Bossetti e le ricerche porno: “colpa” della moglie?

Altra svolta nel caso di Yara Gambirasio: la moglie di Bossetti ammette di aver fatto le ricerche a sfondo pornografico sul pc di casa




massimo bossettiAltro colpo di scena nel processo a Massimo Bossetti, principale indiziato per la morte della tredicenne Yara Gambirasio. Solo ieri spuntavano le dichiarazioni di una supertestimone, una casalinga sessantenne che a cinque anni dal fatto delittuoso è riuscita a ricordare alcuni particolari di uno strano incontro: Alma Azzolin, questo il nome della donna, ha riferito di aver visto nell’estate del 2010 nel parcheggio del cimitero una station wagon grigia con a bordo un uomo con gli «occhi azzurri chiarissimi, che sembravano quasi bianchi, come quelli di una volpe», riconosciuto nel Bossetti, e una ragazzina di cui ricorda chiaramente «il particolare dell’apparecchio». Che i due fossero insieme non è tuttavia una prova di colpevolezza: è giusto approfondire e continuare le ricerche, prima di fare ulteriori passi falsi.




bossetti e moglieÈ notizia di oggi infatti il successo della tesi difensiva sulla ricerche pornografiche trovate sul pc di casa di Bossetti. La difesa ha sempre sostenuto che fosse impossibile stabilire con esattezza la mano che digitò sulla tastiera quelle parole, dato che il pc è accessibile a tutti i membri della casa. In soccorso di Bossetti è quindi giunta la moglie Marita Comi, la quale ha sostenuto di aver fatto quelle ricerche pornografiche, alcune da sola e alcune in compagnia del marito, in una sorta di gioco erotico. Tuttavia, ha tenuto a precisare di non aver mai «fatto ricerche con la parola tredicenne». L’udienza ha avuto anche alcuni momenti di tensione: l’avvocato di parte civile Enrico Pelillo ha cercato di far innervosire la teste elencando tutte le ricerche – dai filmati sadomaso a “come rimorchiare una ragazza in palestra” – fatte sul pc di casa. La signora Comi ha evitato qualsiasi reazione scomposta, a differenza di Bossetti, che a un certo punto è sbottato: «È intollerabile, basta».




marulloUlteriori elementi e indizi che non possono che spingere in una direzione: quella delle ricerche. È impossibile allo stato attuale delle indagini pensare di poter arrivare a un colpevole con certezze e ulteriori indagini sono quantomeno necessarie. Ricordiamo infatti l’intervista fatta pochi giorni fa al prof. Gianfranco Marullo, docente di Criminologia presso La Sapienza di Roma. Pur sostenendo che quando si è sospettati di omicidio «il diritto alla privacy salta» è bene indagare a fondo prima di giungere a conclusioni affrettate, come successo in due casi seguiti da lui stesso, il Mostro di Firenze e la strage di Erba: «In entrambi i casi si è parlato del cosiddetto “mostro” (o “mostri”, come per Olindo e Rosa) prima ancora che venissero trovati elementi idonei a dimostrarlo». Che le indagini, quindi, vadano avanti.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Bossetti e le ricerche porno: “colpa” della moglie? ultima modifica: 2016-02-25T11:55:09+00:00 da info@cronacaedossier.it

2 thoughts on “Bossetti e le ricerche porno: “colpa” della moglie?

  • 25 febbraio 2016 at 23:16
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    Una precisazione: “come rimorchiare una ragazza in palestra” è il titolo di un ameno filmato reperibile su virgilio.it alla data in questione. Chiaramente l’accusa cercava di insistere sullo scopo della ricerca, non sulla qualità del filmato trovato. Tuttavia ciò non esclude la ricerca, fatta per ritrovare un filmato semi-comico già visto in altre circostanze, tanto che se ne trova traccia sul pc dell’imputato. Insomma aria fritta, come quasi tutto in questo processo farsa.

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  • 29 aprile 2016 at 21:52
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    spiace x la povera vittima ma un processo cosi con prove farlocche indizzio perchè era in zona un ora prima ???? poi perchè abitava nelle vicinanze della vittima ( 12 kilometri) ma qui si delira . poi in aula dagli stessi periti dell accusa si viene a sapere che prima di tutto il suo cell. ((((è sempre rimasto acceso dopo l uiltima telefonata delle ore 17e45 fino alle 7e15 del mattino che ci fu la prima telefonata ))) dissero che era stato spento . falsoooooo confermato dalla vodafon con una lettera . e in più alle 18e 55 il cell di yara si spense mentre agganciava una cella a almenno mentre il cell di bossetti agganciava la cella vicino a casa sua dalla parte opposta di yara …questo basterebbe a scagionarloooooooooo-poi si sono inventati il furgone ecco l avvoltoio che ripassa intorno alla palestra falso perchè quella sera una via era chiusa al traffico vergognatevi ……e in più nessun furgone di bossetti fu ripreso dalle telecamere … ma il colonello d accordo con la procura diedero i filmati ai giornalisti ben sapendo che non erano veritieri. cioè tarocchi …cosa bisognerebbe fare a questa gente che usa metodi taroccati x far credere una cosa che non è vera. queste sono solo poche delle molte prove false che in aula sono state smascherate . e quelle poche persone che seguono il processo x vedere le verità . restano basiti x come alla sera stessa e i giornali del giorno dopo . raccontano una verita diversa dal vero che + stato in aula una cosa vergognosa e poi il seguito peggio del peggio e poi hanno il coraggio di lasciare sui muri del tribunale le famose parole la legge è uguale x tutti —————————————————————–dipende da sopratutto soldi e potere altro che uguale x tutti ma veramente nessuno che sa e può fare qualcosa in questo processo contro una persona innocente al 100×100 e poi tutto il resto del processo nascosto a tutti e per vedere i verbali solo dopo il 2020 perchèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè

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