Bossetti, la sorella del padre naturale: «Doveva parlare dall’inizio»

Vittoria Guerinoni, sorella dell’ormai defunto padre naturale di Massimo Bossetti, è intervenuta a Più Valli TV

È passato quasi un mese dalla sentenza di primo grado di uno dei casi più mediatici degli ultimi anni, quello di Yara Gambirasio. Per l’omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra, scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata cadavere il 26 febbraio 2011 in un campo aperto a Chignolo d’Isola, è stato condannato all’ergastolo Massimo Bossetti, muratore incensurato di Mapello.




bossettiIn cinque anni di indagini i colpi di scena si sono succeduti a più riprese: Bossetti è stato arrestato il 16 giugno 2014 dopo una corrispondenza con il DNA di “Ignoto 1” ritrovato sul cadavere di Yara Gambirasio. Nonostante le polemiche sulla prova, Bossetti è stato giudicato colpevole e in due anni si è scavato a fondo nella sua vita. Il muratore di Mapello ha scoperto in carcere di essere figlio di un altro padre, proprio in seguito alle analisi svolte durante le indagini.




bossettiPiù Valli TV ha quindi intervistato Vittoria Guerinoni, sorella di Giuseppe Guerinoni, secondo gli inquirenti il padre naturale di Bossetti e deceduto nel 1999. La donna, come il fratello, risiede a Gorno, in Valle del Riso: «Tutti possono sbagliare e tradire andando con un’altra donna. Mio fratello è stato sfortunato e basta così. Ora bisogna approfondire e capire se è stato davvero lui». Vittoria Guerinoni ha anche commentato le parole della madre di Bossetti, Ester Arzuffi: «Non si può stare in piedi a bugie. La sua vita non mi interessa, però avrebbe potuto essere più sincera. Bossetti l’ha saputo solo quando era in prigione. Poi gli sbagli li fanno tutti. Ma meglio dire la verità».




bossettiLa donna sembra essersi fatta anche un’idea precisa sull’omicidio: «Non lo so, il dna c’è. E non si può dire che sia volato lì. Lui doveva essere sincero fin dall’inizio e dire come è andata. Il dna c’è, ora la vicenda farà il suo corso». Forse la parola chiave è proprio la sincerità, che sembra essere manca un po’ ovunque in questa triste vicenda: «Bossetti avrebbe dovuto essere più sincero e parlare fin dall’inizio, non stare zitto in carcere per tanto tempo».

L’intervista fatta da Più Valli TV è stata acquistata anche dalla BBC: l’emittente americana sta realizzando un documentario sull’omicidio di Yara Gambirasio.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Bossetti, la sorella del padre naturale: «Doveva parlare dall’inizio» ultima modifica: 2016-07-27T11:53:00+00:00 da info@cronacaedossier.it

3 thoughts on “Bossetti, la sorella del padre naturale: «Doveva parlare dall’inizio»

  • 27 luglio 2016 at 13:44
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    ma. ha bene anche lei ha detto il dna non vola??????? non avete più niente da fare … fate pena …. perchè invece non abndate ad intervistare la brena ho il custode della palestra ??? ho non fate domande come mai il corpo di yara era mummificato e una parte corificata cosa impossibile che il corpo faccia queste cose in un camppon ????? e le ferite che ci sono fibbre di colori diversi .. che vuol dire che era nuda e poi rivestita !!!!!!! e non puo essere stato bossetti .. il suo nucleare ottimo abbondante e quello di yara degradato non puo essere cosi …….e il sangue prendiamo splo iil taglio sotto il mento il piu profondo dei tagli bene a scalfito pure l osso . il taglio tutto sotto il mento ???????ev il sangue dovè finito che yara aveva il colletto bianco ….. doveva essere intriso del suo sangue niente nemmeno una minuscola traccia di questo suo sangue ….. e le altre ferite il sanggue dovè evaporato???? e il sangue sotto il suo calzino sotto il tallone come ha fatto ad andarev li se aveva le scarpe indossate ‘???? queste sono solo poche cose le altre tante è ancora peggio ….. indagini tardive depistaggi …, cani scartati furgoni fantasma , filmati telecamere nelle mani della pm mai visti dalla difesa cosa inaudita referti mai dati in visione alla difesa … ma pero la proiva fantasma della prova regina ??????Nessuno ha visto anzi …….e perche non è stata fatta la comparazione tra bossetti e guerinoni se era suo figlio veramente il nucleare doveva essere il suo e invece niente guerinoni cremato ….. questo basterebbe x rifare tutta questa inchiest fatta sulla falsita degli inquirenti ……….altro che ergastolo a bossetti qui altri dovrebbero averlo loro quest ergastolo x
    persone normali sapendo come e cosa è successo li in aula e come se si ruitornasse al medio evo e li ha bergamo è sucesso questo …. la gente deve sapere la verita non raccontando bugie e falsità

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  • 29 luglio 2016 at 8:35
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    C’è il DNA? Davvero? Allora perché non lo “si trova più?” Ci sarebbe l’attestazione che c’era il DNA, da parte di personale così competente che: 1) non ha conservato adeguatamente i reperti per garantire il diritto di difesa al ricercato, sicché da un processo giusto ne venisse fuori una condanna inoppugnabile che ammutolirebbe tutti gli “innocentisti”; 2) non ha nemmeno cercato il sangue della vittima sul terreno (l’ABC delle ricerche forensi, dei rilievi in caso di omicidio), tanto che ancora oggi la difesa può insitllare il legittimo dubbio che la ragazza sia stata uccisa altrove (e quindi da altri); 3) si è fatto ridere dietro da tutto il mondo, con la ricerca dell’ago nel pagliaio, stesso superficiale pubblico, bisognoso di un colpevole qualsiasi per stare più sereno, che ha dimenticato tutte le scemenze fatte da questa banda di sognatori appena gli hanno servito la campagna stampa colpevolista; 4) faceva le indagini sotto le telecamere, ha trasformato (non impedendolo con i provvedimenti che la legge gli consente), un caso giudiziario con una bambina seviziata da un sadico, con una famiglia in sofferenza, in una baracconata telemediatica. E tutto questo con un DNA che, forse, c’era, ma di certo non c’è.

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