David Rossi e le ombre segrete sull’orologio di Rocca Salimbeni

La seconda parte dell’inchiesta sul caso Rossi: lesioni al polso sinistro, l’orologio e sospette particelle d’oro possono aiutare a chiarire il mistero?

Dell’orologio da polso di David Rossi, capo dell’ufficio comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena, morto la sera del 6 marzo 2013 precipitando da una finestra di Rocca Salimbeni, abbiamo scritto molto e dedicato una prima inchiesta giornalistica, ma non abbiamo ancora scritto tutto.

Abbiamo concluso una prima parte della nostra indagine giornalistica dedicata interamente all’orologio, descrivendo fatti inediti ed inquietanti, come ad esempio le tracce indelebili e ben evidenti di una manipolazione effettuata da ignoti sull’orologio, nel periodo compreso tra l’inchiesta del 2013 e quella del 2016. Ci siamo basati interamente sui fatti, analizzando e incrociando le foto della Scientifica scattate la sera del 6 marzo 2013 e quelle ricavate della relazione tecnica, effettuata dai consulenti della Procura (Cattaneo-Zavattaro) durante la seconda indagine, nata per far chiarezza sulla morte di Rossi e conclusa con una archiviazione che non convince.

Il corpo senza vita di David Rossi
Il corpo senza vita di David Rossi

Ripartiamo dalla foto della Scientifica scattata il 6 marzo 2013 e dagli elementi che avevamo lasciato in sospeso nel precedente articolo. La foto rappresenta la scena generale che si sono trovati di fronte gli inquirenti. Lo stretto vicolo di Monte Pio, il cadavere di Rossi sdraiato di schiena, un cerotto, la cassa dell’orologio e, staccato, il suo cinturino. Andiamo sul cinturino, osserviamo la foto dettagliata della Scientifica. Si tratta di un cinturino in gomma completamente separato dalla cassa dell’orologio, i due lacci sono ancora collegati tra di loro attraverso la fibbia metallica e l’ardiglione è inserito nel terzultimo foro.

Osserviamo bene la foto, guardiamo le due estremità del cinturino. Manca qualcosa, andiamo a cercare i perni a molla che hanno il compito di assicurarlo alla cassa. Uno è presente, l’altro no. Dove è, non si sa. Non risulta che sia mai stato repertato né sul vicolo né sul pavimento dell’ufficio di Rossi.

Particolare del cinturino
Particolare del cinturino

Ricapitoliamo: un cadavere, un cinturino separato di netto e, molto distante da loro, la cassa dell’orologio. Solitamente, ascoltando il parere informale di tecnici orologiai, il cinturino si rompe da uno dei due lati dell’orologio, molto più difficilmente da entrambi. Quando si staccano contemporaneamente le due estremità del cinturino è perché vi è stata applicata una trazione, una forza ugualmente distribuita ai due lati della cassa.

Ma cerchiamo di non lavorare con suggestione, qui siamo in un caso particolare. Un corpo umano che piomba da oltre 10 metri di altezza può forse fare storia a sé e le statistiche in questo caso non possono venirci in aiuto. Quindi stiamo ai fatti.

Frame della caduta, estratti dal filmato ripreso dalla telecamera di videosorveglianza
Frame della caduta, estratti dal filmato ripreso dalla telecamera di videosorveglianza

David precipita da una finestra che secondo alcune ipotesi potrebbe localizzarsi al terzo o quarto piano della Rocca Salimbeni. Il suo corpo cade dritto e perfettamente parallelo al muro, come se si fosse tuffato a candela nel vuoto, guardando la parete. La prima parte del corpo che impatta al suolo e scarica il peso è quella destra (natica, gamba e mano), l’ultima parte che tocca le lastre di pietra del vicolo di Monte Pio è la mano sinistra, dove David porta solitamente l’orologio. L’impatto è terribile, il corpo si piega in avanti su sé stesso, rimbalza e finisce al centro del vicolo sdraiato di schiena.

Per l’orologio esistono due interrogativi: è caduto assieme al corpo di David oppure è stato lanciato successivamente da una terza persona presente all’interno della Banca come alcuni vorrebbero asserire? Nella prima parte della nostra inchiesta abbiamo provato a rispondere a queste domande basandoci interamente su questioni tecniche di orologeria. Adesso proviamo a rispondere esaminando le lesioni che David ha riportato al polso sinistro. Dobbiamo partire da due foto che riprendono il polso di David, una scattata dalla Polizia Scientifica, l’altra in sede di esame autoptico.

