l’indiscrezione sull’indagine che la Procura starebbe compiendo sul suocero della Panarello per il delitto Stival

 




 

clvParte da un tweet del celebre programma Chi l’ha visto?, condotto da Federica Sciarelli, l’indiscrezione secondo la quale la Procura di Ragusa avrebbe aperto un’indagine come “atto dovuto” per il delitto Stival. Si tratterebbe dell’indagine a carico di Andrea Stival, nonno del piccolo Loris morto a soli 8 anni nel novembre del 2014 a Santa Croce Camerina, utile a verificare le parole di Veronica Panarello, madre di Loris e accusata dell’omicidio del piccolo. Nel tweet della nota trasmissione televisiva, pubblicato alle 10:55 del 17 febbraio 2016, si comunica: «Indagato il nonno paterno, secondo fonti di #chilhavisto. Atto dovuto per la procura dopo le dichiarazioni di Veronica Panarello».
Infatti la formula “atto dovuto” si utilizza ogni qual volta si inizia una verifica volta a confermare o smentire una determinata affermazione o un determinato fatto. In questo caso la verifica da compiere viene dalle parole della madre di Loris che, per il delitto Stival, ha apertamente accusato dell’omicidio il suocero, a sua detta avvenuto tramite strangolamento con un filo elettrico, e con lui avrebbe operato per occultare il cadavere del bambino.

 




 

 

veronica-panarelloA queste gravissime accuse lo stesso Andrea Stival ha subito fatto sapere di essere estraneo al fatto delittuoso, accusando la Panarello di avere inventato tutto. Nonostante ciò la Procura di Ragusa, titolare delle indagini sul delitto Stival, non poteva non considerare una verifica come “atto dovuto”. Sebbene bollate da subito mediaticamente come l’ennesima versione e dunque non attendibile, le parole di Veronica Panarello sul delitto Stival vanno calate nel contesto.

 

Loris Stival.«Potrebbe essere plausibile quanto asserito dalla Panarello nella misura in cui si parlava di due persone, una figura maschile in particolare che giustificasse la dinamica dei fatti», ha affermato la psicologa forense Dottoressa Francesca De Rinaldis, che abbiamo contattato per una valutazione a caldo il giorno delle affermazioni della Panarello. Se fosse vero quanto asserito dalla donna sul delitto Stival, «in una ragazza giovane che vive una relazione sentimentale con un uomo molto più grande di lei, se soprattutto fosse davvero il proprio suocero,  ‒ ha sottolineato la Dott.ssa Francesca De Rinaldis ‒, sarebbe plausibile una soggezione psicologica dallo stesso unitamente ad un forte senso di vergogna e perdita della stima dell’immagine di sé. Se così fosse si tratterebbe dunque con molta probabilità di uno stato psicologico caratterizzato da un fortissimo senso di vergogna e umiliazione vissute come minaccianti e destrutturanti l’immagine di sé, tanto da dover essere taciuto e nascosto. Probabilmente tale stato psichico associato a quello che Veronica afferma essere stato il timore che l’uomo potesse uccidere anche l’altro figlio, avrebbero creato uno stato di forte  soggezione psicologica e blocco. Se la Panarello ha detto il vero, tutto ciò avrebbe facilmente trovato terreno fertile in una personalità già debole e fortemente provata, come sembra emergere dalla storia di vita della donna medesima. È fondamentale infatti pensare come in una persona che costruisce a fatica il proprio senso di identità, sarebbe uno scotto troppo grande trovare il coraggio di aprirsi e dunque esporsi ad una profonda umiliazione e colpa. Veronica Panarello vive in un paesino, ovvero un contesto piuttosto chiuso e una possibile fuoriuscita della presunta notizia del rapporto tra il suocero e la nuora sarebbe stato molto “pericoloso” nell’ottica della Panarello».

 

Redazione di Cronaca&Dossier

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Delitto Stival, la Procura starebbe indagando sul nonno paterno ultima modifica: 2016-02-17T15:30:41+00:00 da info@cronacaedossier.it

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