Andrea Ghira, mistero finito: il corpo a Melilla è suo

Le tappe della vicenda fino all’esame del DNA che chiude il mistero su Andrea Ghira: il massacro del Circeo finisce così negli archivi della Storia





Andrea Ghira
Andrea Ghira

Il caso Andrea Ghira ha bisogno solo del timbro finale e poi il fascicolo finirà per sempre negli archivi, custodito dalla polvere e dal tempo. Non c’è infatti più nessun mistero attorno alla morte di uno dei tre protagonisti del tristemente famoso “massacro del Circeo”, quando il 30 settembre 1975 morì la diciassettenne Rosaria Lopez. Ad ucciderla fu il gioco macabro di Angelo Izzo,  Gianni Guido e Andrea Ghira ma involontariamente lasciando viva la coetanea Donatella Colasanti, diventando quest’ultima fondamentale teste per accusare i tre giovani.

Dei tre fu Andrea Ghira a far perdere le proprie tracce. Secondo la versione che ha retto fino a ieri, egli sarebbe morto nel 1994 nella città di Melilla, colonia spagnola in Marocco. La famiglia di Rosaria Lopez non ha mai creduto a questa versione ritenendo che invece l’uomo fosse vivo. L’ipotesi, per quanto fantasiosa, si fondava su alcuni presunti testimoni pronti a giurare di avere visto Andrea Ghira a spasso per il Paese. Da lì una prima analisi DNA, sebbene mitocondriale, aveva decretato che il corpo sepolto nel piccolo cimitero di Melilla fosse dello stesso ceppo materno di Ghira.

 




 

Colasanti, l'unica sopravvissuta al massacro
Colasanti, l’unica sopravvissuta al massacro

Tuttavia il DNA mitocondriale non può essere considerato esaustivo per riuscire a dare giudizio d’identità. Ecco allora che la famiglia Lopez ha voluto vederci chiaro una volta per tutte chiedendo alla Procura di eliminare ogni sospetto oppure di riaprire questa triste storia. Lo scorso gennaio la Procura di Roma, quasi a sorpresa, decide di dare seguito alle richieste della famiglia e va a Melilla per raccogliere i campioni necessari all’esame DNA.

Alcuni ritardi per problemi tecnici e solo ieri, a quasi cinque mesi dall’esumazione avvenuta a Melilla, ecco il responso del DNA nucleare eseguito: il corpo lì sepolto appartiene a Andrea Ghira. Dubbi finiti e storia chiusa, dunque. Per davvero l’uomo fuggì all’estero morendo nel 1994. Finisce così un mistero che, in caso di responso contrario, avrebbe aperto la strada a (giustificati) complotti sulla base delle amicizie “nere” che poteva vantare Andrea Ghira, ennesimo pezzo di un puzzle che racchiude alcuni grandi misteri della nostra storia recente.

 

articolo di Giulio Bini

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Andrea Ghira, mistero finito: il corpo a Melilla è suo ultima modifica: 2016-06-12T10:56:08+00:00 da info@cronacaedossier.it

One thought on “Andrea Ghira, mistero finito: il corpo a Melilla è suo

  • 28 dicembre 2017 at 21:40
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    Ho il massimo rispetto per il dolore con cui Letizia Lopez convive da più di quarant’anni, un dolore terribile causato dalla perdita in modo così tragico di una sorella, ma non ho mai capito questo suo incaponimento nell’affermare che Andrea Ghira sarebbe vivo e che addirittura girerebbe tranquillamente per Roma, nonostante le prove inconfutabili della sua morte. Voglio sperare che, dopo l’ennesimo responso che conferma l’effettiva morte di Ghira in Spagna, si sia messa il cuore in pace. Di certo non mi addolora il fatto che uno dei tre assassini del Circeo sia da tempo passato a miglior vita, spero soltanto che Angelo Izzo non lo facciano più uscire dopo avergli consentito di prendere in giro in modo così vistoso la giustizia italiana e di uccidere di nuovo, e che Gianni Guido in libertà non commetta qualche altra porcata: in questo caso, più che mai, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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