Foto scattata dalla Polizia Scientifica la sera del 6 marzo 2013
Foto scattata dalla Polizia Scientifica la sera del 6 marzo 2013
Foto scattata all’avambraccio sinistro durante l’esame autoptico
Foto scattata all’avambraccio sinistro durante l’esame autoptico
Foto della Scientifica riportante il dettaglio dell’orologio
Foto della Scientifica riportante il dettaglio dell’orologio

Osservando le due foto, appare chiaro che il punto di impatto della mano sinistra è localizzato nella parte interna del palmo, interessando principalmente un’area compresatra il polso e il pollice. Infatti in questa zona si può notare un evidente ematoma. Questo vuol dire che prima di toccare il suolo, la mano di David è rivolta con il palmo verso il selciato, leggermente ruotata verso l’esterno.

Se ipotizziamo questa dinamica, la parte dell’orologio che impatta al suolo dovrebbe essere il cinturino. Tuttavia esaminando la cassa dell’orologio, troviamo un’unica evidente scalfittura con tracce di materiale bianco/grigio in corrispondenza delle lettere eX con ammaccatura del vetro ad ore 11.

Come e in quale momento dell’impatto può essersi formata? Forse dopo aver impattato il palmo, la mano di David si ruota quasi istantaneamente, orientando il palmo in direzione del corpo ed esponendo quindi l’orologio ad un secondo impatto, questa volta sulla cassa ad ore 11? A questo punto l’orologio si rompe, la cassa si separa dal cinturino e finisce in alto a destra molto distante dal corpo di David? Ci sembra un’ipotesi che non convince molto né per le lesioni che David ha riportato sul polso, né per la zona in cui è stata repertoriata la cassa dell’orologio, molto distante dal corpo e in una posizione anomala rispetto al corpo stesso.

Particolare della mano dopo l'impatto
Particolare della mano dopo l’impatto

Ritorniamo alle foto ed aggiungiamone altre due, raffiguranti questa volta la superficie del polso di David:

Foto avambraccio sinistro scattata dalla Polizia Scientifica durante il sopralluogo del 6 marzo 2013
Foto avambraccio sinistro scattata dalla Polizia Scientifica durante il sopralluogo del 6 marzo 2013
Foto scattata al polso sinistro in sede autoptica
Foto scattata al polso sinistro in sede autoptica

La superficie del polso riporta un vistoso ematoma (più evidente nelle foto della Scientifica) e tre escoriazioni, di cui due sono simmetriche tra loro per forma e posizione.  Secondo la nostra opinione, le due escoriazioni simmetriche, potrebbero essere state prodotte dalle anse dell’orologio. Esaminando infatti il retro dell’orologio, nella regione del cinturino si nota che le anse hanno una forma composta da una zona molto sottile (a taglio) e una zona di forma poligonale.

Osservando infatti le due ferite simmetriche, si può notare una prima parte lunga pochi millimetri, lineare e sottile (evidentemente prodotta dalla parte sottile dell’ansa), che termina in una forma poligonale di dimensioni maggiori (riprodotta dalla zona di maggior superficie dell’ansa).

Anse parallele per l’attacco cinturino. Si noti una prima parte a taglio che si conclude con forma poligonale
Anse parallele per l’attacco cinturino. Si noti una prima parte a taglio che si conclude con forma poligonale

 

Sovrapposizione dell’orologio sulla foto dell’autopsia scattata al polso sinistro.
Sovrapposizione dell’orologio sulla foto dell’autopsia scattata al polso sinistro.

Nella loro relazione tecnica, i consulenti Cattaneo e Zavattaro descrivono le ferite sul polso come «un’area violacea di forma irregolare, delle dimensioni di cm 10×7, nel cui contesto si apprezzano n. 3 aree disepitelizzate di colorito rosso-brunastre, lineari, trasversali, ciascuna della lunghezza di 1 cm… che sembra riprodurre lo stampo di un oggetto di forma rotonda che, vista la sede, è suggestiva dell’impronta lasciata dalla compressione del quadrante dell’orologio indossato dal Rossi».

Tuttavia il GIP Malavasi, nella sua ordinanza di archiviazione, pur citando le conclusioni dei consulenti della Procura ritiene le lesioni sul polso di Rossi poco compatibili con un trauma dovuto all’impatto al suolo del polso, suggerendo addirittura l’intervento di una azione di trazione dell’orologio dall’avambraccio verso la mano, compatibile con un afferramento, seguito da un trascinamento o da una sospensione.

Pur suggerendo questa ipotesi, lo stesso GIP non esclude comunque il fatto che tali lesioni potrebbero essere state provocate dall’orologio agganciato ad una sporgenza (ad esempio della finestra o del davanzale), con analoga azione di trazione e, in virtù di questo, concludendo che non è possibile dedurre attendibilmente l’intervento di terze persone.

