Alfano, dal processo stato-mafia nuove rivelazioni

Dopo 22 anni nuove piste riaprono il giallo sul delitto Alfano grazie alle parole di un pentito

Beppe AlfanoGiuseppe Aldo Felice Alfano, o semplicemente “Beppe” per gli amici, è stato uno degli esempi più cristallini di giornalismo. Alfano infatti non era iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti (tantomeno a quello dei pubblicisti) come segno di protesta verso una categorizzazione che detestava. Era insegnante di educazione tecnica, ma nelle sue vene scorreva la passione per il giornalismo, tanto che nella “sua” Barcellona Pozzo di Gotto era diventato il punto di riferimento, prima per Canale 10 e poi per Tele News. Classe ’45, Alfano aveva iniziato a scrivere e firmare pezzi scomodi, molto scomodi. Si parlava di mafia ovviamente, ma non solo: c’è anche un pizzico di massoneria e una manciata di politica imprenditoriale nella ricetta mortale che porta al suo assassinio. È l’8 gennaio 1993 quando Beppe viene ritrovato cadavere nella sua Renault 9: tre colpi calibro 22 non gli hanno lasciato scampo, chiudendo il capitolo della sua vita e aprendo quello della ricerca del suo assassino e dei suoi mandanti. Tra le piste battute quella più accreditata porta a un chiaro movente, sostenuto tra l’altro a gran voce anche dalla figlia Sonia, oggi eurodeputata e presidente della commissione speciale sulla criminalità organizzata: la corruzione e il Benedetto (Nitto) Santapaolariciclaggio di denaro. Le origini della sua uccisione avrebbero a che fare con il nome di Nitto Santapaola, un boss catanese sfuggito alla cattura da parte delle Forze dell’ordine. Alfano, attraverso una lunga inchiesta sarebbe arrivato a scoprire il luogo di latitanza di Santapaola e per questo messo a tacere. A confermare tale ipotesi è il racconto del pm Olindo Canali, che avrebbe avuto un colloquio telefonico con Alfano nel dicembre del ’92. I due si sarebbero dovuti incontrare tra il 9 e il 10 gennaio, al ritorno di Canali dalle vacanze, data alla quale Alfano non arrivò. Ciò che desta stupore è il fatto che Canali abbia rilasciato queste dichiarazioni solo recentemente, in seguito all’apertura dell’inchiesta sulle trattative Stato-mafia. Fu proprio Canali infatti a tenere il processo sull’omicidio di Alfano, conclusosi con l’arresto e la condanna all’ergastolo del mafioso Pippo Gullotti. Perché dopo tutti questi anni Canali ha espresso dubbi sulla colpevolezza del Gullotti? Sicuramente un ruolo importante è stato svolto dalle recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, ascoltato nel maggio 2015 nel corso del processo Stato-mafia. D’Amico entra a pie’ pari nel caso Alfano: «So chi è il mandante e so chi è l’esecutore dell’uccisione del giornalista Beppe Alfano. Non posso dire di più perché ci sono indagini in corso». È di pochi giorni fa la notizia dell’identificazione del nome suggerito da D’Amico: sarebbe quello di Stefano Genovese detto “Stefanino”. La sera dell’8 gennaio D’Amico avrebbe incrociato “Stefanino” sul ponte tra Barcellona e Palermo, nei pressi della scena del crimine, con il cappellino ben calato sulla testa. A un’offerta di passaggio avrebbe avuto una secca risposta: «Vattinni subito che staiu travagghiannu». Altro 00particolare interessante, è che il Genovese era in possesso di una pistola calibro 22, proprio come quella utilizzata per l’assassinio (la Colt 22 che si pensava avesse sparato quella sera infatti, grazie al legale della famiglia Alfano, l’avvocato Fabio Repici, nel 2011 si scoprirà in seguito alle prove balistiche non essere la pistola che sparò l’8 gennaio). D’Amico conferma comunque il ruolo di Giuseppe Gullotti come mandate dell’omicidio, riferitogli dal mafioso Sem Di Salvo, affiliato alla cosca dei Santapaola: «Gullotti cumminau un macelli cu st’omicidio che ci fidi fari». Secondo Di Salvo, Alfano finì nel mirino della mafia perché era uno che «parlava assai». Il nuovo filone è in attesa di verifiche ma chiaramente getta nuova domande sull’omicidio avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto. Perché la mafia vide necessario depistare le indagini “offrendo” un killer diverso? È proprio strano che nell’omicidio dell’uomo che “parlava assai” tutti abbiano qualcosa da dire.

 

articolo di Nicola Guarneri @specialguarns

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Alfano, dal processo stato-mafia nuove rivelazioni ultima modifica: 2015-10-26T07:00:32+00:00 da info@cronacaedossier.it

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