Bossetti, quanto contano davvero quelle lettere?

Letti a Quarto Grado alcune stralci delle lettere scambiate con Gina, contenenti particolari sui gusti sessuali e una dichiarazione d’innocenza di Bossetti

Le tanto chiacchierate lettere tra Massimo Bossetti e la detenuta Gina sono da giorni il fulcro dell’attenzione sul processo per la morte di Yara Gambirasio, 13enne di Brembate scomparsa una sera del novembre 2010 e ritrovata morta in un campo qualche mese più tardi.

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Massimo Bossetti

Ieri sera il legale di Massimo Bossetti, l’avvocato Claudio Salvagni, è stato ospite della trasmissione Quarto Grado per rispondere alle domande del conduttore Gianluigi Nuzzi. Tra i numerosi argomenti trattati, tra cui le 38 udienze e il processo di primo grado ormai al rush finale (la cui sentenza è attesa presumibilmente durante la prima settimana di giugno), si è parlato anche della corrispondenza tra il muratore incriminato per l’omicidio di Yara e Gina, anch’essa detenuta nell’istituto penitenziario di Bergamo.

Il contenuto delle lettere è variegato e sfaccettato, anche se forse non così determinante per le indagini come sembrava nelle scorse settimane, soprattutto dopo l’enorme rilevanza data alla notizia dell’acquisizione delle lettere su ordine del pm Ruggeri.

yara gambirasio
Yara Gambirasio

Nelle missive Bossetti informa Gina dei suoi pensieri e stati d’animo, quasi come se si trattasse di una sorta di diario. Solo in alcuni passaggi di una lettera datata 17 gennaio l’imputato si lascia sfuggire: «Guardo fisso la fotografia di mio padre, lo prego sempre, tutte le sere. So che sarà sempre al mio fianco, perché lui sa che sono pienamente innocente… Yara glielo ha detto». Poi, descrivendosi come la vittima del processo, scrive: «Mi vogliono incastrare, vogliono fare pagare a me i loro errori per non rovinare le loro carriere e ammettere di avere sbagliato».

 

 

bossettiDurante l’intervista all’avvocato Salvagni, oltre alle numerose domande sulle perizie respinte dal giudice e al collegamento tra Bossetti e la vittima, sono stati analizzati alcuni passaggi più intimi e scabrosi contenuti nelle missive, riguardanti i propri gusti sessuali e l’intenzione di conoscere di persona la destinataria delle lettere, Gina appunto. «Voglio levarti i dubbi che potresti porti: sono affettuoso, romantico, gentile e dispensatore di coccole…  al contrario di mia moglie, va beh, non si può avere tutto dalla vita». Quello che maggiormente è balzato agli occhi degli inquirenti è stato l’utilizzo delle parole vagine rasate, trovate anche nel pc di casa tra le ricerche pornografiche.

Stando alle parole di Bossetti, Gina avrebbe dimostrato di nutrire un sincero interesse nei suoi confronti. Si tratterebbe quindi di una corrispondenza tipicamente affettiva, condita da elementi erotici e piccoli dettagli sulle cause della reclusione – ritenuta ingiusta.

Intanto il processo prosegue cercando di far luce sugli avvenimenti del novembre 2010, in particolar modo ponendo l’attenzione sulle ricerche pornografiche trovate sul computer di casa Bossetti e sull’identificazione del furgone ripreso dalle telecamere della palestra in cui si allenava Yara.

 

articolo di Gianmarco Soldi
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Bossetti, quanto contano davvero quelle lettere? ultima modifica: 2016-04-30T15:00:16+00:00 da info@cronacaedossier.it

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