Recentemente, a seguito del clamore mediatico mosso da alcuni programmi televisivi sulla vicenda Rossi, ormai archiviata da tempo, la Procura di Siena ha reso pubblico un documento riportante alcuni punti emblematici della vicenda, tra i quali al numero 7, si trova proprio «la presunta caduta dell’orologio», che a sua volta riprende e rafforza la conclusione dei consulenti Cattaneo/Zavattaro in questi termini: «…sul polso sinistro i consulenti d’ufficio, cosi come risulta dalle foto della Polizia Scientifica e dai rilievi medico-legali, rilevano una lesione che riproduce lo stampo di un oggetto in forma rotonda che, vista la sede (polso sinistro), è evidentemente l’impronta lasciata per effetto della caduta dalla compressione del quadrante dell’orologio indossato dal Rossi».

Ricapitolando e mettendo ordine abbiamo: i consulenti tecnici della Procura che sostengono che le lesioni sul polso sono state provocate dall’orologio al momento dell’impatto al suolo. Mentre il GIP Malavasi, che non dando credito alle conclusioni dei consulenti, ipotizza che le lesioni possano essere state provocate da una trazione seguita da trascinamento (senza tuttavia escludere altre eziologie che non prevedono l’intervento di terzi). Solo ultimamente la Procura, tramite comunicato torna a sostenere le ipotesi fatte inizialmente dai consulenti. Quello che è sicuro, è che questo orologio è un bel rompicapo.

A parer nostro, le conclusioni del GIP Malavasi sembrano le più verosimili, ma con alcune sostanziali precisazioni da fare, senza le quali sarebbe difficile spiegare le lesioni prodotte sul polso. Innanzitutto si potrebbe dividere l’evento in due momenti distinti:

In un primo momento l’ematoma e le due lesioni disepitelizzate simmetriche potrebbero suggerire una pressione/rotazione della cassa dell’orologio attorno al polso, ipoteticamente a seguito di un afferramento con conseguente torsione del polso di Rossi da parte di terzi per tentare un’immobilizzazione del manager. In questo caso le due lesioni simmetriche potrebbero essere state prodotte dalle anse dell’orologio.

In un secondo momento potrebbe essere avvenuta la trazione sulla cassa, afferrandola e piegandola verso l’interno del polso di Rossi, provocando la terza lesione con il pomellino di regolazione delle ore. Verosimilmente a seguito della trazione, il cinturino si separa completamente dalla cassa ed è un sintomo di una trazione applicata in modo regolare tale da staccare contemporaneamente entrambi i due lacci.

Perno a molla rimasto dentro il cinturino dell'orologio di David Rossi
Perno a molla rimasto dentro il cinturino dell’orologio di David Rossi

Siamo andati ad analizzare inoltre l’unico perno a molla rimasto dentro il cinturino. Come si può vedere dalla foto, è decisamente piegato e potrebbe essere indicativo di una forza di trazione che è stata applicata al cinturino.

C’è un ultimo fatto che ha dell’insolito. I consulenti Cattaneo/Zavattaro hanno eseguito numerosi campionamenti sulla salma di Rossi, con l’intento di trovare informazioni utili per le indagini. Uno di questi campionamenti è il prelievo numero 5 effettuato sulla lesione del polso sinistro.

Sorprendentemente in questo prelievo vengono rilevate tracce di oro, che gli stessi consulenti giustificano però come un inquinamento dovuto ad una possibile contaminazione, avvenuta durante l’esecuzione di una procedura di laboratorio. Singolare il fatto che tra tutti i numerosi prelievi effettuati sulla salma di Rossi, l’inquinamento da oro sia presente soltanto nella lesione del polso.

L’inquinamento da oro presente soltanto nella lesione del polso
L’inquinamento da oro presente soltanto nella lesione del polso
dati in percentuale sul prelievo dal polso sinistro
dati in percentuale sul prelievo dal polso sinistro
simulazione Rossi
Simulazione di un ipotetico trasferimento

Sappiamo che David non indossava bracciali o anelli d’oro. E se invece le particelle d’oro fossero state lasciate da un soggetto terzo durante una colluttazione, che ha previsto l’afferramento del polso sinistro di Rossi e il forte sfregamento tra il metallo dell’orologio e un eventuale anello o bracciale d’oro (con rilascio di particelle sul corpo di Rossi) indossati da un soggetto ignoto?

Naturalmente sono tutte ipotesi, anche suggestive, magari anche probabilmente verosimili, che sono però adesso difficilmente dimostrabili. Speriamo che invece possano servire da spunto per ragionare su una vicenda, che a detta di molti, ha ancora numerosi punti oscuri da chiarire, qualunque sia la verità.

articolo di Paolo Mugnai

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David Rossi e le ombre segrete sull’orologio di Rocca Salimbeni ultima modifica: 2017-11-21T15:09:56+00:00 da info@cronacaedossier.it

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