Antonio Giglio, la Procura cambia idea: è omicidio

Potrebbe essere esclusa la riesumazione del corpo del piccolo Antonio ma alcuni particolari sulla sua morte ancora non sono chiari





Insieme alla verità sulla terribile morte della piccola Fortuna Loffredo sembra essersi aperto un vero e proprio vaso di Pandora su ulteriori casi di abusi e omicidi di minori nel quartiere Parco Verde, finora coperti da un impenetrabile strato di omertà.

Raimondo Caputo
Raimondo Caputo

La Procura ha infatti aperto una nuova inchiesta sulla morte di Antonio Giglio, il bambino caduto da una finestra dell’isolato 3 del Parco Verde di Caivano il 27 aprile del 2013, pressappoco un anno prima di Fortuna Loffredo, da tutti chiamata Chicca.
Dopo i recenti particolari emersi dalle indagini sulla tragica vicenda della piccola Fortuna, secondo l’accusa vittima di numerosi abusi e poi uccisa proprio dal compagno della madre di Antonio, Raimondo Caputo, gli inquirenti si accingono a cambiare drasticamente la linea di indagine per fare verità su questo spinoso caso: seguire la strada dell’omicidio volontario e non più colposo, abbandonando l’ipotesi dell’incidente, come invece era avvenuto nel 2013, subito dopo il fatto.

Secondo le ultime indiscrezioni, l’inchiesta sarà affidata al pool diretto dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio, esperto in reati e violenze sui minori, probabilmente in collaborazione con il pm Urbano Mozzillo, facente parte del pool guidato dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Proprio quest’ultimo aveva coordinato la prima indagine condotta sulla morte di Antonio Giglio, quando però nulla lasciava intravedere le terribili verità emerse solamente in seguito alla morte della piccola Fortuna, precipitata dallo stesso isolato del quartiere Parco Verde il 24 giugno 2014.

 

 

fortuna-antonio-palazzo-caivano-parco-verdeNel 2013 la madre di Antonio, Marianna Fabozzi, aveva spiegato agli inquirenti: «Antonio è caduto mentre guardava l’elicottero dei carabinieri, si è sporto dalla finestra», venendo di conseguenza indagata per omicidio colposo. Ma oggi, a distanza di tre anni da quelle parole, la donna è detenuta in carcere con l’accusa di essere complice di Raimondo Caputo negli abusi sessuali ai danni del figlio, mentre la sorellina di Antonio, amica del cuore di Chicca, è diventata una delle testimoni nell’indagine sull’omicidio di Fortuna. Inevitabile quindi porre l’interrogativo sul carattere casuale dell’incidente in cui perse la vita Antonio, tanto da rileggere l’intera vicenda sotto una luce diversa e decisamente più inquietante. Considerato però il tempo trascorso, i Pm sembrano propensi ad escludere la riesumazione del cadavere del bambino, richiesta invece dall’avvocato Angelo Pisani, legale del padre e dei nonni di Fortuna Loffredo, affidatisi alla criminologa Roberta Bruzzone.

 



Parco Verde CaivanoD’altro canto, in merito all’enigma sulla morte di Antonio, la sorellina in questi due anni aveva escluso l’omicidio davanti agli psicologi, affermando che «non era successo come a Chicca, perché lui si è affacciato ed è caduto dalla stanza da letto». Nei prossimi giorni le tre bambine testimoni dell’omicidio di Fortuna dovranno comunque comparire di fronte al giudice per l’incidente probatorio chiesto dalla Procura di Napoli Nord, sempre tutelate dal sistema dell’audizione protetta. Potrebbero infatti essere proprio loro, in mezzo all’alone di omertà e paura che circonda gli isolati del quartiere – già noto agli inquirenti per traffico di stupefacenti e infiltrazioni camorriste – a rendere giustizia alle due piccole vittime.

 

articolo di Gianmarco Soldi
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Antonio Giglio, la Procura cambia idea: è omicidio ultima modifica: 2016-05-07T11:49:59+00:00 da info@cronacaedossier.it

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