Armi facili e mito del “cow boy” negli USA

Le armi sono parte integrante della cultura statunitense, tanto da essere “consacrate”, nel Secondo Emendamento, alla Costituzione (Costituzione che risale – è bene sottolinearlo – al 1791).

vendita armiInizialmente, lo spirito del Secondo Emendamento era quello di garantire alle milizie cittadine il diritto a possedere armi per difendersi dall’oppressione dell’impero britannico e spagnolo. È stato il liberismo del ventesimo secolo a stravolgere lo spirito iniziale: dopo l’uccisione di Kennedy, dall’inizio degli anni ’70 in poi, l’NRA (la National Rifle Association, la potente lobby delle armi da fuoco), ha iniziato a reinterpretare il Secondo Emendamento facendo intendere che il diritto a portare armi sarebbe da riferirsi all’individuo singolo e non solo alla collettività dei cittadini in milizie di difesa.

Chi nasce in America non percepisce il problema: la gente è abituata dalla nascita non solo a vedere gente armata ma è anche convinta che non sia solo un diritto, ma anche un dovere per garantire la propria sicurezza.

vendita armiOggi, un cittadino degli Stati Uniti su tre possiede armi da fuoco, regolarmente denunciate (sono oltre trecento milioni quelle in mano ai privati). Nei cinque stati d’oro della vendita delle armi, che sono Idaho, Montana, Oregon, Wyoming e Alaska i rivenditori sono quasi un migliaio per stato.

Il risultato di un sondaggio, pubblicato da Gallup, evidenzia il vertiginoso aumento del consenso a favore delle armi: il 68% dei cittadini degli Stati Uniti d’America non intende rinunciare all’uso delle armi private per garantire la propria sicurezza: il 63% degli uomini rivendica il diritto a girare armati così come il 51% delle donne e i bianchi più degli afro americani che, però, sono quelli che fanno registrare l’aumento maggiore di consensi.

Con questa maggioranza nell’opinione pubblica, è difficile immaginare qualche amministratore coraggioso che sfidi l’impopolarità e metta un freno alla vendita di armi. Così, ogni volta che si consuma una strage, inizia il rito del pentimento ma nessun politico, specie nei singoli Stati, osa toccare questo tabù e ridurre l’uso delle armi e la loro circolazione.

PX4StormDal mese di novembre 2012, ci sono state 994 “sparatorie di massa” negli Stati Uniti, ultima quella all’Umpqua Community College di Roseburg. Solo nel 2015 gli “incidenti con armi da fuoco” (termine burocratico usato dalle polizie locali) sono stati 294. Il problema è che non si vendono solo fucili da caccia o armi eufemisticamente definite “da autodifesa”, ma anche fucili d’assalto e fucili mitragliatori. I massacri nelle scuole, scuotono la nazione ma non portano ad alcun cambiamento, piuttosto, per assurdo, incrementano la vendita di armi.

La NRA inoltre, aumenta sempre più le campagne destinate ad incrementare due tipi di paura: la prima, che senza una pistola sei destinato a soccombere per mano di un pazzo; la seconda, che il governo vuole toglierti i diritti calpestando la Costituzione. Due anni fa, subito dopo l’ennesima strage, Wayne Lapierre vicepresidente della NRA dichiarava: “il bando delle armi nelle scuole rende gli alunni più vulnerabili” e che, pertanto, “ogni eccezione al porto d’armi doveva essere abbattuta”. Come dire: la colpa è delle vittime stesse, perché si sarebbero salvate se solo fossero state armate e capaci di difendersi. La NRA, ancora oggi attraverso il suo sito, spinge quotidianamente a combattere per l’allargamento del diritto a possedere pistole e fucili, mischiando questo “diritto” alla sostanza dell’essere americani.

Richard Hofstadter, docente presso la Columbia University, spiegò chiaramente, in uno studio intitolato America as a gun culture, che la battaglia per il controllo delle armi sarebbe stata difficilissima da vincere perché il Paese, era cresciuto considerando questo come un “diritto” fondamentale al pari della libertà individuale.

Perché il punto è tutto lì, in quella passione per il mito del “cow boy” che è duro da sconfiggere.

 

articolo di Nia Guaita

Armi facili e mito del “cow boy” negli USA ultima modifica: 2015-10-12T14:48:25+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!