Comunicazione non verbale: il corpo dice sempre la verità

Ebbene sì, il corpo dice sempre la verità: in questo articolo di Cronaca&Dossier la dottoressa Nia Guaita ci svela i segreti della comunicazione non verbale


000Noi siamo costituiti da mente e corpo e interagiamo con il mondo esterno anche attraverso quest’ultimo utilizzando la comunicazione non verbale. È proprio la comunicazione non verbale che ci dà le informazioni più precise, perché il corpo difficilmente può mentire: il suo linguaggio è più autentico perché è per lo più automatico e involontario e dunque più affidabile del linguaggio verbale.

Il linguaggio del corpo fa riferimento all’espressione spontanea dell’emozione ed è un sistema in gran parte inconscio: consiste in un complesso di regolazioni riflesse e automatiche del tono muscolare, dell’atteggiamento posturale, della mimica facciale e gesticolatoria, della distanza personale e dell’uso dello spazio circostante.

Un’osservazione attenta è indispensabile; è un ascolto globale, completo, che richiede un’attenzione particolare, un “allenamento” affinché tutto il corpo diventi orecchio e occhi e si possa accogliere l’altro con tutti i messaggi che ci invia. Ciò che arriva tramite il “canale verbale” sono essenzialmente i cosiddetti fatti salienti, mentre tramite il “canale non verbale” è trasmesso ciò che in definitiva “lascia traccia”.

Comunicazione non verbaleBisogna però prestare attenzione a non valutare una persona da un solo gesto: così come una parola non ha senso se non all’interno di un discorso, così un singolo gesto non basta per definire tutta la comunicazione non verbale. È invece necessario osservare tutto l’insieme dei gesti, dei segnali inconsci per avere una traccia più precisa della situazione emozionale del nostro interlocutore.

Le espressioni facciali per esprimere gioia, rabbia, tristezza, sorpresa, paura, vergogna, repulsione, disprezzo sono innate (rientrano nella cosiddetta memoria filogenetica), comuni a tutta l’umanità in quanto non variano da individuo ad individuo, né tra razze diverse. Altri gesti vengono acquisiti, cioè copiati. Quando li impariamo, imitiamo dei modelli.

In un contatto interpersonale “faccia a faccia”, per esempio, se è facile mentire con le parole, non è altrettanto facile costringere il nostro inconscio. Esso si libera continuamente e continuamente agisce sulla comunicazione non verbale: mentre si dice la bugia, il nostro inconscio trasmette energia nervosa. Questa si trasforma in un gesto insicuro, in microsegnali che non possiamo controllare perfettamente (l’inarcare di un sopracciglio, l’arrossire, il tic di un angolo della bocca, il sudore della fronte, lo sbattere delle palpebre, i giochi nervosi delle dita e tanti altri gesti) che distruggono tutto ciò che era stato costruito faticosamente e che inducono l’osservatore a pensare che qualcosa di ciò che stiamo dicendo non corrisponde proprio alla realtà.

00Chi si scosta spesso dalla via della verità, chi abitualmente compie atti disonesti o anche chi semplicemente è abituato a mentire, educa il proprio linguaggio del corpo (attraverso un costante controllo emotivo che quindi si riflette sulla comunicazione non verbale) al punto tale da riuscire ad ingannare perfettamente un occhio poco esperto ma, quando si mente o quando s’intende celare i propri pensieri o sentimenti, si cerca di controllarsi e sembrare spontanei. Proprio quest’intento porta a lasciarsi sfuggire qualcosa. Nonostante ci sia la credenza che la bugia sia legata a determinate azioni, in realtà ciò che trapela è solo un’emozione.

Più si è impauriti, in colpa o in ansia, tanto meno si potrà impedire a queste emozioni di “scappare”: grattarsi il naso, cambiare continuamente posizione del corpo, bagnarsi le labbra sono gesti determinati apparentemente da sensazioni di fastidio, di prurito ecc., molto spesso, però, lo “stimolo” che è alla base di queste reazioni del corpo non è solo di carattere fisiologico (avere freddo, provare prurito, essere raffreddato), ma anche neurologico (sentirsi a disagio, essere in imbarazzo, avere timore).

Lo stimolo può trovarsi, infatti, in un’azione o in una parola del nostro interlocutore, nella sua stessa presenza o nel fatto di vedere o sentire una cosa inattesa che può provocare in noi reazioni non razionali ma inconsce. In sostanza, esistono delle precise basi neurofisiologiche degli atti non verbali che compiamo.

Il nostro corpo dunque è un grande strumento di comunicazione non verbale: ci dice come siamo, che emozioni proviamo  e come sono e che emozioni provano gli altri.

 

Articolo di Nia Guaita

 

Vuoi leggere il numero completo di Cronaca&Dossier da cui l’articolo sulla comunicazione non verbale è tratto? Clicca qui, oppure sfoglialo qui sotto!

 

Comunicazione non verbale: il corpo dice sempre la verità ultima modifica: 2015-07-22T15:26:12+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!