Centri diurni e disabilità: bisogna fidarsi?

Centri diurni: luoghi dove c’è supporto alle famiglie ma anche dove si annidano molti pericoli



Centri diurniIniziamo spiegando che cosa sono e a chi sono rivolti i Centri Diurni (CEOD): essi sono la risposta a chi non ha la possibilità di tenere in casa un disabile, e quindi necessita di un luogo sicuro ed adeguato alle sue esigenze. I CEOD sono pertanto strutture aperte di tipo educativo e riabilitativo per persone con diversa disabilità, dove si può socializzare e fare attività, occupazioni ma anche riabilitazione. Queste strutture restano aperte per almeno sei-otto ore al giorno. Sono rivolte a persone dai 18 anni in su, dopo che un’apposita Commissione ne certifica l’handicap, ma possono recarvisi anche persone anziane, con disagi sociali.

0Sono ammesse solo persone a cui è riconosciuta una condizione di non-autosufficienza. Quali sono gli obiettivi dei Centri? Offrire servizi diversificati in base al tipo di necessità, seguendo il profilo dei bisogni della persona, e così definire una strategia d’interno mirata. Quindi promuovere una buona qualità di vita, realizzare progetti individuali e interventi socio-assistenziali, ma anche psico-relazionali; soddisfare i bisogni delle persone e incentivare la diversificazione delle varie attività, inoltre dare la possibilità di vivere una vita più autonoma possibile. Le attività offerte possono essere di tipo occupazionale, agricole, di falegnameria, decoupage, recitazione e molte altre ancora. Tutte sono in funzione della stimolazione sensoriale, ma anche come sostegno all’integrazione e al rapporto con gli altri. Le residenze, negli ultimi anni, sono aumentate in numero considerevole, e dobbiamo fare molta attenzione quando pensiamo di utilizzare i loro “servizi”. Intanto facciamo presente che alcune di queste sono gestite interamente dalle Asl di competenza territoriale, e pertanto dovrebbero essere completamente gratuite. Altre sono nate grazie alle Onlus e i progetti portati avanti dai volontari. Purtroppo non sempre le cose sono come sembrano. È accaduto, per esempio ad alcuni cittadini di Ascoli Piceno, di ritrovarsi la retta mensile triplicata. Un servizio regionale che avrebbe dovuto essere gratuito, per mancanza di fondi è risultato alla fine a pagamento. Alle domande degli interlocutori per chiarimenti su tali richieste, le risposte sono state poche e vaghe. Insomma trasparenza zero. Per non parlare di tutti i fatti di cronaca finiti sui giornali, dove personale senza scrupoli o poco qualificato maltrattava anziani o disabili.

00Insomma, dietro i Centri Diurni può circolare un business terribile, fatto di persone che non guardano in faccia nessuno. Noi non ci dobbiamo però far spaventare da questo, e anzi, dobbiamo cercare di prevenirli e fermarli sul nascere con controlli adeguati. Per questo motivo vengono anche spesso effettuati eventi e convegni, per acquisire nuove metodologie sull’assistenza supportata dalla tecnologia. Ad esempio il 26 novembre, presso l’hotel Residence Villa Glicini a San Secondo di Pinerolo (TO), si terrà il seminario dal tema Centri diurni e disabilità: pensare futuro. I Centri Diurni devono divenire un punto di riferimento per le famiglie che ne hanno necessità, alleggerendo un grosso carico che grava su di loro. Questo però non a discapito della qualità dei servizi, ma anzi migliorandoli e mettendo personale capace e di fiducia a cui poter senza pensieri affidare il proprio caro.

articolo di Dora Millaci @DoraMillaci

Centri diurni e disabilità: bisogna fidarsi? ultima modifica: 2015-11-26T14:39:59+00:00 da info@cronacaedossier.it

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