Angelica di 2 anni, cold case di una morte atroce

«Nella storia criminale nazionale non si ricordano condotte comparabili» scisse il Gip sulla morte della piccola Angelica. E ora si riapre il processo






giustiziaSi chiamavano Paola Rizzello e Angelica Pirtoli, rispettivamente madre e figlia, entrambe ancora oggi senza che sia fatta piena giustizia sulla loro fine. La piccola Angelica aveva solo 2 anni quando venne uccisa a Parabita, in provincia di Lecce, assieme a sua madre il 20 marzo 1991. Se ne occuparono i ROS di Lecce e per quel delitto oggi sul banco degli imputati c’è Biagio Toma, già sentito nel 2000 come testimone di questa triste vicenda e per la quale il 26 marzo del 2001 vennero condannati all’ergastolo il boss Luigi Giannelli, la moglie Anna De Matteis e Donato Mercuri (fedelissimo di Giannelli) con l’accusa di essere i mandanti.

Il duplice omicidio fu terribile: Paola Rizzello venne uccisa a colpi di fucile mentre aveva in braccio la piccola Angelica, quest’ultima rimase ferita e gli assassini la lasciarono lì; poi però ci ripensarono e tornarono indietro dopo circa un’ora per uccidere anche la bimba di due anni. Le modalità però furono di un’atrocità incredibile: presa per il piedino e scaraventata più volte con la testa contro il muro.

 

fucilataMentre per la morte della Rizzello la ragione del delitto sarebbe rintracciabile in una storia di gelosia nel contesto mafioso della zona o perché conosceva troppi particolari del clan, la bimba fu assassinata solo per il timore che avesse potuto rappresentare un pericolo futuro per i killer.
Di Paola e Angelica vennero poi ritrovate le ossa: in una cisterna ricolma d’acqua i resti della prima e in un sacco posto nel terreno i resti della seconda. Un delitto terribile per il quale però Toma si è dichiarato innocente. Troppo efferato anche per lui anche se, come disse egli stesso nel 2001, dopo avere ucciso la madre tornarono indietro per eliminare anche la piccola Angelica. Ma chi eseguì quell’omicidio atroce?




carcereNel 1999 la deposizione di Luigi De Matteis, reo confesso e fratello di Anna De Matteis, sembrava chiudere il cerchio: «Già quando stavo fuori stavo pensando su questo fatto, ciè nnu la facia chiui cu tegnu questo segreto qua, anche perché ci ho due figlie ed ogni volta che io le guardavo…» e le sue parole portarono nel tempo all’accusa nei confronti di Biagio Toma per l’atroce delitto. Invece a mettere in discussione la sua accorata confessione vi sarebbe un’intercettazione raccolta in carcere dal ROS durante l’inchiesta denominata “Coltura”, foriera di informazioni per il caso della piccola Angelica. Nel corso dell’intercettazione in carcere a carico di Donato Mercuri, nel parlare dell’arresto di Toma, fa il nome di “Morte” (soprannome di Luigi De Matteis): quest’ultimo avrebbe assassinato Paola e Angelica, non Biagio Toma.

 

 
giustiziaInvece De Matteis ha sempre detto che è Toma l’assassino, versione che oggi troverebbe supporto anche in altre testimonianze. Per questo motivo ieri si è aperto il processo dinanzi la Corte d’Assise di Lecce, chiamata a giudicare proprio Biagio Toma per il duplice assassinio. Da questo processo verrà fuori la verità su chi ha spezzato la vita di Paola Rizzello e della piccola Angelica.

Ad oggi la tragicità di questa storia è tutta nelle parole scritte dal Gip, che afferma:  «[…] Il lungo lasso di tempo trascorso dai fatti […] non può velare l’abominio compiuto. Nella storia criminale nazionale non si ricordano condotte comparabili con quelle tanto sprezzanti del dolore innocente di una bambina di due anni, rimasta ferita in maniera non grave al piedino, lasciata disperata, nottetempo al buio in campagna, accanto al cadavere della madre ammazzata e quindi uccisa, senza nemmeno la pietà che si usa verso gli ovini […]. I mandanti dell’omicidio della Rizzello scontano già da anni la giusta pena dell’ergastolo. Sino ad ora era mancata alla parola di Luigi De Matteis il riscontro idoneo a concretizzare l’accusa contro Biagio Toma. Le inaspettate conferme degli ultimi mesi consentono finalmente di avanzare una richiesta cautelare che attenui l’orrore dell’intera comunità salentina».

 
articolo di Andrea B.

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Angelica di 2 anni, cold case di una morte atroce ultima modifica: 2016-03-25T12:56:04+00:00 da info@cronacaedossier.it

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