Assassinio Monni: due vite, un mistero

Strani indizi da un’auto carbonizzata e un delitto, quello del giovane Gianluca Monni, che grida vendetta


caso monniCi sono due indagati per l’omicidio del 19enne Gianluca Monni, freddato mentre aspettava l’autobus per andare a scuola a Nuoro, l’8 maggio ad Orune, Sassari. Si tratta di altri due giovani, un 17enne di Nule e il cugino di 24 anni, che vive in un’abitazione rurale nelle campagne di Ozieri. Le case dei due sono state perquisite il 17 giugno, su disposizione dei magistrati delle Procure di Nuoro e dei Minori di Sassari e sono stati sequestrati apparecchi informatici: pc, tablet, materiale elettronico in generale, nonché i telefoni cellulari di tutti i componenti delle rispettive famiglie.
Apparentemente normalissima la vita del Monni, ucciso con tre colpi di fucile davanti ad altri ragazzi, subito sentiti dai Carabinieri. Gianluca Monni era seduto su un gradino vicino alla pensilina della fermata, quando è stato raggiunto dagli spari. Il 19enne frequentava la 5a presso l’Istituto professionale Alessandro Volta, di famiglia normalissima: il padre titolare di una rivendita di mangimi per animali, la madre lavora in ospedale a Nuoro, il fratello studente.
Il caso, già di per sé intricato, potrebbe essere collegato alla scomparsa di Stefano Masala, 29enne di Nule (Ss) di cui si sono perse le tracce proprio la sera prima del delitto Monni.
00000I due casi sarebbero legati per il tramite di un episodio avvenuto il 13 dicembre scorso in occasione della festa “Cortes apertas” ad Orune: un gruppo di ragazzi di Nule, ospiti di amici orunesi, in una sala da ballo importunarono delle ragazze del paese, tra le quali la fidanzata di Gianluca Monni, intervenuto per difenderla. Tra i due gruppi si sarebbero quindi creati dei forti malumori e, complice un elevato tasso alcolico, sbucò fuori da un tasca del 17enne ora indagato anche una pistola. Alla fine il gruppo di Nule se ne tornò a casa. Tra loro pare ci fosse anche Stefano Masala, ed è stato addirittura ipotizzato che proprio Masala fosse al volante dell’auto usata per l’agguato mortale a Monni, una Opel Corsa grigia ritrovata bruciata il giorno dopo l’omicidio dello studente nelle campagne di Pattada (Ss). L’auto su cui viaggiavano gli assassini venne più volte ripresa da alcune videocamere di sorveglianza ed aveva un cerchione diverso dagli altri tre. Particolare presente anche nell’auto ritrovata carbonizzata.
Pattada.La famiglia di Masala smentisce categoricamente il legame tra i due fatti e Stefano rimane a tutti gli effetti uno “scomparso”. Per ora senza esito le perquisizioni in alcune abitazioni rurali di Pattada anche con l’ausilio dei cani molecolari, ma al momento non è emerso nulla di nuovo.
La madre del giovane indagato aveva anche cercato di fornirgli un alibi: «All’ora dell’omicidio mio figlio era in casa, poi è andato in campagna con il padre». Invece il ragazzo la sera della sparizione di Masala sarebbe andato al bar per poi tornare presto a casa. Testimonianza che può avere, comunque, un valore relativo, essendo stata fornita da un familiare.
Le ultime tracce di Stefano lo danno presente la sera di giovedì 7, più o meno alle 19:45. Un’ora più tardi il suo cellulare già non rispondeva più. In mezzo ci sono un passaggio al solito bar con un rapido saluto agli amici presenti e il generico riferimento ad un misterioso appuntamento urgente. Il ragazzo è descritto da tutti come mite, gentile che si fida anche troppo degli altri, pronto ad aiutare. Potrebbe essere stato coinvolto in qualcosa di brutto? E perché la sua auto è stata ritrovata carbonizzata?
0000I familiari, papà Marco, mamma Carmela, il fratello Giuseppe e le sorelle Valentina e Alessandra chiedono che non venga abbandonato l’interesse per questa vicenda che, per ora, è ancora a tutti gli effetti una scomparsa, non necessariamente collegata all’omicidio del giovane Gianluca Monni. «Temiamo seriamente che a Stefano sia stato fatto del male, e sia stato nascosto in qualche luogo inaccessibile».
«Caro Stefano – avevano detto in un primo appello – devi sapere che non sei solo, la tua famiglia come sempre ti è vicina e ti vuole bene. Non sappiamo cosa è successo, se hai paura di qualcosa noi siamo con te, siamo pronti ad aiutarti in qualunque momento e a qualunque ora. Se sei in difficoltà e puoi mandare un messaggio o un segnale, fallo immediatamente e noi siamo pronti a raggiungerti. Siamo preoccupati per te, tu non preoccuparti di niente: a noi interessa solo che tu torni a casa al più presto». E poi un appello alla cittadinanza: «La famiglia Masala-Dore chiede accoratamente agli abitanti di Nule e del circondario, se qualcuno conosce o ha visto qualcosa, riferisca con urgenza e celerità, anche in forma anonima, qualsiasi informazioni o indicazione utile al ritrovamento di Stefano, in particolare si invoca chi, sapendo, non avrà mai la coscienza a posto, mantenendosi dentro questo rimorso».

 

articolo di Paola Pagliari

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Assassinio Monni: due vite, un mistero ultima modifica: 2015-07-28T16:46:47+00:00 da info@cronacaedossier.it

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