Caso Telecom: chi sono i nuovi padroni del mondo?

Intervista esclusiva sul caso Telecom al prof. Andrea Feltri, noto criminologo, autore di pubblicazioni internazionali e Direttore scientifico dell’Accademia delle Scienze Psico-criminologiche e Criminalistiche

caso telecomIl recente caso Telecom, ovvero la ricapitalizzazione di Telco ad opera della spagnola Telefonica, in Italia quale significato riveste nell’ambito del controllo delle informazioni? 

«Il caso Telecom è molto delicato: le compagnie telefoniche ricoprono un ruolo di primaria importanza nella nostra società. La cessione a Paesi esteri pone seri problemi di sicurezza nazionale, visto che la rete Telecom è la struttura più delicata del Paese, attraverso cui passano tutte le comunicazioni dei cittadini italiani ed anche quelle più riservate. Nonostante ci sia un libero mercato europeo, alcune industrie sono di rilevanza strategica, ci sono degli asset, come la rete, che non dobbiamo perdere, non è un problema di nazioni, ma di sicurezza nazionale. A fronte di questo il governo ha emanato un decreto sulla Golden Power. Il provvedimento, nello specifico, prevede che gli attivi di rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni siano individuati nelle reti e negli impianti utilizzati per la fornitura dell’accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale, su cui vigilerà il Governo. La perdita della proprietà della Rete fissa, di cui l’azienda è monopolista naturale, significa cedere un primo pezzo della nostra sovranità».

In seguito al caso Telecom dobbiamo attenderci una progressiva perdita di potere di controllo da parte dei Servizi segretiBT-Telecom_Tower,_Cleveland_St._London_-_geograph.org.uk_-_633229 nei prossimi anni?
«Assolutamente no! Il recente caso Telecom era stato sistemato in cima all’agenda della politica, delle nostre due agenzie di Intelligence (Aise e Aisi) e ha impegnato Giampiero Massolo, direttore del Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza, alla consegna al Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui Servizi, di un primo “rapporto” sui rischi e le implicazioni del trasferimento a un operatore straniero della proprietà della nostra rete telefonica fissa. Con la legge di riforma del 2007  N°124, e successivamente con la 133 del 2012, il Sistema di informazioni per la Sicurezza della Repubblica si è rafforzato introducendo significative novità, prima fra tutte l’attribuzione della responsabilità politica dell’intero settore al solo presidente del Consiglio dei Ministri, inoltre è stato istituito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) con funzioni di consulenza, proposta e deliberazione sugli indirizzi e sulle finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezza».

Anche negli Usa si pone il problema della “sicurezza nazionale in vendita”. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda del caso Telecom?
«Parlando del recente caso della Lenovo, che ha acquistato la Motorola Mobility, tutto sta nel fatto che tale operazione rafforzerà la posizione del colosso sul mercato degli smartphone e consentirà alla società cinese una forte presenza in Nord America e in America Latina. Proprio questo è il punto focale: l’approvazione del governo Usa. La stessa approvazione richiesta per il passaggio dei server di Ibm a Lenovo, cessione che ha chiamato in causa il Comitato sugli Investimenti Stranieri negli Stati Uniti. Stiamo parlando di passaggi di consegne di un business talmente delicato da tirare in ballo questioni di sicurezza nazionale. Fare gli interessi della propria nazione è d’obbligo. Ma in che modo? Tutelare i propri beni, in questo caso le aziende, mantenendo integra la “sicurezza”, o far varcare i confini al capitale straniero, che tanto servirebbe e che pare essere l’unica liquidità in circolazione al momento? Ai governi questa delicata decisione».

foto_andrea_feltri_intervistaIn mano a chi finiranno, realmente, tutte le informazioni dopo questo cambio di gestione della rete telefonica internazionale?
«Con l’accordo, la spagnola Telefonica prenderà tutta la Telco, la scatola cinese che controlla Telecom Italia. Il colosso telefonico proprietario della rete nazionale di telecomunicazioni finirà così sotto il diretto controllo di Cesar Alierta, presidente della multinazionale telefonica spagnola. Dopo il caso Telecom tutte le nostre informazioni transiteranno in mano agli spagnoli che potrebbero utilizzare tali dati».

Da eventuali abusi come sarà possibile difendersi?         
«Diciamo che purtroppo le persone comuni sono indifese dagli usi impropri delle intercettazioni. Le grandi aziende invece, i grandi dell’economia e spesso anche i criminali dispongono di propri sistemi per la tutela delle comunicazioni».

Cosa ne pensa del protocollo d’intesa tra l’Autorità Garante per la privacy e il Dis?
«Il protocollo può rivelarsi un valido strumento per consentire una più puntuale tutela dei dati personali dei cittadini, anche in un ambito  delicato come quello delle attività di intelligence. Nelle note diramate da Palazzo Chigi si legge che si tratta di una serie di controlli stringenti sulle attività dei Servizi segreti italiani e sul regime delle intercettazioni per ragioni di sicurezza nazionale. Gli italiani potranno dunque contare sulla supervisione del Garante per la privacy ogni volta che si accederà ai propri dati sensibili».

articolo di Antonella Marchisella

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Caso Telecom: chi sono i nuovi padroni del mondo? ultima modifica: 2015-04-14T14:53:30+00:00 da info@cronacaedossier.it

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