Caso Rosboch, la prova che scagionerebbe Caterina Abbattista

Grazie ad una cella telefonica potrebbe uscire dal carcere la madre di Gabriele ma non dall’inchiesta sul caso Rosboch: è scontro fra Procura e difesa

 




 

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Gloria Rosboch

La notizia che circola insistentemente in queste ore è che Caterina Abbattista, madre di Gabriele Defilippi uno dei due indagati nel caso Rosboch, potrebbe uscire dal carcere ma non dal processo che farà luce sulla fine della 43enne di Castellamonte uccisa il 13 gennaio scorso. A detta dei legali della donna, gli avvocati Erica Gilardino e Matteo Grognardi, è vero che la rete dati del cellulare della donna si agganciò alla cella di Montelenghe, ma la rete voce si sarebbe agganciata a quella di Ivrea.

 

 

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Gabriele Defilippi

Questo sarebbe il contenuto dell’istanza depositata dalla difesa e proprio a Ivrea Abbattista aveva detto agli inquirenti di essere rimasta tutta la giornata lavorando come operatrice socio-sanitaria. Se così fosse esisterebbe la prova della sua mancata partecipazione alle trame delittuose portate in essere dal figlio Gabriele Defilippi e dall’amante di quest’ultimo, Roberto Obert.

Alla luce di un elemento inequivocabilmente importante nell’economia dell’indagine, Caterina Abbattista potrebbe uscire dal carcere ma non dall’inchiesta sul caso Rosboch. La consulenza della difesa mira ad escludere Abbattista dalla partecipazione al delitto e all’occultamento del cadavere della professoressa di Castellamonte. Non è invece ancora chiaro, a detta della Procura, il ruolo avuto dalla madre di Gabriele nell’adescamento delle vittime da parte di quest’ultimo e nelle richieste di denaro perpetrate.

 




 

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A sinistra Roberto Obert

Occorreranno circa due giorni al magistrato per valutare la richiesta di scarcerazione per Caterina Abbattista, istanza alla quale la Procura di Ivrea si oppone nettamente ipotizzando che invece la donna abbia mentito. Nel frattempo le indagini sul caso Rosboch continuano e hanno trovato un momento importante nell’interrogatorio spontaneo al quale Gabriele Defilippi si è sottoposto il 23 giugno scorso. «Sono colpevole e merito l’ergastolo» aveva detto dinanzi al procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando che segue l’indagine.

Le parole del ragazzo sono sembrate autentiche, anche considerando le sue precarie condizioni di salute, visibilmente provato dopo mesi di carcere. Le responsabilità di Defilippi e Obert sono piuttosto evidenti, soprattutto dopo l’individuazione di tracce interessanti nell’auto di quest’ultimo che sosterrebbero l’impianto accusatorio nei confronti del ragazzo, in particolar modo sostenendo che sia lui l’autore materiale del delitto.

 

Un chiaro abbastanza chiaro, dunque, anche nella dinamica. Tuttavia mancano alcuni pezzi in questa storia, come conoscere il destino dei soldi sottratti alla vittima – finora introvabili – e il ruolo di Caterina Abbattista nelle dinamiche che hanno portato al triste epilogo nel caso Rosboch.

 

articolo di Andrea B.

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Caso Rosboch, la prova che scagionerebbe Caterina Abbattista ultima modifica: 2016-07-04T17:25:32+00:00 da info@cronacaedossier.it

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