Ciro Esposito, ecco perché i Pm hanno smentito la perizia del RIS

Il caso Ciro Esposito e gli elementi investigativi che hanno portato la Procura ad accusare Daniele De Santis smentendo il RIS

 



caso clapsPer la Procura di Roma è Daniele De Santis il colpevole per l’omicidio di Ciro Esposito, il giovane ragazzo napoletano morto dopo 53 giorni di agonia a seguito delle ferite riportate da due colpi di arma da fuoco mentre si recava alla finale di Coppa Italia per la partita Fiorentina-Napoli. Il 18 aprile 2016 i pm Albamonte e Di Maio, nell’aula bunker di Rebibbia, hanno infatti chiesto l’ergastolo per De Santis, accusato di omicidio ed attualmente unico soggetto identificato tra i sei che la Procura ritiene abbiano agito durante l’aggressione al pullman dei tifosi napoletani in zona Tor di Quinto, a Roma. Nel merito, abbiamo contattato Stefania Borghetti che, assieme a Angela Tibullo e Daniela Celani, ha preso parte alle indagini difensive richieste dalla famiglia di Ciro Esposito, in collaborazione con i legali incaricati avvocati Sergio e Angelo Pisani e Damiano de Rosa.

 

 

pistola«La richiesta della Procura ‒ ha spiegato la dott.ssa Borghetti ‒ si discosta in maniera significativa dalle risultanze della perizia tecnica richiesta al RIS di Roma che, nel suo elaborato di 663 pagine contenente indagini di natura biologica, dattiloscopica, balistica e dei residui dello sparo, ha ricostruito la dinamica delittuosa. Il RIS individua in De Santis l’autore degli spari ritenendo che gli stessi erano stati esplosi a seguito dell’aggressione e di alcune coltellate infertegli al lato sinistro dell’addome da parte dei tifosi napoletani.

 

 

delitto stivalUna ricostruzione con forza sostenuta dagli avvocati di De Santis che hanno sempre cercato di portate avanti la tesi della legittima difesa, ma che evidentemente non è risultata credibile per la Procura. Quest’ultima, con la richiesta dell’ergastolo, sembra appoggiare quanto sostenuto dalla famiglia di Ciro Esposito che ha sempre ritenuto che la ricostruzione dell’azione delittuosa non fosse sufficientemente supportata da rilevanze scientifiche, in particolare da evidenze di tipo medico-legale». Inoltre, specifica Stefania Borghetti: «La difesa della famiglia di Ciro Esposito infatti ha lamentato proprio l’assenza dell’analisi della documentazione medico-legale relativa alle ferite patite da tutti i soggetti coinvolti nei fatti, al momento del deposito della perizia non ancora consegnate dai medici di riferimento e che pertanto non erano state utilizzate nella ricostruzione degli eventi. Ciò aveva portato a conclusioni non confrontate con tutte le prove empiriche disponibili».

 




 

Stefania Borghetti
Stefania Borghetti

Nello specifico, «sono proprio le ferite di armi da taglio sul corpo di De Santis ‒ spiega Stefania Borghetti ‒, elemento centrale nella ricostruzione del RIS, che non ha trovato riscontro nella documentazione medica del Policlinico Gemelli di Roma. Nel primo referto del Pronto Soccorso del 3 maggio 2014 è scritto: “Frattura lussazione esposta tibiotarsica e perone dx + fratture costali + frattura ossa nasali + processi trasversi  L1 – L2”, senza far alcun riferimento a ferite di armi da taglio, così come confermato dall’audizione del Dott. Logroscino, medico che per primo prestò  le cure a De Santis. E poi ci sono i video che circolano sul web, numerosi ed acquisiti dalla DIGOS, che riprendono solo da lontano quanto accaduto ma che ben permettono di definirne i tempi. Solo pochi secondi tra il momento in cui Ciro Esposito ed i suoi amici si dirigevano verso il De Santis per interrompere l’aggressione al pullman e il momento degli spari per ipotizzare un’aggressione dalle conseguenze fisiche cosi gravi, a carico di De Santis».

 

Probabilmente questi, insieme ad altri (come ad esempio l’assenza di documentazione che avrebbe dovuto riferire circa i fori di ingresso dei proiettili che hanno colpito Ciro Esposito), sono tra i motivi per cui la criminodinamica proposta dal RIS non è stata presa in considerazione in toto e ha portato la Procura a rovesciarne in parte le conclusioni e formulare la sua accusa. Saranno adesso gli avvocati di De Santis, il 18 maggio, a dover smontare le gravi accuse che gravano sul loro assistito, in attesa della sentenza prevista circa una settimana dopo.

 

articolo di Luigi M.

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Ciro Esposito, ecco perché i Pm hanno smentito la perizia del RIS ultima modifica: 2016-04-20T16:59:37+00:00 da info@cronacaedossier.it

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