Bossetti, l’avvocato: «Stiamo cercando il vero assassino»

«Ho trovato Bossetti veramente disperato, confidava nella giustizia» ha detto Claudio Salvagni rompendo il silenzio dopo la condanna all’ergastolo





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L’arresto di Massimo Bossetti

«L’ergastolo è una pena fondamentalmente incostituzionale. Non prevede alcuna possibilità di recupero per il condannato, è una pena di morte mascherata. Soprattutto in processo indiziario come questo, dove l’errore è dietro l’angolo, togliere la vita ad una persona è una cosa inconcepibile dal mio punto di vista». Sono le parole di Claudio Salvagni, l’avvocato di Massimo Bossetti che torna a far sentire la propria voce a Legge o Giustizia, trasmissione radiofonica condotta da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus, dopo la condanna all’ergastolo inflitta al muratore di Mapello.

 

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L’avvocato Claudio Salvagni

La Corte ha ritenuto Massimo Bossetti l’unico responsabile della morte di Yara Gambirasio, scomparsa dopo un allenamento in palestra il 25 novembre 2010 e ritrovata morta in un campo il 26 febbraio 2011. Ovviamente la difesa di Bossetti non ci sta e annuncia battaglia. In particolare ritiene di essere in grado di arrivare a quel che considera il vero assassino.

«Il consulente della difesa Ezio Denti, che è un uomo di grande intuito, sta cercando piste alternative ‒ ha spiegato Salvagni ‒. Stiamo lavorando tutti come prima e più di prima. Vogliamo arrivare a chiudere il cerchio. Alcune piste, che erano scritte negli atti dell’accusa, non sono state a nostro parere sufficientemente valorizzate. Vanno completate le indagini e verificate tante altre cose».
Ezio Denti è il consulente che già il 20 maggio scorso aveva parlato dell’esistenza di «forti prove» utili all’indagine, contestando l’opposizione del Pm alla sua presenza in qualità di investigatore. Una polemica che si era risolta con un nulla di fatto, ma che aveva aggiunto ulteriore benzina sul fuoco in un caso già caldo di per sé, soprattutto con l’avvicinarsi della sentenza che ha portato all’ergastolo.



Yara-Gambirasio
Yara Gambirasio

Ora forse una parte di quelle presunte prove potrebbero andare a costituire una tesi alternativa alla colpevolezza di Massimo Bossetti, tanto più che ‒ a detta dell’avvocato Salvagni ‒ «quella di Bossetti era una condanna annunciata, giunta al termine di un processo di Primo grado dove è stato smontato tutto l’impianto accusatorio. Sono curioso di leggere le motivazioni di questa sentenza. Lo stesso Pm ha alzato le mani dicendo che la scienza deve fare un passo indietro perché non si è in grado di dare tutte le risposte».

 

 

3028124-poster-p-dnaL’attesa è effettivamente per le motivazioni della condanna, ma sin da ora è possibile dire che la prova del DNA ha avuto un peso decisivo in tutta questa storia.

D’altra parte, come già su Cronaca&Dossier avevamo avuto modo di ribadire attraverso un’intervista alla genetista forense Marina Baldi, quella del DNA è una prova più che attendibile, del tutto inossidabile e dalla quale era impossibile prescindere considerando che lo stesso Massimo Bossetti non ha mai offerto spiegazioni plausibili per giustificarne la presenza sugli indumenti intimi della vittima.

 

Nonostante la condanna resta comunque l’incredulità dello stesso Bossetti. «L’ho trovato veramente disperato, annichilito – ha affermato Salvagni ‒. Lui dice: ma se io sono innocente come hanno potuto condannarmi? Questa la visione romantica di un uomo semplice come lui che confidava nella giustizia. È comunque determinato ad andare avanti per combattere la sua battaglia fino alla fine».

 

articolo di Andrea B.

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Bossetti, l’avvocato: «Stiamo cercando il vero assassino» ultima modifica: 2016-07-11T16:19:05+00:00 da info@cronacaedossier.it

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