Bambini e terrorismo, come spiegare l’orrore?

La necessità di affrontare con i bambini la paura e il terrore dopo i fatti di Parigi

bambiniGli eventi di Parigi dello scorso venerdì 13 novembre hanno scosso tutti, adulti e bambini. Ma mentre gli adulti riescono a farsi coraggio, a riflettere e ad andare avanti nella vita di tutti i giorni, i bambini hanno bisogno di aiuto e protezione. Devono sapere che accanto hanno persone su cui poter contare e di cui potersi fidare, persone con le quali possono sentirsi liberi di porre domande e di essere ascoltati nelle loro preoccupazioni, senza essere derisi o trattati con sufficienza. Pensare, infatti, che non capiscano quanto accade loro intorno, con la tv sempre accesa a qualsiasi ora in tutte le case e con i social network sempre attivi è totalmente sbagliato; loro vedono, osservano, ascoltano, riescono a farsi una loro idea, ma affinché non abbiano pregiudizi e non si schierino dalla parte sbagliata, è opportuno parlare e aprirsi ad un dialogo costruttivo ed onesto, senza raccontare bugie, senza mostrare indifferenza o addirittura nascondere quanto successo.




OLYMPUS DIGITAL CAMERAI bambini hanno diritto a conoscere la verità, ad essere accolti in ogni loro richiesta di spiegazione e di delucidazione. Hanno bisogno di avere delle risposte quanto più aderenti alla realtà, scevre da personali giudizi e faziosità, ma quanto più basate su dati certi e fonti attendibili. L’orrore arrivato nelle nostre case va affrontato, spiegato, insieme alla paura per il terrore. Sembrare duri ed impassibili davanti ai nostri figli non serve ad alcunché. Mostrarsi fragili ed impauriti, ma nonostante tutto sempre pronti a rimettersi in piedi e ad affrontare i periodi bui della nostra storia non può fare altro che avvicinarci a loro, ad entrare in contatto con il loro vissuto emotivo e con le loro sensazioni. Bisogna, quindi, trasmettere fiducia e speranza e non farli mai sentire soli o spaesati durante queste emergenze che colpiscono all’improvviso e possono traumatizzare a vita i soggetti coinvolti, sia da lontano che da vicino. Per questo, è opportuno dialogare con bambini ed adolescenti, graduando le nostre parole a seconda dell’età, delle caratteristiche personologiche di ciascuno e della religione di appartenenza. Bisogna puntare a sottolineare e ad evidenziare con i minori alcuni termini chiave che li spingeranno a scegliere e a preferire il Bene rispetto al Male: pace, integrazione, scambio, conoscenza reciproca, diritti, doveri, dialogo interculturale, libertà, democrazia, convivenza civile.

images (1)Tutto questo deve essere posto in primo piano nel contesto familiare. Spiegare quanto avviene nel mondo e provare a non essere asettici o poco informati sulle vicende negative che, purtroppo, si susseguono, è uno dei compiti principali del genitore. Ma non solo. Questo compito deve essere assolto e coadiuvato dalla scuola, cosicché, se in famiglia venisse trascurato, la scuola potrebbe appropriarsi della sua funzione pedagogica ed educativa e far in modo che il bambino possa esprimersi nelle modalità a lui più consone ed essere capito. Primario sarà per gli insegnanti assolvere a tale funzione, tipica dei genitori, o approfondire quanto da loro detto, tutto questo nell’ottica di tranquillizzare il bambino, sconvolto dalle immagini e/o dai racconti dei propri cari. Necessario risulterà rassicurarli e tentare di dare voce alle loro domande rimaste insoddisfatte o svilupparle maggiormente attraverso il gruppo classe, sempre pronto al confronto e alla comprensione degli avvenimenti attuali, che sempre più mettono a dura prova la sicurezza e la preparazione personale nel fronteggiarli. Per fare ciò sarà utile dotare bambini e adolescenti di strumenti che portino alla riflessione. Importante sarà per genitori e insegnanti capire il modo in cui aiutarli a manifestare le proprie paure e le loro emozioni.

articolo di Nicoletta Calizia @nicolecalizia


 


APPROFONDIMENTO
Consigli per genitori ed insegnanti

Cosa succede nel mondo? Perché gli uomini uccidono spietatamente innocenti? Perché ho paura? Come rispondere a queste semplici ma allo stesso tempo delicatissime domande?

downloadÈ proprio su questi temi che genitori e insegnanti possono mostrare cedimenti o difficoltà nel gestire tali questioni e aver paura o titubanze nel rispondere. Il miglior modo è differenziare le risposte e non generalizzare mai. Bisogna essere sinceri e raccontare quello che succede, senza troppi veli. L’unica grande accortezza sarà quella di evitare che nasca la paura del diverso, l’odio per l’amico o il compagno di scuola con una fede differente dalla nostra. Altrimenti avremmo toppato nel nostro compito. A seconda dell’età del bambino, genitori ed insegnanti dovranno far in modo che il minore parli di sua spontanea volontà (il consiglio più utile, infatti, è quello di non sedersi mai a tavolino e sconvolgere il suo equilibrio perché noi abbiamo deciso in quel momento di affrontare quel determinato discorso). Dovrà essere nostro figlio o il nostro alunno a chiedercelo. I più piccoli sentiranno il bisogno di esprimersi attraverso il disegno, un’immagine o una frase che ci farà capire che è arrivato il momento giusto per riflettere insieme. Ma in che modo? Attraverso il dialogo aperto, il racconto, la lettura di storie e fiabe, ma anche il gioco e la creatività.




Con i ragazzi più grandi, invece, si potranno vedere film o documentari insieme, spiegando le scene più difficili, oppure si potranno fare ricerche su libri e internet per capire insieme quanto accaduto. Agli adolescenti bisogna dare risposte vere e fondate, con loro risultano utili l’ascolto e la comprensione, in loro si cercherà di infondere conoscenza e spirito critico, funzionali a comprendere gli avvenimenti traumatici, in modo tale da costruire insieme a loro una lettura costruttiva della realtà che li circonda. Ragazzi informati, consapevoli, aperti e capaci di gestire la paura e l’ansia saranno adulti forti, sicuri, senza pregiudizi e soprattutto liberi.

a cura di Nicoletta Calizia @nicolecalizia

 

Bambini e terrorismo, come spiegare l’orrore? ultima modifica: 2015-12-16T16:29:44+00:00 da info@cronacaedossier.it

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