Abusi su minori, ecco come prevenirli

Un’analisi sociologica del fenomeno degli abusi sui minori partendo dai casi della piccola Maria nel Beneventano e Fortuna a Caivano


gioco d'azzardoIl caso della piccola Maria, una bambina rumena di 10 anni trovata morta in una piscina di un resort a San Salvatore Telesino, nel Beneventano, la sera del 20 giugno, è pieno di ombre e lascia sgomenti. Sì, perché la bimba è stata lasciata annegare. Anzi ‒ come se non bastasse ‒ l’autopsia sul corpo della ragazzina avrebbe rivelato che Maria sarebbe stata vittima di violenza sessuale.

Allo stato attuale ci sono due indagati, ma quello che più sconcerta è che l’omicidio di Maria segue quello di Fortuna, la bimba violentata e uccisa a Caivano, in provincia di Napoli, anche qui probabilmente da un conoscente.

 

occhiLa madre di Maria, intervistata subito dopo il tragico avvenimento, sconvolta, ha ripetuto: «Mia figlia mi raccontava sempre tutto, tutto» (proprio come la mamma di Fortuna). Tutto proprio no, dato che dall’esame autoptico sul corpo della bimba è venuto fuori che sarebbe stata vittima di abusi sessuali pregressi.

Ma chi violentava Maria? E perché nessuno tra le persone che avrebbero dovuto proteggerla non si è accorto di niente, non ha mai captato qualche strano segnale e non ha mai avuto qualche dubbio circa quello che era costretta a subire?
bambinoDa questi fatti di cronaca emerge un’infanzia violata, non protetta e non ascoltata. Sembra esserci indifferenza, silenzio, omertà tra la gente, ma soprattutto molta trascuratezza e poca attenzione da parte dei genitori ai bisogni, ai segnali e alle richieste di ascolto e di tutela di queste creature indifese. Proprio il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Campania, Cesare Romano, ha lanciato un allarme: «In Italia ci sono aree geografiche, non solo in Campania, che hanno per diversi motivi accumulato sacche di disagi, povertà e carenza di servizi dove gli abusi sessuali sui bambini e l’incesto trovano terreno fertile e vengono tollerati».
Proprio così, dall’analisi sociologica di questi crimini appare importante prendere in considerazione il contesto sociale e culturale in cui questi abusi avvengono. Si riscontrano situazioni simili in diverse parti dell’Italia (a Nord come a Sud); maggiormente a rischio, però, risultano le zone più degradate di grandi aree urbane dove manca il senso di comunità e vi sono carenze o disomogeneità nei servizi, a tal punto che è difficile intercettare il disagio dei minori perché problemi molto più grandi finiscono per mettere in secondo piano l’importanza della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
bambinoPer comprendere meglio le radici della violenza potremmo rifarci al funzionalismo di Durkheim o allo struttural-funzionalismo di Parsons, ma anche al più recente “modello ecologico di Bronfenbrenner”, secondo cui le cause sarebbero da ricercare ‒ oltre che nelle caratteristiche individuali (in questo caso dell’aggressore) ‒ nel contesto sociale, ambientale e culturale, ossia nelle caratteristiche della comunità in cui si vive, come la povertà, l’assenza di servizi, l’isolamento, la mancanza di coesione sociale e di assistenza reciproca. In aggiunta, problemi di disoccupazione, abitazioni inadeguate, disorganizzazione familiare, assenza di supporto, problemi finanziari contribuiscono ad aumentare il rischio per un bambino di essere oggetto di abusi sessuali e trascuratezza.

 

bambinoDi certo non bisogna generalizzare o pensare che solo nelle famiglie povere o problematiche succedano questi fatti incresciosi. Per di più, non bisogna sottovalutare come nella società moderna i bambini vengano sempre più spesso adultizzati e adultocentrati, ossia debbano adattarsi alle abitudini e alle richieste degli adulti, e non viceversa. Per questo un bambino che non può trarre dall’ambiente socio-culturale in cui cresce tutte le risorse necessarie al suo benessere psicofisico e ad un armonico sviluppo relazionale è un bambino a rischio.

Ovviamente, è da ribadire che il contesto è solo uno degli agenti causali, in quanto è stato osservato che molti minori posseggono una discreta capacità di adattamento anche in condizioni di vita svantaggiose (la cosiddetta “resilienza”) quando i fattori di rischio vengono attenuati e sopraffatti dai fattori protettivi. Per tale motivo, assicurare alle famiglie un sistema forte di welfare è essenziale nel prevenire gli abusi sui minori. Programmi ed interventi efficienti devono basarsi su un’analisi dei bisogni della comunità locale e su un supporto alle famiglie vulnerabili di tipo personalizzato e centrato sulla comunità di appartenenza.

Questi tipi di azioni basate sulla famiglia rappresentano non solo un elemento pratico ed importante per la prevenzione, ma anche e soprattutto per il contrasto dei casi di abusi su minori, allo scopo di permettere alle famiglie di apprendere, potenziare e sviluppare i loro rapporti e la loro capacità genitoriale in un ambiente sano e solidale.

 

articolo di Nicoletta Calizia

Segui Cronaca&Dossier con un Mi Piace su Facebook e Twitter, oppure unisciti al canale Telegram

 

L’approfondimento sul fenomeno degli abusi sui minori pubblicato sulla rivista Cronaca&Dossier:

 

Abusi su minori, ecco come prevenirli ultima modifica: 2016-07-23T13:15:12+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!