Delitto di Pordenone, in aula il video che incastrerebbe Ruotolo

Secondo l’accusa le immagini del video sarebbero la prova della colpevolezza di Giosuè Ruotolo per il duplice delitto di Pordenone

 

delitto
Trifone e Teresa

I video proiettati oggi in Corte d’Assise potrebbe essere l’elemento investigativo più importante per risolvere il giallo del delitto di Pordenone, soprattutto quello che mostra l’auto del militare Giosuè Ruotolo. Questo è quanto emerge dall’Istruttoria che accusa Ruotolo di avere ucciso Trifone Ragone e Teresa Costanza il 17 marzo 2015. Un omicidio studiato a tavolino e messo in opera con grande freddezza: solo la telecamera posta nei pressi di via Interna, dove l’Audi A3 di Ruotolo passa al ritorno dal luogo del delitto ‒ secondo l’accusa ‒, potrebbe complicare tutto all’autore del delitto di Pordenone.

 

omicidio pordenone
Scena del crimine delitto di Pordenone

Oggi sono stati mostrati quel video e quello dove si vede il runner percorrere la via attigua e sentire gli spari a una quarantina di secondi dall’avere incrociato Trifone e Teresa all’uscita dalla palestra. La visione dei due video rappresenta il passaggio più importante delle indagini svolte. Interpretazione che la difesa di Giosuè Ruotolo ha già respinto in più occasioni, annunciando durante l’estate scorsa che sarà battaglia in aula proprio nel merito dei video.

«Stiamo studiando e rivedendo gli atti dell’inchiesta – aveva detto l’avvocato Roberto Rigoni Stern in un’intervista a giugno scorso –, integrando le memorie del Riesame, per cercare di sviscerare gli aspetti centrali dell’attività di indagine. Riteniamo che sarà molto difficile riuscire a dimostrare la presenza di Ruotolo sulla scena del crimine all’atto di commissione del duplice omicidio, perché nessuno dei testimoni presenti in quel frangente lo ha visto».

 

giosuè ruotolo
Giosuè Ruotolo

Del percorso che avrebbe compiuto Ruotolo e delle riprese effettuate dalle telecamere, sommando i due video mostrati oggi in aula durante il processo che si tiene a Udine, ne ha parlato il maggiore dei Carabinieri Pier Luigi Grosseto. Il Maggiore dei Carabinieri era stato già ascoltato nel merito di un altro elemento importante dell’indagine sul delitto di Pordenone: la pistola Beretta 7.65 ritrovata nel laghetto di San Valentino, indubbiamente importante ma che non dà informazioni per risalire all’assassino.

 

duplice omicidio di pordenoneÈ quanto asserito dallo stesso Grosseto, il quale aveva precisato: «A causa della lunga permanenza in acqua la vernice si era sollevata e la sua consistenza si era deteriorata» di fatto rendendo inutile la comparazione con la vernice rinvenuta durante una perquisizione a casa di Ruotolo a Somma Vesuviana. Allo stesso modo anche le analisi biologiche sulla pistola non hanno fornito elementi riconducibili all’imputato o a terzi.

Dunque sul piatto restano proprio quei due video e le attività compiute da Giosuè Ruotolo sul proprio computer. Sarà importante vedere se la difesa di Ruotolo riuscirà a smontare le accuse che si basano proprio su quei due video che puntano tutto a dimostrare il tragitto del militare quella sera e dunque il suo ruolo nel duplice delitto di Pordenone.

 

articolo di Giulio Bini

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Delitto di Pordenone, in aula il video che incastrerebbe Ruotolo ultima modifica: 2016-11-04T16:47:30+00:00 da info@cronacaedossier.it

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