Caivano, il palazzo dei bambini che volano

Nel Parco Verde di Caivano dove cronaca nera, spaccio e lotta al crimine si intrecciano in un abbraccio mortale troppo spesso dimenticato

 




 

palazzo“Il Parco Verde” di Caivano (Napoli) sorge nel 1980 per fornire una rapida soluzione abitativa agli sfollati del terribile terremoto di quell’anno. La solita soluzione provvisoria che in Italia diviene inesorabilmente definitiva.

Un luogo, comunque, dove dare una parvenza di serenità e crescere pure dei figli; invece nel corso dei decenni in questi grigi palazzi, costruiti in economia, è successo di tutto: dallo spaccio al consumo di ogni tipo di droga, fino alla pedofilia. Sì, perché in questo luogo si parla di bambini solo come vittime di orribili fatti di cronaca nera. Come quella di Fortuna, bambina che, al contrario del suo nome, ha avuto un orribile destino finendo la sua brevissima vita sull’asfalto dell’Isolato3, a soli 6 anni, in un caldo 24 giugno 2014. Vittima non solo di un volo da non si sa bene quale piano, forse l’ottavo, del palazzo in cui viveva, ma anche di altro: l’autopsia rivelerà che la piccola subiva da tempo abusi sessuali.

 

bambinaDopo la caduta venne soccorsa da un uomo, Salvatore Mucci, che sulle prime apparve come un angelo che tentava di salvarla, ma che il 23 dicembre 2014 verrà arrestato con una turpe accusa: violenza sulla figlia di 12 anni. E venne arrestata pure la mamma dell’amichetta da cui Fortuna Loffredo era andata a giocare quel giorno maledetto, accusata di sapere e coprire il suo convivente Raimondo Caputo, pure arrestato, che avrebbe abusato di un’altra sua figlia, di soli tre anni.
Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe costretto la bambina a subire atti sessuali in presenza della madre «la quale – scrive la Procura – sebbene a conoscenza dei comportamenti assunti dal convivente ai danni della bimba, non li impediva, omettendo altresì di denunciarli, in spregio al dovere di protezione su di lei incombente, né si attivava per evitare il protrarsi dei fatti delittuosi sopra descritti».

 

 




 

 

macchina boss spaccioLa donna, Marianna Fabozzi, era già indagata per omicidio colposo per la morte di suo figlio Antonio che a due anni, il 27 giugno 2013, era precipitato dal settimo piano di quello stesso palazzo, dalla casa della nonna. Una coincidenza che ha destato sospetti. Due bambini precipitati nello stesso luogo diventa troppo anche per Caivano, Parco Verde. E diventa sempre più difficile credere alla tragica fatalità.

 

Particolare inquietante, in un caso già di per sé atroce: sia Antonio che Fortuna sono stati ritrovati senza una scarpa, la destra. In entrambi i casi sparita. Qui nessuna situazione famigliare è semplice: la mamma di Fortuna, Domenica Guardato, ha dovuto trasferirsi da una sorella in Emilia, in seguito al divieto di abitare a Caivano perché coinvolta in un’indagine su un giro di soldi falsi. Il padre della piccola, invece, era in carcere già prima della morte della bimba.

Una realtà anche estremamente omertosa, dove persino le Forze dell’ordine faticano a mettere piede, dove microspie ed altri apparati per le indagini vengono sistematicamente distrutti. Un luogo quasi maledetto anche per chi indaga, infatti uno dei titolari dell’indagine, Federico Bisceglia, perse la vita in un tragico incidente stradale. Il primo ad aver deciso di indagare anche su altri bambini possibili vittime di abusi. Altra inquietante coincidenza

 

ragazzi spaccioIl quadro del degrado di questo quartiere emerge dalle cronache dai titoli agghiaccianti, come Rivolta nel Parco Verde, in 50 aggrediscono una pattuglia di polizia, oppure Evade dai domiciliari per spacciare: arrestato, e via di seguito. Qui persino i giochi dei bambini si trasformano in mezzi per spacciare droga. Le sorprese all’interno degli ovetti di cioccolata, per esempio, offerti ai piccoli non come ricompensa per un compito scolastico ben fatto, ma come sistema per far circolare impunemente dosi di cocaina.

 




 

 

Castello di Caivano
Castello di Caivano

Sul caso della piccola Fortuna ora si attendono sviluppi, ma l’ultima novità, al contrario, è la soppressione dell’Istituto Viviani-Papa Giovanni che dal primo settembre 2016 non esisterà . Ridimensionamento, si chiama. Il Comune ha fatto sapere al Ministero che ci sono pochi alunni e serve ottimizzare i costi. «Ogni giorno, ora qui al Parco Verde almeno 500 bambini sono a rischio. E senza la scuola, lo saranno ancora di più. Vedranno solo spaccio e tossici, senza alternativa», afferma Bruno Mazza, ex affiliato alla Camorra, ora volontario dell’associazione Un’infanzia da vivere.

 

I docenti, una novantina, hanno pure scritto al Ministro dell’Istruzione parole molto accorate, ma che difficilmente potranno modificare le sorti di questo plesso scolastico: «Tanti di noi stanno qui da anni, tanti sono venuti a insegnare qui perché gli altri rifiutavano, tanti negli anni sono ritornati perché sono stati calamitati in un progetto educativo capace di strappare dal nulla i ragazzi per accompagnarli nel cambiamento possibile. Ora però viene ufficializzata la soppressione giuridica del nostro istituto con una suddivisione di alunni, docenti ed Ata come se fossimo “cose”. Ma la cosa inverosimile è che è stato messo in vendita il progetto educativo, il patrimonio culturale e strumentale della scuola». Un altro pezzo di legalità che ne se va.

 

articolo di Paola Pagliari

 

Resta aggiornato sulle pubblicazioni di Cronaca&Dossier, seguici con un Mi Piace su Facebook e Twitter

 

Caivano, il palazzo dei bambini che volano ultima modifica: 2016-03-28T18:26:52+00:00 da info@cronacaedossier.it

One thought on “Caivano, il palazzo dei bambini che volano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!