CIA vs. Senato: le (oltre) seimila pagine della discordia

Lo scorso dicembre una commissione speciale ha diffuso un rapporto in cui si documentano le tecniche utilizzate dalla CIA nel post 11 settembre 2001

SONY DSCSeimilasettecento pagine. A tanto ammonta il rapporto redatto dalla Commissione di Controllo dei servizi segreti del Senato Usa. In seguito alle denunce del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che nel 2009 chiese di porre fine alle cosiddette “tecniche di interrogatorio non convenzionali” utilizzate dai servizi segreti, il passo è stato breve: la Commissione, presieduta dalla senatrice della California Dianne Feinstein, ha studiato a fondo i documenti della CIA. Al di là delle dispute politiche e delle opinioni personali che non troveranno luogo di dibattito in questa sede, è interessante notare le conclusioni a cui la Commissione è arrivata. Già nell’introduzione la Feinstein si dimostra scioccata e seccata per l’assenza di alcuni documenti andati “perduti”, come il resoconto degli interrogatori di Abu Zubaydah e ‘Abd al-Rahim al-Nashiri. La Senatrice ammonisce la CIA, invita a terminare gli interrogatori coercitivi, a smetterla di dare false risposte e a non ripetere gli errori del passato. Neanche una tragedia come l’attentato alle Torri Gemelle può giustificare un così largo uso della violenza. Il rapporto arriva a 20 conclusioni, che i lettori di Cronaca&Dossier possono leggere per la prima volta in italiano.
01 – L’uso da parte della CIA di “tecniche avanzate di interrogatorio” non ha avuto come effettivo scopo quello di raccogliere informazioni di intelligence o di spingere i detenuti alla cooperazione;
2 – Le giustificazioni della CIA circa l’uso delle “tecniche avanzate di interrogatorio” sono assai inaccurate, soprattutto riguardo la loro efficacia;
3 – Gli interrogatori dei detenuti della CIA sono stati molto più brutali di quello che la stessa CIA ha prospettato ai politici e a chi di dovere;
4 – Le condizioni di reclusione dei detenuti della CIA sono state molto più dure di quelli che la stessa CIA ha prospettato ai politici e a chi di dovere;
5 – Le informazioni consegnate dalla CIA al Dipartimento di Giustizia sono state continuamente inaccurate, in modo da impedire una corretta analisi legale del Programma di Detenzione e Interrogatori della CIA;
6 – La CIA ha attivamente evitato o impedito la vigilanza del Congresso sul Programma;
7 – La CIA ha ostacolato l’effettiva vigilanza e gli ordini della Casa Bianca;
008 – La gestione del Programma della CIA ha complicato, e in alcuni casi impedito, le missioni di sicurezza nazionale di altre agenzie federali degli Stati Uniti;
9 – La CIA ha impedito la vigilanza dello stesso Ispettore Generale della CIA;
10 – La CIA ha coordinato il rilascio ai media di alcune informazioni segrete, incluse informazioni errate circa l’efficacia delle loro “tecniche avanzate di interrogatorio”;
11 – La CIA era impreparata quando incominciò il Programma di Detenzione e Interrogatori, più di sei mesi dopo avere ottenuto il permesso dalle autorità;
12 – La gestione e l’operato della CIA per quanto riguarda il Programma di Detenzione e Interrogatori sono stati pesantemente scorretti durante tutta la durata del Programma, specialmente nel 2002 e nei primi mesi del 2003;
CIA13 – Due psicologi interni hanno messo a punto le tecniche di interrogatorio forzato della CIA e hanno svolto un ruolo centrale nella gestione del Programma. Fino al 2005, la CIA si è affidata diverse volte a personale esterno per operazioni relative al programma;
14 – I detenuti della CIA sono stati sottoposti a tecniche di interrogatorio forzato che non sono state approvate dal Dipartimento di Giustizia e non sono state autorizzate dai quartieri generali della stessa CIA;
15 – La CIA non ha condotto un accurato e appropriato conteggio del numero di individui detenuti, e ha trattenuto individui senza rispettare gli standard legali per la detenzione. I dati forniti della CIA circa il numero di persone detenute e sottoposte alle tecniche di interrogatorio forzato sono stati pesantemente inaccurati;
16 – La CIA ha fallito nel valutare adeguatamente l’efficacia delle tecniche di interrogatorio forzato;
ncis-115798_64017 – Raramente la CIA ha rimproverato i suoi dipendenti per serie e significative violazioni, attività inappropriate e per la fallimentare gestione degli interrogatori;
18 – La CIA ha minimizzato o ignorato le numerose ed interne critiche e obiezioni sulla gestione del Programma di Detenzione e Interrogatori della CIA stessa;
19 – Il Programma di Detenzione e Interrogatori della CIA era di per sé insostenibile e indifendibile, ed ebbe fine nel 2006 a causa di diffusioni per mezzo stampa di informazioni non autorizzate, di una riduzione dell’aiuto da parte di altre nazioni e di possibili ripercussioni legali e di controllo;
20 – Il Programma di Detenzione e Interrogatori della CIA ha danneggiato la reputazione degli Stati Uniti d’America nel mondo, procurando significativi danni economici e non.

 

Ogni lettore può trarre da sé le conclusioni che ritiene opportune: ad di là del fatto che sia stato provato l’utilizzo di queste tecniche di interrogatorio “non convenzionali”, è interessante sottolineare come i mezzi in questo caso non siano giustificati dal fine, poiché lo stesso fine non è stato raggiunto. Che quindi la Storia sia ancora una volta maestra di vita.

 

articolo di Nicola Guarneri

Vuoi leggere il numero completo di Cronaca&Dossier da cui l’articolo è tratto? Clicca qui, oppure sfoglialo qui sotto!

CIA vs. Senato: le (oltre) seimila pagine della discordia ultima modifica: 2015-07-28T14:59:19+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!