Delitto di Pordenone, niente movente né prove: altro caso Stasi?

In queste ore una frenetica caccia al movente per risolvere il delitto di Pordenone: si sta cercando un assassino a tutti i costi o movente su basi solide?






trifone ragone ruotoloIl ridondante ritornello suonato in Italia dai meccanismi della giustizia potrebbe tornare di moda anche per il delitto di Pordenone. La storia è sempre la stessa: accade un fatto delittuoso e si cercano prove inconfutabili, poi quest’ultime non rivelano affatto inconfutabili e allora si cerca il movente. Tutto giusto nella logica ma è un modus operandi che deve irrimediabilmente trovare un equilibrio per non sfociare nella follia.
Nel caso del duplice delitto di Pordenone, quando nel marzo 2015 i giovani Trifone Ragone e Teresa Costanza hanno perso la vita per mano di terzi, ora si rischia la follia. Dopo una prima indagine serrata su possibili prove e su indubbi elementi indiziari, da oltre un mese l’attenzione si è spostata inesorabilmente sulla ricerca del movente, soprattutto dopo l’arresto di Rosaria Patrone, fidanzata di Giosuè Ruotolo. L’accusa mossa dalla Procura è che Patrone avrebbe istigato a compiere il delitto di Pordenone e che Ruotolo avrebbe premuto il grilletto contro Trifone e Teresa? E perché mai? Ancora non si sa. In queste ore le indiscrezioni che compaiono sui media locali e nazionali in merito al delitto di Pordenone si basano sulla presunta gelosia della fidanzata di Ruotolo e della presunta sudditanza psicologica di quest’ultimo, sommata alla rabbia che avrebbe provato nei confronti del commilitone Trifone.

 

novi ligureUn caso esemplare in Italia di “sudditanza” di un ragazzo nei confronti della propria compagna c’è già stato con la nota vicenda di Novi Ligure (ma ovviamente sono tanti i casi di questo tipo), quando venne compiuto il massacro della famiglia di lei agendo in coppia (Erika e Omar). Affinché certi fatti tragici si realizzino è tuttavia necessario che vi sia un pregresso importante tra i carnefici e le vittime. Nel caso di Novi Ligure l’ostacolo al rapporto di coppia che la madre della giovane rappresentava per la figlia-carnefice era stato il fattore determinate e scatenante; nella vicenda di Pordenone il fattore scatenante appare troppo debole.
Le due vittime non esercitavano alcuna influenza negativa sulla coppia Ruotolo e Patrone, se non banali gelosie e invidie dovute alla sfera professionale. La morte dei due giovani inoltre non sembra avere avuto alcuna influenza positiva nella vita di coppia di Ruotolo e Patrone, né a livello lavorativo ciò potrebbe avere favorito Ruotolo. E allora?




alberto stasi Allora se non spunterà una motivazione plausibile in grado di dare un senso all’atroce delitto di Pordenone, questa vicenda rischierà di trasformarsi in un altro caso Alberto Stasi dove la ragione del  perché della morte di Chiara Poggi è ancora oggetto di “mistero investigativo”. La condanna di Alberto Stasi ha trovato motivazione nel materiale a sfondo sessuale contenuto nel suo computer, senza considerare tuttavia che lo stesso Stasi consegnò poi il medesimo computer agli inquirenti. Anche nel delitto di Pordenone la caccia è ormai ad un movente difficilmente individuale, accanendosi in una ricerca per un perché che neanche i social network sembrerebbero in grado di dare nonostante messaggi e profilo facebook falso gestito da Ruotolo e Patrone.

L’augurio, se così lo si può intendere, è di trovare elementi granitici che possano spazzare via tutti i dubbi perché di un altro caso Stasi (con lungaggini processuali annesse) l’Italia non ne sente affatto il bisogno.

 

Redazione di Cronaca&Dossier

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Delitto di Pordenone, niente movente né prove: altro caso Stasi? ultima modifica: 2016-01-14T13:21:45+00:00 da info@cronacaedossier.it

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