Bambini reclutati dall’Isis, la relazione shock

 

Lo Stato Islamico sta arruolando una nuova ondata di combattenti: ecco come usano i bambini reclutati per lavori e missioni all’interno della società





L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha affermato che tra gennaio e agosto 2015, i bambini reclutati dall’Isis al di sotto dei 16 anni sono circa 1.100. Nella relazione della Commissione Siriana sui diritti umani si afferma: «La maggior parte di loro non prende parte agli omicidi, ma aiuta i combattenti adulti nella logistica, come, ad esempio, il trasferimento di munizioni, la preparazione dei pasti, la pulizia delle munizioni e delle macchine, mentre altri fanno le pattuglie di guardia e le barriere».

 

L’Isis ha costruito una complessa opera di reclutamento, in cui sfrutta la grave emergenza alimentare delle famiglie locali, offrendo un pagamento a chi manda i figli a unirsi alle proprie fila: tra $ 250 e $ 350 per bambino al mese; organizza festival nelle moschee e nelle piazze per il lavaggio del cervello ai bambini reclutati presenti. Qui viene detto loro che il combattimento è l’unica via, a loro disposizione, verso l’onore e vengono attirati ulteriormente con molti premi e ricompense economiche.

Gli “Uffici stampa” dell’Isis utilizzano cartelloni con messaggi nelle strade della città da loro controllate, rivolti al pubblico, in particolare ai bambini reclutati. Fanno anche trasmettere video clip delle loro missioni di combattimento e le loro realizzazioni, i loro inni religiosi e conferenze sulla Sharia. Questa pubblicità invoglia i giovani a combattere con l’Isis, corrompendo le loro idee con il fascino della vittoria e della gloria.

È altamente innovativo nel reclutamento di bambini anche l’uso dei videogiochi: incoraggiano i bambini a giocare con questi videogame, lontani dalla supervisione dei loro genitori. I racconti eroici in quei giochi attraggono bambini innocenti, facendo loro notare la somiglianza tra queste missioni virtuali con quelle reali da loro messe in atto. L’Isis iscrive le sue piccole reclute nelle “Califfato Cubs” (“i cuccioli del Califfato”). Una volta iscritti vengono introdotti nei campi della Sharia, dove si studiano le basi religiose dell’ideologia dell’Isis.




Si indottrinano i bambini reclutati tramite la versione dell’Islam da loro ideata e li addestrano a giurare fedeltà a Abu Bakr al-Baghdadi come Califfo. Vengono poi trasferiti nelle caserme, dove iniziano ad usare le armi leggere e vengono sottoposti a esercizi di allenamento fisico in vista di missioni di combattimento. Dopo aver completato lo studio della Sharia e l’addestramento al combattimento, i bambini reclutati sono suddivisi in gruppi, in base alle loro capacità fisiche e mentali. Quelli con prestanza fisica vengono inviati ai fronti sia per combattere che per prendere parte a missioni suicide. Un altro gruppo è responsabile delle operazioni logistiche, come eseguire la manutenzione, la conduzione delle pattuglie e il trasporto di munizioni.

L’ultimo gruppo è composto da bambini reclutati che non hanno ottenuto un buon punteggio sulla valutazione fisica, ma hanno elevate facoltà mentali. Diventano informatori che operano presso le comunità del territorio. Essi sono comunemente noti come “Flash Memory” e riferiscono direttamente agli uffici di sicurezza dell’Isis con informazioni sui civili del posto.

Attraverso questi informatori, l’Isis ha costruito uno stato di Intelligence. Questi bambini sono considerati come i più fedeli alla causa dell’Isis e sono in grado di non tradire alcun componente alle autorità locali. Questo ha portato molte famiglie a non fidarsi dei propri figli nel timore che possano lavorare segretamente per gli uffici di sicurezza.

 

L’Isis recluta anche i bambini a svolgere missioni suicide. Negli ultimi tre mesi, l’Isis ha condotto una serie di operazioni suicide contro le forze di opposizione, nel tentativo di ottenere il controllo di alcune città. Alcune fonti locali affermano che l’Isis ha utilizzato bambini nell’80% di queste operazioni.

C’è anche un elemento economico in gioco nella scelta di reclutare queste piccole vittime. Gli stipendi e le spese per i bambini reclutati sono molto più bassi che per gli adulti.

I bambini reclutati sono anche più disciplinati e desiderosi, ciò è dovuto all’incapacità di comprendere ciò che sta accadendo loro. Questo permette di essere facilmente sfruttati.

Il reclutamento di bambini, inoltre, ha consentito all’Isis di mitigare le perdite dei combattenti adulti. Se le forze internazionali non si uniscono e non iniziano a capire seriamente la pericolosità dell’Isis, l’impatto di quest’ultimo sulle regioni del Medio Oriente e sul mondo intero persisterà per molti anni a venire. Per questo motivo, le potenze occidentali non devono occuparsi solo del potere dell’Isis, ma anche di tutto ciò che lascia sulla sua scia. Spoglia i bambini della loro umanità e distrugge qualsiasi norma civile.

 

articolo di Nicoletta Calizia @nicolecalizia



APPROFONDIMENTO
I bambini soldato nel mondo, ancora un diritto violato

a cura di Nicoletta Calizia
Dal 2000 la presenza di bambini soldato è stata riportata nella maggior parte dei conflitti armati e in quasi tutte le regioni del mondo. Anche se non esistono dati precisi ed i numeri cambiano continuamente, decine di migliaia di bambini al di sotto dei 18 anni, continuano a servire le forze governative o i gruppi armati di opposizione. Alcuni di questi hanno meno di 10 anni.

Sia bambine che bambini vengono utilizzati nei conflitti armati e assumono una grande varietà di ruoli tra cui obblighi in prima linea, come combattenti, ma possono essere utilizzati anche come facchini, corrieri, spie, guardie, attentatori suicidi o scudi umani, o per svolgere compiti domestici come cucinare e pulire. Molti sono vittime di rapimenti, mentre altri si uniscono per disperazione, credendo che i gruppi armati possano offrire la migliore possibilità di sopravvivenza. Ragazze e ragazzi possono essere utilizzati anche a fini sessuali da parte delle forze armate o di gruppi estremisti. La gran parte di questi bambini vengono reclutati illegalmente, con la forza o ad un’età inferiore rispetto a quella consentita dal diritto nazionale o dalle norme internazionali. Sebbene gli standard internazionali non vietino il reclutamento volontario di ragazzi dai 16 ai 17 anni, ciò è contrario alle buone prassi e al senso comune.

Oggi quasi due terzi degli Stati membri riconoscono il divieto all’arruolamento per i minori di 18 anni al fine di proteggerli dal rischio di coinvolgimento in conflitti armati e per garantire il loro benessere, e dichiarano che i loro diritti, come bambini, debbano essere rispettati. Ma questo divieto viene sempre più infranto e a questi minori viene tolto il diritto all’infanzia e all’adolescenza, a vivere una vita normale nel pieno rispetto dei loro bisogni e della loro giovane età.

Bambini reclutati dall’Isis, la relazione shock ultima modifica: 2016-01-24T16:13:57+00:00 da info@cronacaedossier.it

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