Caso Bossetti, l’avvocato dichiara: «Chiederemo perizia sul Dna»

Dopo le parole del consulente Dott. Marzio Capra e le discussioni sul Dna nel caso Bossetti, l’avvocato dell’imputato valuta di chiedere nuova perizia






 

dnaLa questione del Dna fa ancora molto discutere nel caso Bossetti e stamattina sono arrivate le parole dell’avvocato dell’imputato, Claudio Salvagni, che senza mezzi termini durante la puntata de I Fatti Vostri  ha affermato senza mezzi termini: «Ci sono discrepanze. Bisogna capire se quel Dna è davvero il suo». Dunque ecco la controffensiva dopo che però gli stessi consulenti della difesa sono intervenuti in aula asserendo che il Dna nucleare rinvenuto sugli slip di Yara Gambirasio è quello di Massimo Bossetti. Dunque come stanno davvero le cose? «Noi non abbiamo parlato di prove a rischio ‒ ha detto l’avvocato Salvagni in relazione al caso Bossetti ‒, ma con la massima trasparenza abbiamo voluto portare alla Corte ogni elemento che abbiamo trovato a sostegno della nostra tesi. Ogni cosa va portata al vaglio della Corte, perché è un processo molto complesso».

 

 

massimo bossetti e yara gambirasioLe parole del legale di Massimo Bossetti trovano giustificazione in alcuni dubbi sorti nei giorni precedenti, soprattutto a punti non chiari. Uno di essi è la differenza tra i risultati forniti dall’analisi del Dna nucleare e quanto emerge dal Dna mitocondriale. Il primo è in grado di fornire giudizio di identità circa un determinato soggetto (quindi sapere con certezza se il Dna gli appartiene oppure no); il secondo invece permette di conoscere solo se quel Dna è riferibile al ceppo materno di un determinato soggetto.

 

 




 

Nel caso Bossetti il Dna nucleare è dell’imputato, costituendo di fatto un’importante prova contro, ma il Dna mitocondriale non sarebbe riferibile al ceppo materno di Bossetti. Dunque cosa potrebbe essere successo? Il 15 febbraio scorso avevamo posto la domanda alla genetista forense Dottoressa Marina Baldi, che aveva risposto così: «Io propendo per un problema di laboratorio, che comunque non inficia l’identificazione che si ottiene con il Dna nucleare. Il perché sia avvenuta questa anomalia è una curiosità squisitamente accademica, che non ha rilevanza probatoria, anche perché fino ad ora il ruolo del Dna mitocondriale non è mai stato considerato dirimente dal punto di vista forense».

 

 

massimo bossettiPer quanto riguarda la consulenza a difesa di Bossetti, il genetista forense Dottor Marzio Capra aveva affermato: «Non è comprensibile una cosa che ad oggi è passata completamente sotto silenzio, ovvero una provetta di Dna, tra le due più importanti, ha un quantitativo pari a 1 e dopo tre mesi ha un quantitativo di Dna pari a 5. Io non riesco a capire come sia possibile che si passi da 2 nanogrammi/microlitro a 12,7 nanogrammi/microlitro (ng/ml). Si è forse autoreplicato?».

 

Le parole dell’avvocato Salvagni sul caso Bossetti giungono perciò sul punto più delicato dell’intero processo. «L’elemento fondamentale ‒ ha ricordato stamattina ‒ è la discrepanza che abbiamo evidenziato tante volte sul Dna e a breve valuteremo di chiedere una perizia. Ci sono spiegazioni scientifiche che devono essere date. Bisogna capire se quel Dna è veramente di Bossetti. E le discrepanze ci sono. Per arrivare a un giudizio al di là di ogni ragionevole dubbio bisogna dare risposte a tutte le anomalie».

 
articolo di Andrea B.

Resta aggiornato sulle pubblicazioni di Cronaca&Dossier, seguici con un Mi Piace su Facebook e Twitter

 

 




 

Caso Bossetti, l’avvocato dichiara: «Chiederemo perizia sul Dna» ultima modifica: 2016-03-07T14:11:01+00:00 da info@cronacaedossier.it

One thought on “Caso Bossetti, l’avvocato dichiara: «Chiederemo perizia sul Dna»

  • 8 marzo 2016 at 0:06
    Permalink

    Il problema è certamente a monte: contaminazione del reperto o errore nella procedura di estrazione del DNA dal campione biologico. D’altra parte solo 4 giorni fa è stata scarcerata una donna, due anni fa condannata a ben 24 anni di reclusione per il delitto Taffi Pamio per un errore di laboratorio: contaminazione del reperto durante l’estrazione del DNA. Quel caso ha in comune con questo due punti: la traccia di DNA trovata era infinitesimale, ed essa non era stata trovata in tutti gli accertamenti. Un terzo punto è l’intepretazione a senso unico degli indizi. E’ successo che una collana di battesimo della sig.ra Busetto, dirimpettaia della vittima, era spezzata in tre punti. Tanto è bastato per insospettire gli inquirenti, che hanno attribuito la proprietà di tale collana alla vittima (mancante appunto di una collana) e che hanno cercato riscontro facendo estrarre i DNA sulla collana da una consulente. Questa non ha trovato nulla, quindi la collana è stata inviata alla polizia scientifica di Roma. Dove hanno estratto una traccia infinitesimale di DNA della sig.ra Taffi Pamio. Ma il dubbio di errore di laboratorio o contaminazione, sempre sostenuto dalla difesa, è forte, dato che un’altra donna ha confessato, giorni or sono, e sono stati trovati tutti i riscontri a suo carico (compresa impronta digitale e genetica -sudore- sul campanello di casa della vittima), tanto da scarcerare la sig.ra Busetto, ingiustamente detenuta per quasi due anni.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!