Caso Pasolini come caso Moro: ci sarà una commissione d’inchiesta?

L’avvocato Stefano Maccioni torna alla carica per una petizione volta a chiedere la riapertura delle indagini sul caso Pasolini tramite una commissione d’inchiesta


Caso PasoliniIl caso Pasolini potrebbe avere lo stesso destino del caso Aldo Moro? No, non stiamo parlando degli esiti investigativi, bensì della possibilità che per fare luce sulla morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta il 2 novembre 1975, sia istituita una commissione d’inchiesta così come già successo per le indagini sulla morte dello statista democristiano. Recentemente l’indagine sul caso Pasolini è stata archiviata senza portare ad alcun risultato. Così come abbiamo già avuto modo di approfondire tramite uno speciale dal titolo Caso Pasolini, a un passo dalla verità? e con gli aggiornamenti sulle ultime novità legate all’indagine (Pasolini, le ragioni tecniche di un’archiviazione),  anche sulla morte del celebre poeta e regista sembra ormai steso per sempre un velo. Le ricerche sugli oggetti provenienti dalla scena del crimine, che a giorni compirà 40 anni, hanno rilevato la presenza di cinque profili genetici ma non è stato possibile risalire a chi appartengano tali profili. Nonostante l’opposizione dell’avvocato  Stefano Maccioni, legale del cugino di Pier Paolo Pasolini, alla richiesta di archiviazione inoltrata al Gip dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto procuratore Francesco Minisci, la chiusura definitiva dell’indagine ha avuto luogo scrivendo la parola “fine” sulla vicenda. Tutto ciò accadeva nel maggio del 2015.

L'avvocato Stefano Maccioni
L’avvocato Stefano Maccioni

Oggi invece l’avvocato Maccioni tenta di giocare un’altra arma, molto cara a quanti sperano nelle indagini sui cosiddetti “misteri italiani”: una petizione. Quest’ultima iniziativa negli ultimi tempi sembra essere l’unica via di sfogo e di “ribellione” per tentare di evitare archiviazioni, come nel caso di Emanuela Orlandi, ma senza successo. Infatti anche quest’arma sembra essere fin troppo spuntata per far male a Procure e Uffici Gip. Sulla scia del caso Moro, l’intenzione dell’avvocato Maccioni è giungere ad una commissione d’inchiesta per fare luce sulla base di elementi «nuovi e inquietanti», come egli stesso ha più volte ribadito. Ma anche il caso Pasolini probabilmente non troverà alcuna giustizia, come già accaduto per il caso Orlandi. Eppure, l’iniziativa è giunta fino alla politica nostrana. La prima a rispondere all’appello è stata la deputata Serena Pellegrini (SEL) ma c’è da scommettere che altri si aggiungeranno alla lista, anche un po’ per inserirsi nella scia della commemorazione dei 40 anni dalla morte del poeta. La sfida dell’avvocato Maccioni di ottenere l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul caso Pasolini appare ad oggi tanto rilevante quanto impervia, ma almeno servirà a non avere un giorno il rimorso di non averle provate tutte, ma proprio tutte.

Caso Pasolini come caso Moro: ci sarà una commissione d’inchiesta? ultima modifica: 2015-10-28T16:51:21+00:00 da info@cronacaedossier.it

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