Aldo Moro e le trame dei servizi

Dopo 55 giorni di estenuante prigionia, la mattina del 9 maggio 1978, il corpo senza vita di Aldo Moro giace rannicchiato dentro una Renault 4 abbandonata su via Caetani, giustiziato.

 

220px-Aldo_Moro_brTutte le fasi di questa vicenda, dal rapimento all’uccisione, coinvolgono protagonisti avvolti da uno strano strato di nebbia e celano manovre e obiettivi oscuri. Si scorgono solo i profili, a volte riconoscibili altre no. Il coinvolgimento dei servizi segreti (nazionali e internazionali) in questa vicenda è stato più volte sussurrato e non solo, anche gridato, ma ancora oggi si parla esclusivamente d’ipotesi plausibili. Il periodo storico di riferimento è caratterizzato da turbolenze geopolitiche. I servizi americani operano costantemente su tutto il territorio europeo (anche in Italia) per contrastare eventuali influenze filo-sovietiche. L’organizzazione Gladio nasce proprio per tale scopo. Senza uscire dai confini del Paese, durante le fasi del rapimento di Aldo Moro si è ipotizzata (a posteriori) un’implicazione nella vicenda della loggia massonica P2 di Licio Gelli, punto d’incontro per molti uomini delle istituzioni impegnati nel caso (tra questi, alcuni pezzi grossi del Sismi). Nel 2008 la testimonianza di Llich Ramirez Sanchez, terrorista venezuelano, svela i retroscena di un incontro segreto diretto dagli uomini del SISMI, guidati dal colonnello Stefano Giovannone, che la notte dell’8 maggio si sarebbero recati a Beirut per barattare la liberazione di Aldo Moro attraverso la consegna di alcuni prigionieri del fronte Popolare per la liberazione della Palestina. Qualcosa andò storto, il giorno dopo la notizia del cadavere di Moro. I dubbi maggiori, circa le influenze dei servizi segreti, riguardano la presenza del colonnello Camillo Guglielmi del SISMI, nei pressi del luogo in cui fu consumato il sequestro per opera delle Brigate Rosse. Notizia questa rivelata dalla Commissione Stragi nel 1991. Guglielmi, secondo alcune fonti affiliato a Gladio, Pasquale_Iantoschi-Aldo_Moroaffermerà di essere stato realmente in zona quel giorno ma per altri motivi, pura casualità. A corroborare la tesi che vede il colonnello Guglielmi coinvolto nella presunta rete, ci sarebbero le rivelazioni all’Ansa dell’ex ispettore di Polizia Enrico Rossi, che ha indagato su alcuni aspetti della vicenda e secondo cui le responsabilità del Colonnello sarebbero conclamate, al punto da affermare: «Due agenti dei servizi segreti aiutarono le Brigate Rosse in via Fani durante il rapimento di Aldo Moro […] per proteggere le BR da disturbi di qualsiasi genere». Le sue indagini sarebbero partite da una lettera anonima scritta da uno dei due uomini in sella a una moto Honda presenti durante l’agguato. Eppure, le trame dietro la morte di Aldo Moro porterebbero lontano, molto lontano, verso quei servizi segreti internazionali, americani e sovietici in primis. In questo scenario, forse il ruolo dei Servizi italiani sarebbe stato “solo” di “controllo”, con o senza il ruolo attivo degli uomini del colonnello Guglielmi, casualità permettendo.

 

articolo di Alberto Bonomo

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Aldo Moro e le trame dei servizi ultima modifica: 2015-07-28T15:20:58+00:00 da info@cronacaedossier.it

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