Ashley Olsen, processo immediato per Cheik Diaw

Ignorate le ultime novità sul caso Ashley Olsen, con orari e DNA che contraddirebbero parte della tesi dell’accusa contro Cheik Diaw

 




 

omicidio ashley olsen
Ashley Olsen

C’è un passaggio importante nel caso della morte di Ashley Olsen, bella trentacinquenne della Florida ritrovata cadavere nella sua abitazione di Firenze lo scorso 9 gennaio: il principale accusato del delitto, Cheik Diaw, va a processo immediato e la prima udienza si terrà il 14 luglio alle 9:30 presso l’aula bunker del Tribunale di Firenze. L’ha deciso il gip di Firenze Matteo Zanobini,  accogliendo quanto chiesto dalla Procura, come riporta il quotidiano La Nazione, considerando le testimonianze e soprattutto le parole dello stesso Diawk che ha ammesso l’aggressione contro la giovane.

 

cheik diaw
Cheik Diaw

Senegalese di 27 anni, Cheik Diaw, aveva conosciuto Ashley Olsen la sera dell’8 gennaio nel club Montecarla di Firenze, già noto alla Polizia per essere frequentato da pregiudicati e da soggetti usi al consumo di stupefacenti. I due ragazzi avevano lasciato il locale intorno alle 6:00 del mattino e, giunti nell’appartamento che l’americana condivideva con il fratello, avevano consumato un rapporto sessuale consenziente.

Terminato il rapporto, Ashely Olsen avrebbe tentato di allontanare il ragazzo, impaurita che il proprio fidanzato – con il quale aveva avuto una lite alcuni giorni prima – potesse rientrare in casa. In seguito al ritrovamento del cadavere le Forze dell’ordine erano risalite a Diaw grazie alle telecamere e all’analisi del DNA, preso da un profilattico ritrovato nell’appartamento. Il ragazzo aveva ammesso un alterco avuto con Ashley Olsen e di una spinta in seguito alla quale la ragazza avrebbe battuto la testa ma restando ancora viva.

 




 

aulaIl Gip ritiene invece che il ragazzo meriti il giudizio immediato per la morte di Ashley Olsen. Tutto ciò nonostante nelle ultime settimane siano emersi elementi interessanti che contraddirebbero la tesi dell’accusa. Secondo le considerazioni medico-legali fornite alla Procura, Ashley Olsen sarebbe morta tra le 12:00 e le 12:30. Le telecamere invece avevano ripreso Cheik Diaw per le strade di Firenze alle 11:30 e poi alle 11:55 in piazza del Duomo. Una discrepanza non da poco e che sarà senz’altro motivo di battaglia tra accusa e difesa. Inoltre i segni al collo della vittima (morta per asfissia provocata con azione a mani nude da parte dell’assassino) nulla avrebbero a che fare con quelli rinvenuti dietro la testa, compatibili invece con le affermazioni di Diaw.

C’è poi la questione del DNA. È vero che il materiale biologico prelevato dal preservativo appartiene a Diaw, ma è anche vero che sotto le unghie di Ashley Olsen sarebbe stato trovato DNA di soggetti ancora non ufficialmente indagati. Insomma, un caso particolare nel quale senz’altro un ruolo importante l’ha svolto l’uso della cocaina, ma ci sono ancora incongruenze che meriterebbero approfondimento prima di considerare Diaw l’unico possibile colpevole della morte di Ashley Olsen.

 

articolo di Andrea B.

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Ashley Olsen, processo immediato per Cheik Diaw ultima modifica: 2016-06-01T00:16:02+00:00 da info@cronacaedossier.it

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