Caso Orlandi, l’ultimo show di Agca si poteva evitare

Ieri sera a Chi l’ha visto? l’intervento di Alì Agca sul caso Orlandi fra CIA, trame dei Servizi e nomi eccellenti: ma quanto è credibile la sua tesi?

 




 

Mehmet Alì Agca
Mehmet Alì Agca

Più che un’anteprima, un film già visto. Dedicato al caso di Emanuela Orlandi, il prologo della puntata di Chi l’ha visto? ha destato scalpore per l’intervento telefonico di Alì Agca. L’uomo, che nel 1981 attentò la vita a Giovanni Paolo II, è salito nuovamente alla ribalta chiedendo e ottenendo la possibilità di intervenire durante il noto programma RAI per annunciare novità sulla scomparsa della giovane cittadina vaticana. In studio, oltre Federica Sciarelli, anche il fratello della ragazza, Pietro Orlandi, che non ha nascosto il suo fastidio davanti l’ennesimo e inconcludente show del terrorista turco, salutato senza troppi complimenti dalla conduttrice dopo qualche minuto di discussione originata dalla mancanza di prove alle sue dichiarazioni.

 

 

Emanuela_Orlandi_manifesto_2008Nell’occasione Agca ha risuonato la carica con Emanuela Orlandi rapita per volere di CIA e porzioni di alte sfere vaticane affinché Papa Wojtyla e l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini gli concedessero la grazia alla condanna all’ergastolo per il ferimento del Santo Padre (13 maggio 1981). Una versione già smentita nel decreto di archiviazione della prima inchiesta giudiziaria sul caso Orlandi (1997), ma che il turco ha riscodellato in diretta tv citando una lettera a firma Turkesh (una delle tante sigle fantasiose in calce alle rivendicazioni cartacee comparse sulla scena del “giallo” vaticano) del 1984 dove si prometteva il rilascio della giovane in cambio della sua estradizione a Panama o in Costa Rica. Criticabili per diversi aspetti, agli inquirenti dell’epoca non si può certo imputare il mancato impegno proprio nel battere la pista del collegamento tra Emanuela Orlandi e l’attentato al Papa. Dove però non approdarono ad alcun risultato.

 




 

pietro orlandiIn definitiva, niente di nuovo sul fronte mediorientale. Se non che viene da chiedersi: ma era proprio necessario tutto questo clamore mediatico? Non si poteva evitare? Doveroso costatare infatti come il Grande Millantatore non abbia fatto irruzione nello studio di Chi l’ha visto? e né si sia impossessato delle sue linee telefoniche con un agguato da bucaniere della fibra ottica, ma sia stato autorizzato a parlare da chi è al timone della trasmissione. Siccome se ne presuppone la competenza giornalistica in materia di valutazione dell’attendibilità di una fonte, aveva proprio senso concedere un’altra opportunità all’ex “Lupo grigio” per il solito teatrino buono solo ad aumentare il dolore di una famiglia da trent’anni in caccia della verità?

 

 

caso-emanuela-orlandi-registrazioniNon sarebbe stato meglio riservargli lo stesso trattamento del giudice Giancarlo Capaldo, che nelle festività natalizie del 2014 non prese nemmeno in considerazione il suo desiderio a essere ascoltato proprio sul caso di Emanuela Orlandi favorendone l’immediato rimpatrio in Turchia (Agca era entrato senza permesso di soggiorno)? Infine, volendo provare per un attimo ad accreditare la bontà delle sue parole, allora perché non gli si è chiesto se conoscesse o meno Marco Fassoni Accetti? L’ultimo “super testimone” del caso Orlandi dal 2013 al 2015 ha occupato la scena sostenendo una tesi simile cioè che Emanuela era stata sequestrata per ragioni di natura politica e riconducibili a una guerra cardinalizia interna piazza San Pietro. Qualora fosse a corto d’idee per il suo prossimo romanzo, prenda pure appunti mister Brown.

 

articolo di Tommaso Nelli

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Caso Orlandi, l’ultimo show di Agca si poteva evitare ultima modifica: 2016-05-12T03:13:48+00:00 da info@cronacaedossier.it

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