Delitto Alina Cossu: esumato il corpo dopo 25 anni

Chiesta al Gip la proroga delle indagini in attesa dei risultati della perizia medico-legale sul corpo di Alina Cossu, deceduta a Porto Torres più di 25 anni fa


Wayuu_Traditional_Exhumation
Nella notte fra il 9 e il 10 settembre del 1988 Alina Cossu, studentessa 21enne sarda, scompare da Porto Torres. Il corpo senza vita della giovane, trovato la mattina seguente sull’arenile di Platamona da alcuni pescatori, riporta segni profondi di percosse. L’autopsia accerta la causa della morte: strangolata dopo avere subito un feroce maltrattamento. Alina Cossu è una ragazza solare ed estroversa, con un grande senso del dovere. Studentessa iscritta da poco alla Facoltà di biologia, inizia a lavorare in un bar per pagarsi gli studi. Di solito è suo fratello che va a prenderla ma quella sera, ben vestita e curata, decide di non tornare a casa per vedersi con alcune amiche al Villaggio Verde, dov’è in corso una festa religiosa. Poi scompare senza lasciare traccia. Il luogo del delitto sembrerebbe la spiaggia di Abbacurrente, distante 10 km da Porto Torres, situata in una piccola insenatura nascosta tra i costoni di roccia tra Porto Torres a Platamona, meta notturna di coppiette. Negli anni sono due le piste seguite dagli inquirenti ed entrambe legate alla Fiat Ritmo bianca avvistata nei pressi della spiaggia. L’auto corrisponde sia a quella di tale Gianluca Moalli, sia a quella di Francesco Ruggiu, ex vigile urbano del paese. A sostegno della prima ci sono soprattutto le parole della sorella della vittima, raccontando di una cotta di Alina Cossu per il giovane. Su di lui si rilevano da subito i segni di colluttazione e la compatibilità della sua suola Porto_Torrescon altri segni sul viso di Alina. Di contro ci sarebbero testimonianze su presunte urla sentite provenire da casa Ruggiu proprio durante quella notte. Dopo 25 anni il pm della Procura di Sassari, Gianni Caria, grazie a un lungo lavoro, presenta nuovi elementi che convincono il gip, Maria Teresa Lupinu, a riaprire le indagini. Nel ’94 c’è quindi la revoca della sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Moalli, imputato per l’omicidio della giovane, poi assolto; e si ordina l’esumazione della salma di Alina con incarico medico-legale al Dott. Ernesto D’Aloja. Se le ricerche concentratesi sotto le unghie e l’arcata dentaria della vittima daranno esito positivo, si potrà procedere alla rilevazione del Dna e alla comparazione con quello degli indagati. Intanto, insieme a Moalli sono iscritti nel registro degli indagati Francesco Ruggiu, Pietro Grezza e Antonio Luigi Canu, ai quali è contestato il concorso in omicidio volontario, e Maria Giovanna Finca con Giuseppina Liberata Porcu, accusate di false dichiarazioni al Pm. Invece niente iscrizione nel registro per Fermo Banfi, l’uomo già finito nell’inchiesta ma che a luglio 2013, proprio durante le analisi del Dott. D’Aloja, si è gettato dal quinto piano di un ospedale. Anche per il corpo di Fermo Banfi è stato disposto il trasferimento all’Istituto di Patologia forense. E il mistero continua.

articolo di Katiuscia Pacini

Vuoi leggere il numero di aprile 2014 da cui il delitto Alina Cossu è tratto? Sfoglialo gratuitamente su ISSUU!

Delitto Alina Cossu: esumato il corpo dopo 25 anni ultima modifica: 2015-04-15T16:20:34+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!