Bambini scomparsi nel nulla: sono più di 5.000

L’ombra del lavoro minorile e i numeri di una tragedia in atto: quella dei bambini scomparsi nel nulla

Bambini disegnare gesso sull'asfaltoIn tutto, nel 2014 sono arrivati sulle coste italiane circa 26.100 minori, di cui 13.000 non accompagnati, un numero pari a due volte e mezzo quello registrato nel 2013. La Commissione Infanzia sulla base dei dati a disposizione, stima un crescita di bambini stranieri non accompagnati negli ultimi due anni del 98,4% con un’impennata ulteriore dovuta all’ondata massiccia di sbarchi del 2015. Alla fine di giugno 2015, erano censiti nel nostro Paese circa 13.500 minori non accompagnati. Il dato, ancora aggiornato a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, comprende 8.200 minori «presenti» nei servizi di accoglienza ma anche 5.300 irreperibili: quasi il 40% del totale. In maggioranza eritrei, somali e di altri paesi dell’Africa sub-sahariana o occidentale, in condizioni quasi sempre critiche a causa delle violenze e degli abusi di ogni tipo subiti o assistiti. Sono i bambini invisibili. Non hanno un volto e neppure un nome. Sono persi in una zona senza legge dalla quale è difficile che sfuggano perché non hanno genitori, non hanno parenti o punti di riferimento e nessuno li cerca. Sono deboli ed 0000indifesi alla mercé di sfruttatori e criminali. Il rischio, reale, è che questi bambini finiscano in circuiti illegali, forniscano manovalanza alla criminalità organizzata e siano variamente sfruttati anche per i più turpi traffici. Le cifre drammatiche ben rappresentano come le violazioni dei diritti e le violenze di ogni tipo subite da bambini e adolescenti vittime o a rischio di tratta e sfruttamento, anche in Italia sono gravi e impressionanti. È bene che si sappia che molti di questi minori vengono reclutati nei loro paesi d’origine e trasportati in Italia contro la loro volontà inoltre, anche per quelli al seguito di un adulto, non vi è alcuna certezza che quelli che li accompagnano siano realmente i loro genitori e potrebbero essere “seguiti” sin dall’inizio del loro viaggio e essere, a loro volta, vittime di una tratta. Lo sfruttamento sessuale, quello lavorativo e l’impiego in attività illegali sono le tipologie più diffuse di sfruttamento connesso con la tratta. In Italia, l’accoglienza per i minori non accompagnati funziona così: una volta entrati sul territorio italiano, nel caso in cui non siano accompagnati da un familiare, i minori passano automaticamente sotto la custodia dello Stato. Normalmente, vengono mandati nei centri di prima accoglienza e poi vengono inseriti in vari programmi di educazione, integrazione e adozione. Mestieri bambiniNella realtà, le cose vanno in modo diverso. Il primo problema, riguarda l’inadeguatezza delle strutture di accoglienza nell’assorbire il flusso degli immigrati che arrivano in Italia e il risultato è che gli stessi bambini vengono lasciati in rifugi di emergenza sovraffollati e decadenti anche per mesi, con poca protezione. Alcuni scappano, altri vengono rapiti. Un’inchiesta del Guardian,  rivela come molti dei bambini, mentre dormono alla stazione dei treni, vengono intercettati da reti di trafficanti che promettono loro un rifugio e un lavoro. Ma poi vengono rinchiusi in alloggi di fortuna, fatti lavorare nei campi, vendere droga oppure prostituire: tutte attività molto redditizie per queste reti criminali. Nella primavera del 2011 l’allora procuratore nazionale

Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse (XII Relazione 2014).
Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse (XII Relazione 2014).

antimafia Pietro Grasso non usava mezzi termini: «Quattrocento minori sbarcati a Lampedusa sono scomparsi. Alcuni sono stati trovati con dei bigliettini con il numero di un referente al quale collegarsi e che, probabilmente, fa capo a qualche organizzazione criminale». «Temiamo che questi minori siano coinvolti in attività di lavoro irregolare, nonché di accattonaggio, furto e prostituzione», gli faceva eco il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg. Voci autorevoli, che non hanno cambiato il corso delle cose. Sono molti, oggi, i gruppi criminali organizzati, composti da persone di diversa nazionalità, presenti sia nei Paesi di origine che nelle regioni dell’Italia meridionale, specializzati nelle diverse mansioni: reclutamento delle persone, fornitura di alloggi e mezzi di trasporto, falsificazione dei documenti, introduzione illecita nel territorio di destinazione. Alcune di queste organizzazioni guardano ai giovani senza famiglia e senza documenti come a un capitale umano quanto mai prezioso. Perché questi ragazzi sono soli, affamati, non conoscono la lingua ma, soprattutto, di loro mai nessuno chiederà conto.

 

articolo di Nia Guaita

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Bambini scomparsi nel nulla: sono più di 5.000 ultima modifica: 2015-09-21T14:20:56+00:00 da info@cronacaedossier.it

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