Cianuro e misteri nel caso di Francesca Moretti

Il giornalista Mauro Valentini rilancia i misteri sulla morte di Francesca Moretti nel libro Cianuro a San Lorenzo con una pista dalla quale ripartire





Francesca Moretti
Francesca Moretti

Nel libro si racconta una vicenda ancora oggi inspiegabile. Ma chi era Francesca Moretti?
«Era una ragazza marchigiana di buona famiglia, laureata in sociologia, che per questioni particolari si trova a Roma, nel quartiere San Lorenzo, dove vive in affitto con altre ragazze. È a Roma da tre anni, un po’ perché vi abita la sorella, un po’ per un amore romano e un po’ per fare l’operatrice interculturale con le minoranze e con i Rom».

Il cianuro è stata la causa della sua morte avvenuta il 22 febbraio 2000. All’inizio si ipotizzò un malore, poi l’atroce verità. In quanto tempo si ritiene sia morta Francesca?           
«Nella prima perizia si parlò di un’assunzione dai 20 minuti alle 3 ore prima della morte, ma venne poi sconfessata dalla stessa tossicologa. Nella seconda perizia si collocò l’inizio dei sintomi alle 16:50, con assunzione 10-15 minuti prima, alle 16:30-35».

Stringendo il cerchio ai momenti precedenti alla morte di Francesca, come potrebbe avere assunto il cianuro?
«È scritto nella seconda perizia che, data la quantità enorme, si può pensare ad una soluzione solubile. Circa 300 mg di veleno allo stato puro sono stati disciolti in un liquido e assunti senza violenza. A parte un segno dovuto alle operazioni di rianimazione, null’altro venne notato. Aggiungo che non è stato un avvelenamento protrattosi nei giorni perché ne avremmo trovato traccia a livello renale. È vero che Francesca stava male da cinque giorni ma solo per un problema alla schiena».


cianuro a san lorenzoQuali sono state le sequenze che hanno portato al decesso?

«Alle 19:00 Francesca va in arresto cardiaco, alle 19:35 muore. Dal momento in cui arrivano i soccorsi a San Lorenzo fino alla morte passa poco più di un’ora e mezza».

Poi si parlerà di “minestrina al cianuro”.          
«La prima perizia, quella errata, collocò l’assunzione dai 20 minuti alle 3 ore. Facendo due conti si arriva alle 13:40, quando c’è una minestrina preparata da Daniela Stuto e lo sappiamo perché a dirlo fu proprio quest’ultima. Dunque le 3 ore diedero possibilità di “agganciarsi” alla somministrazione della minestrina. Da qui partirono le accuse contro la Stuto».

Qual è il tuo parere in merito?
«Secondo me la minestrina non c’entra proprio nulla e chi leggerà il libro capirà perché».

Cosa venne rinvenuto dentro casa?      
«In cucina c’era una tavola apparecchiata con diversi bicchieri. Ma non sappiamo quando e da chi vennero usati. Sta di fatto che non vennero analizzati. Così come non venne analizzato il bicchiere nella stanza di Francesca, dove viveva da sola».

Venne perquisita la stanza nella quale vivevano le due inquiline, Daniela Stuto e Mirela Mistor?      
«No, assolutamente. Non aprirono neanche i cassetti nella singola di Francesca».


Hai provato a cercare il cianuro a San Lorenzo oggi? E all’epoca era facile procurarselo?
«L’ho cercato e l’ho anche trovato. All’epoca era ancora più semplice trovarlo perché c’erano più laboratori artigiani».

 Il bidone sequestratoInvece Daniela Stuto, accusata quasi subito del delitto, aveva disponibilità del cianuro privatamente?
«Prima di rispondere vorrei dire che la Stuto è stata piuttosto sfortunata perché quando fecero la perquisizione nella casa dei suoi parenti, a Lentini, trovano un fusto alto circa un metro, tutto arrugginito, con scritto “Cianuro”. Era in uso allo zio. Da qui è stato facile ipotizzare il coinvolgimento della donna, però bisogna considerare che la conservazione del cianuro non è una cosa così semplice: è mortale per inalazione e per contatto. La Stuto non era certo una persona esperta in tal senso e, soprattutto, con la vittima si conoscevano solo pochi giorni. Quindi secondo me non fu lei ad uccidere Francesca».

Come si legge con dovizia di particolari nel libro si ipotizzò anche il possibile coinvolgimento di Graziano, il ragazzo di etnia Rom che Francesca frequentava. Pensi possa essere stato lui a compiere il delitto?
«Secondo me no perché era sinceramente legato a Francesca. Graziano aveva una moglie e cinque figli e, oltre che essere figlio del capo Rom della sua comunità, per amore di Francesca più volte le aveva sconsigliato di cambiare vita per trasferirsi nel campo, senza energia elettrica, senz’acqua e senza tutte le comodità alle quali Francesca era abituata».





Ma la moglie di Graziano aveva un valido movente. Tanto più che il giorno prima della morte di Francesca morì anche il padre di Graziano. Come disse la stessa Francesca, finché sarebbe stato vivo il padre di Graziano non ci sarebbe stato nulla da temere.            

«Sì, è vero, però leggendo le carte dell’inchiesta non ho avuto la sensazione che potesse spingersi fino ad uccidere Francesca. Al massimo, la moglie di Graziano minacciò di presentarsi a casa di Francesca con i figli piccoli e di farle una scenata davanti a tutti. Siamo ben lontani dall’atto omicidiario».

Francesca Moretti stanza_3Tolta Daniela Stuto, tolti Graziano e la moglie, non resta che la figura dell’altra coinquilina, Mirela, originaria della Romania. Cosa pensi di lei?
«La sua è una figura interessante perché è lei che resta in casa con Francesca nell’ora in cui assunse il cianuro; è lei a telefonare al fidanzato ispettore di Polizia per chiedergli di precipitarsi a casa viste le condizioni di Francesca; è lei che poi morbosamente chiederà in quelle ore tragiche di sapere le ragioni del malore. Insomma, è una figura onnipresente».

Tirando le somme di questa storia, restano sul piatto il suicidio o l’omicidio involontario. Cosa suggeriscono i documenti d’inchiesta di cui si nutre il libro?          
«Penso che tra le possibili spiegazioni della morte di Francesca ci siano elementi ancora non detti. Forse Milena è stata testimone di qualcosa che, anche solo involontariamente, potrebbe avere omesso? Alla luce di questa riflessione e di altri elementi riportati nel libro, penso che la chiave per ricominciare le indagini sulla morte di Francesca Moretti sia soltanto Mirela Mistor».
Il caso è stato oggetto negli ultimi giorni di tre importanti puntate che è possibile vedere e ascoltare cliccando sui rispettivi link.
La prima su RAIUNO, la seconda su TELEROMAUNO e la terza su RADIO CUSANO CAMPUS, tutte con l’autore ospite in studio.

di Pasquale Ragone

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Cianuro e misteri nel caso di Francesca Moretti ultima modifica: 2015-12-22T01:12:47+00:00 da info@cronacaedossier.it

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