Arianna Zardi, nuove indagini come nel “caso Gambirasio”

Nel Cremonese il Gip riapre il fascicolo sulla morte della 25enne Arianna Zardi e parte la caccia all’assassino



0Potrebbe venire dal liquido seminale, e quindi dal DNA rinvenuto sugli slip di Arianna Zardi come stabilito dalla perizia effettuata nel 2012, un elemento chiave per poter dare il nome all’assassino che il 30 settembre del 2001 uccise la 25enne di Casalbellotto, nel Cremonese. Il caso è stato riaperto dall’ordinanza con cui il gip Guido Salvini ha disposto il test del DNA su una trentina di persone a vario titolo vicine alla vittima, dando così soddisfazione a quanto da anni richiedeva la sorella della giovane, Sara. «Per risolvere il caso di Yara Gambirasio – aveva detto Sara Zardi – hanno prelevato il DNA di mezzo mondo. Anche a mia sorella, quando, dopo la riapertura del fascicolo nel 2010, furono finalmente analizzati gli indumenti, è stato trovato DNA maschile sugli slip, come è accaduto per la ragazzina di Brembate. Ma, accertato che non è compatibile con quello delle quattro persone che erano state indagate, quel DNA verrà semplicemente messo in una banca dati, in attesa che magari un domani salti fuori una compatibilità. E l’indagine, secondo le notizie che abbiamo, sembra andare verso una nuova archiviazione. Questo non ci sta bene. La situazione è uguale: perché non è stato fatto anche per mia sorella un lavoro più approfondito?», aveva detto.
Ora, invece, verrà fatta la comparazione almeno con queste trenta persone. Arianna Zardi, quella domenica pomeriggio del 2001, dopo pranzo era uscita salutando la mamma ed aveva preso il pullman per Cingia de’ Botti, località dove abitava l’ex fidanzato, lasciato da un paio di mesi. Arianna Zardi ancora ne soffriva e potrebbe essere andata proprio a casa di lui, ma egli ha sempre negato di averla vista o sentita quel giorno. Secondo una testimonianza modificata e rettificata, non chiarissima, più tardi Arianna Zardi sarebbe stata vista tra Torricella e Motta, non lontano da dove poi è stata trovata morta.

0000Il corpo di Arianna Zardi era stato rinvenuto il 2 ottobre, disteso, con la testa verso il muro. A poca distanza, la sua borsetta appoggiata al muretto del ponticello sopra il greto asciutto di un canalone di irrigazione. L’autopsia aveva collocato il decesso tra le 13:00 del primo ottobre e le 24:00 dello stesso giorno, ma la perizia entomologica, depositata il 20 febbraio del 2008 aveva modificato questi orari, collocando la morte tra il tardo pomeriggio del 30 settembre e le prime ore del primo ottobre 2001.

In un primo momento si ipotizzò il suicidio, smentito con forza dai genitori e dalla sorella Sara. Perché gettarsi da un ponticello alto meno di dieci metri, quando non distante c’è il Po? Inoltre il cadavere era stato localizzato a qualche metro di distanza, lungo il terreno che corre al di sotto dell’ arco. Si parlò pure di una caduta accidentale, ma cosa ci faceva là Arianna Zardi? E se l’aveva uccisa qualcuno, chi poteva essere stato? Uno sconosciuto da cui Arianna Zardi aveva accettato incautamente un passaggio e che poi l’aveva aggredita o qualcuno con cui lei aveva una relazione segreta? Poteva eventualmente quest’uomo misterioso essere l’assassino? E con quale movente?

DNA Arianna ZardiLe indagini erano proseguite con gli interrogatori degli amici della vittima, tra cui un 17enne che teneva in casa il telefonino di Arianna Zardi. Era stato arrestato e poi prosciolto per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza: «L’ho preso dalla borsetta dopo essermi imbattuto nella ragazza ormai cadavere poi sono scappato per lo shock», si era giustificato. Sui reperti recuperati dalla borsetta e dal suo contenuto non vennero trovati profili compatibili con l’allora minorenne, quindi si pensò che altre persone avessero maneggiato gli effetti personali di Arianna Zardi in concomitanza o poco dopo la sua morte, ma ci si fermò lì.

Un mistero a cui non si venne dunque a capo, ma che ora è tornato prepotentemente d’attualità poiché il gip Guido Salvini ha accolto nei giorni scorsi la richiesta del pm Roberto di Martino, ed ha disposto l’archiviazione della posizione di tre persone, due uomini e una donna, ordinando però nuove attività di indagine.

Il giudice ha suggerito di muoversi concentrandosi su una più ampia cerchia di conoscenze della ragazza, tentando, in questo modo, ulteriori comparazioni dei profili biologici rinvenuti su tutti i reperti. Si valuterà anche la possibilità di rilevare eventuali impronte papillari lasciate sugli indumenti indossati dalla vittima durante la colluttazione, che verosimilmente ha preceduto la caduta nel vuoto.

(foto sfondo)«Ha avuto una rapporto prima di essere ammazzata. Ma l’autopsia aveva escluso la violenza sessuale – spiega oggi Sara Zardi – , doveva quindi trattarsi di qualcuno che conosceva. Sono emerse anche delle botte, mia sorella potrebbe essere stata picchiata. Da allora ho chiesto, come nel caso di Yara Gambirasio ma su un campione infinitamente minore, il ricorso al test biologico. Secondo me, la verità è lì».

Oltre ai due indagati maschi, accusati di omicidio, e alla donna a cui si contestava di aver fornito false informazioni al pubblico ministero, le indagini si sono concentrate su altre due persone, anch’esse indagate con l’accusa di omicidio la cui posizione, però, è già stata archiviata. A tutti sono stati effettuati prelievi di campioni biologici da cui estrapolare profili genetici da eseguirsi sui reperti acquisiti al momento del ritrovamento del cadavere. Nulla di fatto: l’esame del DNA ha escluso la compatibilità degli indagati con le tracce rinvenute sugli oggetti a referto, tra i quali anche alcuni mozziconi di sigaretta.

Quindi, si ricomincia, confidando nella corrispondenza di uno dei trenta profili con la traccia isolata sugli slip di Arianna Zardi. Da quasi 15 anni una giovane donna brutalmente uccisa attende giustizia.

 

articolo di Paola Pagliari

Vuoi leggere il numero di giugno 2015 da cui il caso di Arianna Zardi è tratto? Clicca qui!

 

Arianna Zardi, nuove indagini come nel “caso Gambirasio” ultima modifica: 2015-06-30T15:18:00+00:00 da info@cronacaedossier.it

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